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Transaminasi, quando il fegato ci segnala un “guasto”

rimedi-erboristici-per-depurare-il-fegatoAnche chi non è particolarmente esperto di medicina sa che un valore alterato delle transaminasi indica uno stato di allerta: vediamo insieme cosa significa in dettaglio e quali sono le possibili soluzioni.

Che sia buona norma sottoporsi con frequenza e costanza a controlli e check up fisici è un fatto speriamo assodato: non di rado capita, anche per chi è particolarmente attento e non presenta sintomi specifici, che i risultati delle analisi rivelino uno stato di salute non del tutto perfetto.

Può ad esempio succedere che ci sia una leggera variazione nel valore delle transaminasi, enzimi che si trovano in varie parti del corpo ma che sono molto importanti anche come indicatore dello stato di funzionamento del fegato. Ecco quindi cosa fare, come intervenire e capire le cause dell’alterazione nelle transaminasi, ricordando sempre che il primo passo da compiere è rivolgersi al proprio medico curante e seguire le sue indicazioni.

Occhio ai segnali. Il fegato è uno degli organi più importanti e vitali del nostro corpo e ha, tra gli altri, il compito delicato di secernere la bile, il liquido basico che svolge un ruolo fondamentale per digerire i grassi e trasportare le sostanze di scarto della nostra alimentazione verso l’intestino. Ecco perché, come le mamme e le nonne ripetono da sempre, bisogna fare attenzione a ciò che mangiamo, con un regime dietetico ricco di frutta e verdura e povero, al contrario, di cibi fritti e bevande gassose e alcoliche, così da preservare e prenderci cura, per quanto possibile, del nostro organismo.

Transaminasi alte. Torniamo a parlare delle nostre analisi, dunque, e nello specifico delle transaminasi; se ne trovano di due tipi, indicate con le sigle ALT (alanina transaminasi) e AST (aspartato transaminasi), e in genere si possono trovare anche a livello del cuore e dei muscoli. Quando il range di riferimento è alterato, siamo in presenza di un problema che può riguardare il fegato, ma anche altri parti del corpo. I valori normali sono, per le ALT, da 7 a 55 Unità per litro per gli uomini e da 7 a 45 U/l per le donne, mentre per le AST si va da 8 a 48 Unità per litro negli uomini adulti e da 8 a 43 U/l per le donne adulte.

Stato d’allerta. Se i valori sono superiori alla norma bisogna elevare il livello d’attenzione e procedere a indagini più approfondite. Questo, infatti, può significare che il nostro fegato presenta alcuni danni, che è infiammato o che soffriamo di malattie cardiache, problemi alla tiroide o epatite, senza tralasciare possibilità come la mononucleosi o il morbo di Chron. Oltre ala lettura dei risultati delle analisi, ci sono alcuni sintomi che possono manifestare lo stato di malessere, come il classico colorito giallastro della pelle, senso frequente di stanchezza e spossatezza, perdita di appetito, nausea e vomito continui, dolori e gonfiori nella zona dell’addome, urina di colore particolarmente scuro. Tuttavia, alcune patologie sono asintomatiche, e dunque bisogna approfondire l’indagine.

Categorie a rischio. Come accennato, alcuni comportamenti – anche di tipo alimentare – possono determinare una maggiore esposizione al rischio di avere un livello di transaminasi particolarmente elevato: le persone in sovrappeso, ad esempio, riscontrano più spesso questo problema, così come i malati di diabete, chi fa eccesso di consumo d’alcol, chi ha già problemi al fegato, ma si denota anche una certa familiarità di casi.

Quale dieta seguire. In presenza di transaminasi alte, la prima azione che possiamo compiere per il benessere del nostro fegato e del nostro corpo è seguire un diverso e più equilibrato regime alimentare, e in particolare cancellare dalla nostra dieta gli alimenti molto ricchi di grassi, in particolare le fritture, e altri cibi come insaccati, dolci, salse, panna, maionese, oltre che le già citate bibite gassate e bevande alcoliche, più alcuni tipi di ortaggi e verdure come melanzane, peperoni, funghi, fave, cavolfiori e piselli. Largo invece a frutta e verdura fresca yogurt magro, pasta e riso.

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