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Supercompensazione: cos’è e a cosa serve nell’allenamento

Forse avrai sentito parlare della supercompensazione come della teoria che spiega la risposta del corpo agli allenamenti. Ma quanto ne sai delle potenzialità di questa teoria?

Supercompensazione ciclismo- foto femaleworld.it

La teoria della supercompensazione muscolare viene usata dagli appassionati di fitness per sfruttare al meglio il meccanismo di adattamento del corpo alla sessione di allenamento.

Il sistema di generale Stress-Recupero-Adattamento si rivela un meccanismo del corpo a seguito di particolari sollecitazioni fisiche.

Stress-recupero-adattamento

La conoscenza del meccanismo Stress-Recupero-Adattamento è importante per capire le modalità di reazione del corpo agli stimoli alimentari e fisici.

In definitiva, quindi, andare in palestra comporta uno stress fisico per il corpo esattamente come il consumo di alimenti permette di stressare i muscoli allo scopo di attivare i processi di ipertrofia o il riposo influenza le riserve energetiche del corpo.

Teoria della supercompensazione

La teoria della supercompensazione riprende i principi della sindrome generale di adattamento (GAS) ideata da Hans Selye.

Sostanzialmente, secondo la supercompensazione, si verifica quando un lavoro muscolare porta il tessuto muscolare a vivere una fase di stress (fase catabolica) e successivamente a una fase di crescita e adattamento muscolare (fase anabolica).

Affinché la supercompensazione si realizzi, però, è essenziale che lo stimolo rispetti alcune caratteristiche fondamentali, primo fra tutti il raggiungimento o il superamento della soglia limite.

Nell’allenamento la fase catabolica prolungata rappresenta la “caduta fisica” o sovrallenamento, un lungo periodo di riposo utile per riprendersi dal malessere generale.

Il processo di supercompensazione diventa fondamentale per riuscire a ricavare risultati eccellenti in termini di ipertrofia e incremento di forza.

Un allenamento eccessivo che non rispetta i ritmi e la frequenza è un training che non porta ad alcun miglioramento fisico.

Purtroppo è mai stato possibile stabilire quando viene raggiunto il picco massimo positivo e quindi stabilire il picco in cui è ideale allenare di nuovo il muscolo.

Bisogna considerare poi che, se è vero che le molecole si modificano nelle quantità, è anche vero che non tutte agiscono allo stesso modo.

Vale la pena fare allenarsi con la supecompensazione?

Sicuramente questa teoria deve essere presa con le pinze perché fortemente perfettibile e legata a diversi fattori che entrano in gioco durante l’allenamento: carichi usati, prestazioni fisiche della persone, condizioni esterne e così via.

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