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Test DNA e dieta genetica per dimagrire funziona? Costo e opinioni

Test DNA e dieta genetica per dimagrire funziona? Costo e opinioni

Un semplice test del DNA sarebbe in grado di rivelare le caratteristiche strutturali che influenzano la risposta dell’organismo ai diversi alimenti: nasce così la dieta genetica, un nuovo concetto di alimentazione fondata sull’individuazione di variazioni genetiche che caratterizzano ogni individuo in relazione al cibo.

Dieta genetica- foto castelfrancovenetosport.it

Le variazioni genetiche presenti in ogni individuo sarebbero il motivo principale per cui alcune persone perdono più peso di altre anche in presenza della stessa dieta alimentare.

La nutri-genetica costruisce così una frontiera di dieta personalizzata che sfrutta i risultati del test del DNA per dimagrire e spiegare perché ciò che evidentemente funziona per una persona non è detto che funzioni per un’altra!

Analisi genetica

DNA- foto geek.com

La creazione di un profilo metabolico di un soggetto consente di stilare un programma dimagrante personalizzato, una dieta basata sulle informazioni prodotte da un test genetico.

È sufficiente procedere con un test genetico nei laboratori di un centro specializzato per iniziare un percorso che consente di dimagrire con la dieta genetica.

L’analisi di diverse aree riesce a tracciare il profilo di una dieta equilibrata, corretta e personalizzata per dimagrire:

  • gusto (gene TAS2R38)
  • intolleranza al lattosio (gene lattasi)
  • stress ossidativo (MTHFR)
  • metabolismo dei glicidi (PGC-1 alpha, PPAR gamma-2, TCF7L2, LEPR)
  • metabolismo dei lipidi (grelina, FTO, MC4R, LPL, recettore delle LDL, resistina, APOA5, GCKR)
  • metabolismo osseo (ESR1, LRP5)
  • stile di vita (ACE, CHRNA3)

Il prelievo di un campione di saliva e la disamina di altre informazioni personali (peso, altezza, valori di glicemia, livello di colesterolo e trigliceridi, patologie presenti e attività fisica svolta) lasciano spazio all’elaborazione del profilo genetico.

Le informazioni genetiche rappresentano le basi per costruire una dieta genetica personalizzata che indica gli abbinamenti di cibo e lo stile di vita ideali per ottenere un dimagrimento sano e veloce.

Dimagrire con la dieta genetica

Dimagrire con la dieta genetica- foto dilei.it

Il principio primo che permette di dimagrire con la dieta genetica è quella di credere che ognuno è geneticamente unico e possiede caratteristiche fisiche e biologiche esclusive, una singolarità che influenza molti aspetti del vivere quotidiano.

Il test del DNA evidenzia caratteristiche genetiche specifiche che consentono di stabilire la quantità e la qualità di nutrienti necessari alla perdita di peso.

Supponiamo che l’analisi genetica riveli che un soggetto abbia bisogno di lavorare sul  metabolismo di grassi e zucchero perché inefficienti, stimolare la termogenesi rallentata e procedere con un’attività fisica diretta a far perdere massa grassa.

In questo senso una dieta genetica ipotetica dovrebbe creare un piano alimentare ricco di alternative, proporre alcuni accostamenti ideali per dimagrire (es. riso venere, zenzero, cioccolato fondente e mele per controllare la glicemia oppure avena, mandorle, salmone e germogli di soia per regolare il livello di trigliceridi e colesterolo) e suggerire una routine sportiva.

Il DNA rivela che la presenza di una variazione genetica potrebbe spiegare in modo credibile la sensibilità del soggetto a particolari alimenti come verdure amarognole, succo di pompelmo, cioccolato fondente, caffè e simili.

Le preferenze alimentari che si vengono a creare inconsapevolmente spingono verso un regime alimentare squilibrato e scorretto, un comportamento che la dieta genetica mira a eliminare con fonti alternative di vitamine e sali minerali per sottrarsi a carenze alimentari e deficit correlati.

La nutri-genetica crede fermamente che la conoscenza del corredo genetico di una persona e l’influenza che gli alimenti sviluppano sul proprio metabolismo possa essere il punto di partenza per creare una dieta dimagrante, uno stile di vita sano e una forma di prevenzione per molte patologie.

Dieta genetica: funziona?

Dieta genetica: funziona?- foto dimmicome.net

I sostenitori della dieta genetica pongono l’attenzione sull’efficacia dell’approccio personalizzato di questa proposta alimentare contro il sovrappeso.

Ovviamente le informazioni del profilo genetico promettono di fornire indicazioni specifiche per attivare il metabolismo, stilare un programma alimentare equilibrato e facilitare la perdita di peso.

I detrattori ribattono che il limite della dieta genetica sarebbe il DNA stesso, la lunga catena a doppia spirale che contiene le informazioni necessarie alla biosintesi di RNA e proteine per un corretto funzionamento dell’organismo ma che non restituisce risposte alle numerose malattie congenite causate da una mutazione genetica.

In tal senso, la celiachia si presenta come una patologia con una componente immunogenetica. Perché? La maggior parte dei casi europei evidenziano la presenza di eterodimero DQ2 rispetto ai pochi casi che rivelano l’esistenza di eterodimero DQ8 (entrambi codificati dal sistema HLA di classe II).

Questo significa che i soggetti che non presentano tali varianti non svilupperanno mai la patologia mentre le persone che detengono questi assetti si mostrano più “suscettibili”, ma non per questo si può affermare che svilupperanno necessariamente la celiachia.

Non è matematico che una dieta genetica appositamente stilata per annullare gli effetti di una mutazione di un gene evidenziata dall’analisi genetica di un soggetto possa sortire gli effetti desiderati.

A difesa di ciò c’è da dire che la nutri-genetica considera l’influenza di astensione o assunzione di alcune sostanze sull’espressione genica (senza modificazioni del DNA) e mette in relazione le caratteristiche genetiche di un individuo con l’assetto alimentare per gestire nutrizione, metabolismo e ambiente in cui vive al meglio.

Sostanzialmente l’analisi del DNA punta verso l’individuazione di quelle piccole variazioni genetiche che si traducono in risposte “errate” dell’organismo e conoscenza profonda del corpo. Ritrova la tua forma!

Test DNA per trovare intolleranze alimentari

Test DNA per trovare intolleranze alimentari- foto groupon.it

Il test del DNA analizza il corredo genetico per evidenziare le variazioni genetiche che impediscono di dimagrire con le diete standard, mettendo in luce anche alcune intolleranze alimentari come lattosio o glutine che impediscono di realizzare un programma alimentare dimagrante e sano.

La ricerca della dieta genetica personalizzata può portare alla luce variazioni  nel gene della lattasi (LACT C-13910T) e nei geni HLA (DQ2, DQ8, DRB1*04) e risolvere i disturbi riconducibili a intolleranze alimentari quali gonfiori, emicrania, diarrea, meteorismo, dermatiti e altro.

  • Glutine – Si tratta di una sostanza lipoproteica presente in cereali quali frumento, farro, segale, Kamut e orzo che, in soggetti “sensibili”, può provocare reazioni immunitarie spropositate non assimilabili alle manifestazioni tipicamente allergiche.
  • Lattosio – Il deficit di produzione da parte delle cellule intestinali del duodeno dell’enzima lattasi, incaricato alla scissione del lattosio in glucosio e galattosio, crea una mal digestione di questo zucchero che si traduce in disturbi  gastroenterici come flatulenza, meteorismo, crampi  addominali, diarrea e simili.

L’analisi del corredo genetico fornisce risposte specifiche e definitive circa la natura dell’intolleranza rispetto ai classici test di riferimento che invece si limitano a indicare solo se nel momento di valutazione il soggetto possiede difficoltà digestive.

È sufficiente un minuto per eseguire un tampone buccale non invasivo, prelevare la saliva, inviarlo a un laboratorio specializzato e ottenere una mappa genetica che può rivelare la predisposizione a una intolleranza a lattosio e glutine e individuare le basi su cui costruire un programma alimentare personalizzato.

Dimagrire in modo sano

Ritrovare la forma fisica- foto gioia.it

La dieta genetica sviluppa un regime alimentare sano che rifugge dai tentativi di perdere peso mediante una diminuzione drastica delle calorie e una cattiva distribuzione di carboidrati, proteine e grassi e approda a un concetto nuovo di dimagrimento.

Il punto cruciale non è ridurre l’introito calorico giornaliero al di sotto delle 1200 Kcal e spingere l’organismo a lavorare meno, ma costruire un piano alimentare completo capace di distribuire in modo pertinente i macronutrienti.

Un piano personalizzato come la dieta genetica prende in considerazione lo stato di salute della persona e lo associa al proprio patrimonio genetico per considerare un programma nutritivo in grado di agire sul metabolismo e tener conto dei fattori che predispongono al sovrappeso. Ritrova la tua forma!

Un recente studio, portato avanti sui principi della nutri-genetica, ha eseguito il test genetico su ben 191 persone affette da obesità e intente a dimagrire.

Gli scienziati hanno ideato una dieta standard per perdere peso sottraendo 600 calorie dalle singole esigenze nutrizionali e una serie di diete personalizzate da far seguire solo a un gruppo di soggetti.

Il risultato della ricerca ha messo in luce come le persone nel gruppo che aveva seguito la dieta genetica avevano perso il 33% di peso in più rispetto ai componenti del gruppo che aveva seguito una dieta ipocalorica standard.

Test DNA: opinioni

Test DNA- foto dna-testingsouthflorida.com

Il test del DNA riscuote opinioni molto positive, specialmente per l’incredibile opportunità che offre nella scelta di uno stile di vita sano e una perdita di peso efficace.

È sufficiente richiedere un kit di prelievo della saliva per effettuare il prelevamento non invasivo di un campione di saliva, procedere all’analisi genetica presso centri specializzati e ottenere la dieta genetica personalizzata per dimagrire in modo sano e sicuro.

L’analisi genetica rileverà le caratteristiche genetiche e le “sensibilità” che influenzano la personale risposta al cibo:

  • Carboidrati (una maggiore sensibilità corrisponde a una maggiore possibilità di accumulare grasso)
  • Grassi (una sensibilità maggiore sviluppa un rischio più alto di manifestare obesità e sindrome metabolica)
  • Stress ossidativo (una maggiore sensibilità coincide con la possibilità di accumulare tossine e provocare un invecchiamento di tessuti e organi)
  • Capacità di metabolizzare l’Acido Folico (una minore capacità di assimilare l’acido folico potrebbe compromettere la funzionalità cardiovascolare)

Approcciarsi a questo nuovo concetto nutritivo conserva costi variabili a seconda delle specifiche esigenze: solo kit, esecuzione del test del DNA per dimagrire con mappa alimentare, test del DNA con dieta mediterranea o vegana, eccetera. Esegui il Test del DNA – Clicca qui !

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Laureata in Informazione e sistemi editoriali, amante della cultura orientale e appassionata di benessere, salute e fitness.

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