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Tularemia: cause, sintomi e cure

La tularemia o febbre dei conigli è una malattia infettiva trasmessa da topi, conigli, lepri e scoiattoli che si manifesta in modo differente a seconda del tipo di contagio. Scopriamola meglio!

Coniglio- foto outbreaknewstoday.com

La malattia colpisce soprattutto i mammiferi, i roditori, i conigli e le lepri, ma può anche contagiare uccelli, rettili, pesci, pulci e zecche.

Si tratta di una malattia infettiva rara piuttosto contagiosa e potenzialmente fatale se non trattata con antibiotici.

Tularemia: Cause

Punture di zecca- foto diena.lt

La malattia dei conigli può essere trasmessa all’uomo in modi differenti, tra cui il contatto diretto con gli animali infetti, le punture di insetto e il consumo di carne e acqua infette, ma non è noto che passi da persona a persona.

La modalità con cui avviene il contagio del batterio Francisella tularensis definisce il tipo di manifestazione e la gravità dei sintomi:

  • Punture di insetti – Le punture di zecca causano molte infezioni, tra cui l’infezione da batterio Francisella tularensis.
  • Animali contaminati – Il contagio può avvenire in presenza di animali malati o morti o a causa del morso di un animale infetto.
  • Batteri – I batteri nel terreno possono disperdersi nell’aria durante le operazioni giardinaggio e possono propagandarsi attraverso le vie respiratorie (tularemia polmonare).
  • Cibo o acqua – Non è da escludere, seppur in casi molto rari, che il batterio possa essere contratto mangiando carne poco cotta di un animale infetto oppure bevendo acqua contaminata.

Fattori di rischio

Veterinario- foto lavozdesanjusto.com.ar

Le possibilità di contrarre il batterio Francisella tularensis e di sviluppare la tularemia aumentano in concomitanza di alcuni fattori di rischio:

  • Caccia – Chi si dedica alla caccia di lepri e scoiattoli può essere maggiormente esposto agli animali infetti.
  • Giardinaggio – I professionisti o gli amanti del giardinaggio possono sviluppare la forma di tularemia polmonare.
  • Medicina veterinaria – I veterinari, lavorando a stretto contatto con la fauna selvatica e animali infetti, possono essere più esposti al rischio contagio.

Tularemia: Sintomi

Febbre- foto madvix.com

L’incubazione del batterio può richiedere poche ore o alcune settimane mentre la malattia si manifesta in modi differenti a seconda del tipo di contagio:

Tularemia ulcero-ghiandolare

  • Ulcera cutanea a livello del sito di infezione
  • Ghiandole linfatiche gonfie e indolenzite
  • Febbre
  • Brividi
  • Mal di testa
  • Stanchezza

Tularemia ghiandolare

  • Ghiandole linfatiche gonfie e doloranti
  • Febbre
  • Brividi
  • Mal di testa
  • Senso di stanchezza

Tularemia oculo-ghiandolare

  • Dolore e arrossamento agli occhi
  • Scarico di liquido dagli occhi
  • Ulcera sulla parte interna della palpebra

Tularemia orofaringea

  • Febbre
  • Mal di gola
  • Vomito
  • Diarrea

Tularemia polmonare

  • Tosse
  • Dolore al torace
  • Difficoltà respiratorie

Tularemia tifoidea

  • Febbre alta
  • Stanchezza estrema
  • Vomito e diarrea
  • Ingrossamento della milza
  • Ingrossamento del fegato
  • Polmonite

Complicazioni

Meningite- foto robaid.com

La tularemia può innescare una serie di complicanze piuttosto serie fino a diventare addirittura fatale se non curata in tempo:

  • Polmonite – L’infiammazione delle strutture polmonari conduce a un’insufficienza respiratoria grave.
  • Meningite – L’infezione a livello delle meningi può causare mal di testa, rigidità del collo e fotosensibilità fino a portare a danni al cervello e alla morte nei casi più gravi.
  • Pericardite – Lo stato infiammatorio coinvolge la membrana sottile che circonda il cuore e mette a rischio l’attività cardiaca.
  • Osteomielite – L’infezione può raggiungere le strutture ossee.

Diagnosi

Campione del sangue- foto nyagan.bezformata.ru

La febbre dei conigli è una malattia rara che per giunta condivide gran parte dei sintomi con altre malattie, una caratteristica che rende difficile una diagnosi tempestiva.

Le indagini mediche devono puntare a verificare la presenza del batterio all’interno di un campione di sangue o muco e a identificare gli anticorpi ai batteri in un campione di sangue.

Tularemia: Trattamenti e cure

Antibiotici- foto theworldnews.net

La tularemia può essere curata con antibiotici come la streptomicina o gentamicina, farmaci che devono essere somministrati per iniezione in un muscolo o in vena.

A seconda del tipo di tularemia da trattare, poi, i medici possono prescrivere antibiotici per via orale in associazione al primo intervento.

In linea generale, dopo aver contratto la malattia dei conigli, il corpo sviluppa una sorta di immunità, ma alcune persone possono andare incontro a una ricaduta o una reinfezione.

Prevenzione

Lavare bene frutta e verdura- foto convivirpress.com

La prevenzione della tularemia dipende da alcune regole di comportamento destinate a evitare il contagio del batterio:

  • Evitare il contatto con animali che non si conoscono
  • Tenere il coniglio domestico dentro casa
  • Lavare le mani prima e dopo aver toccato gli animali domestici
  • Non bere acqua di dubbia provenienza
  • Lavare bene frutta e verdura
  • Cucinare bene la carne
  • Tenere sotto controllo la frequenza dei trattamenti antiparassitari degli animali domestici
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