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Usi e benefici della portulaca

La portulaca, o Portulaca oleracea è una pianta che appartiene alla famiglia delle Portulacaceae e in Italia viene chiamata con tanti nomi diversi. A seconda della regione, e anche della città, la portulaca viene chiamata erba grassa, porcellana, porcacchia, precacchia, solo per citare i maggiori esempi. Si tratta di una pianta erbacea che veniva impiegata come potente medicinale fin dall’antichità e che grazie al rinnovato interesse per la natura e le sue inesauribili fonti di benessere sta per essere riscoperta e inserita nell’alimentazione quotidiana da sempre più persone in tutto il paese.

Nei libri specialistici si trovano moltissimi riferimenti alle virtù mediche e salutari di questo vegetale, considerato prezioso fin dall’Antico Egitto. Le origini di questa pianta sono molto probabilmente orientali, ma in Italia ha attecchito molto ben e cresce da nord a sud in modo spontaneo o previa coltivazione, in terreni semplici. È curioso notare che in alcuni orti e giardini la portulaca viene considerata una pianta infestante, quando nella realtà si tratta di un vegetale molto buono da inserire nell’alimentazione, ma soprattutto positivo per la salute e in grado di contrastare attivamente tante malattie pericolose.

Proprietà benefiche della portulaca

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La portulaca vanta molte proprietà benefiche, vediamo quali sono le maggiori:

  • è una pianta diuretica: grazie al contenuto di fibre e di sali minerali, la portulaca aiuta a favorire l’evacuazione e stimola la diuresi, nonché combatte gli stati di stipsi. La pianta è anche impiegata per curare efficacemente la diarrea e il vomito, in caso di enterite acuta e di emorroidi, in quanto si tratta di un vegetale altamente sfiammante e amico del sistema intestinale;
  • è dissetante: consumare la portulaca aiuta a ridurre il senso di sete e ciò e dovuto al suo importante contenuto di sali minerali preziosi. La portulaca si può consumare in tanti modi, ma il più semplice è forse la tisana, che può essere bevuta da tutti e in particolar modo dagli sportivi per riequilibrare la perdita di liquidi dopo l’attività fisica;
  • è amica del cuore e del colesterolo buono: la caratteristica principale della portulaca è il suo elevato contenuto di omega 3, ovvero di acidi grassi positivi. Gli omega 3 sono sostanze preziose, che chiedono di essere introdotte nell’alimentazione scegliendo cibi vegetali e animali che li contengono. Gli omega 3 si trovano nei legumi e nel pesce, ma anche in molti vegetali, come per l’appunto la pianta di portulaca. Grazie al suo elevato contenuto di Omega 3, la pianta si rivela essere amica della salute del cuore, in grado di abbassare i livelli di colesterolo cattivo e di normalizzare i trigliceridi, quindi abile nel prevenire efficacemente l’insorgenza di patologie legate al sistema cardio circolatorio. È interessante notare che in 100 grammi di foglie di portulaca sono contenuti 350 mg di acido linoleico, quindi una quantità molto elevata e concentrata, che si propone importante per il benessere del sistema ematico e per la salute del cuore;
  • è amica dei reni: grazie alla sua composizione ricca di sali minerali, la portulaca viene consigliata in caso di insufficienza renale;
  • combatte la pelle impura e le punture di insetti: la portulaca contiene un liquido che è in grado di contrastare efficacemente la pelle grassa, impura e acneica. Molti cosmetici dedicati a questo tipo di pelle la contengono e in rete si trovano ricette per comporre maschere fai da te dall’effetto emolliente e depurante. La pianta viene altresì impiegata come rimedio naturale per lenire gli arrossamenti e il prurito in seguito alle punture di insetti.

Come consumare la portulaca

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La portulaca deve innanzitutto essere riconosciuta, perché ci sono molte piante che le assomigliano. È quindi vietato il fai da te, a meno di non essere sicuri al 100% che si tratti di questo vegetale. La portulaca cresce comunemente e può quindi essere trovata anche nell’orto di casa, lungo una strada o in un campo, ma è fondamentale sapere che si tratti di questa pianta, quindi è preferibile chiedere consulenza gli esperti in caso di dubbio.

La portulaca può essere consumata nelle tisane in versione secca o fresca e quindi basta chiedere all’erborista di fiducia di preparare delle composizioni di erbe che possono rivelarsi utili per risolvere i problemi intestinali, per favorire il transito e anche per contrastare i problemi legati alla circolazione sanguigna e agli alti livelli di colesterolo e trigliceridi.

Una volta individuata, la pianta può essere impiegata con fiducia in cucina, perché ha un sapore molto piacevole e può essere abbinata con tanti ingredienti naturali. Se si ama il suo sapore erbaceo e si desidera impiegarla in cucina, è ideale acquistarne o procurarsene una piantina e quindi dimorarla in vaso. Si tratta di un’erba spontanea, che chiede un nonnulla per crescere, anche in terreni particolarmente impervi. Una volta cresciuta, la portulaca può diventare protagonista di tante ricette divertenti e gustose.

È interessante notare che nelle ricette tradizionali partenopee, questa erba veniva solitamente associata alla rucola per preparare sughi per condire la pasta assieme ai pomodori o alla verdura e nella tradizione siciliana la portulaca è un ingrediente chiave delle insalate estive, perché la pianta ben si abbina ad essere consumata cruda con i rinfrescanti cetrioli che crescono abbondanti nell’isola. Nella cucina romana la portulaca viene considerata parte delle erbe che creano la misticanza, un’insalata mista che viene proposta come contorno o come piatto unico se arricchita ad ingredienti diversi.

Per realizzare le ricette con la portulaca si impiegano di solito le foglie, ma anche i rametti più teneri che crescono in primavera. In estate gli stessi rametti potrebbero iniziare a seccarsi a causa del sole e delle alte temperature, quindi è ideale a stagione inoltrata impiegare solo le foglioline più piccole e giovani. La pianta può essere impiegata per preparare il sugo della pasta o degli gnocchi. La ricetta è molto semplice e chiede di unire la portulaca un soffritto preparato con aglio e di aggiungere dei pomodorini o della polpa di pomodoro fresco. La tradizione vuole che la pasta migliore sia le penne, che trattengono il pesto, e la pianta può essere associata anche all’uso del basilico o della rucola selvatica se si amano i sapori aromatici.

La portulaca viene impiegata come classico ingrediente per preparare la frittata. Le uova devono essere sbattute con formaggio grattugiato, un po’ di latte e una macinata di sale e pepe. La portulaca va quindi aggiunta cruda e si può preparare la frittata al forno o in padella. Si tratta di una ricetta semplice, alla quale può essere aggiunta la farina di ceci per dare corpo al piatto e aumentare l’apporto nutrizionale.

Un interessante modo per conservare la pianta è quello, infine, di metterla sott’olio o sottaceto. Le ricette tradizionale in tal verso sono moltissime e tante impiegano la foglia e anche lo stello. La portulaca viene quindi messa a dimora nei vasetti di vetro con aceto, aglio, semi di senape e anche cumino e dopo il giusto tempo di riposo si rivela essere un prodotto delizioso, ottimo da consumare come antipasto e come prelibato accompagnamento ai piatti di salumi e formaggi.

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