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Stomatite aftosa, infiammazione del cavo orale

Stomatite aftosa

La mucosa del cavo orale svolge tante funzioni e quindi la sua integrità è fondamentale per l’organismo. Le lesioni possono essere erosioni, se di piccola entità o vere e proprie ulcere se interessano gli strati più profondi della mucosa. Nonostante le notevoli capacità di rigenerarsi dell’epitelio della mucosa orale, ricambio che avviene normalmente ogni 14 giorni circa, l’infiammazione produce una significativa sintomatologia dolorosa.

Patologia molto diffusa, tale da interessare almeno una volta nella vita il 50% della popolazione, la stomatite aftosa ha un numero considerevole di fattori di rischio tra i quali, vale la pena ricordare, lo stress, i batteri, funghi o virus, allergie, carenze alimentari, squilibri ormonali ed una indubbia componente ereditaria e, quindi, genetica. Facilmente scambiabile con la gastrite cronica o con la sindrome del colon irritabile.

Le forme traumatiche sono, in genere, del tutto occasionali e spariscono una volta cessata la causa, mentre quelle ricorrenti e recidivanti sono oltremodo dolorose e ingenerano anche un certo disagio.

Tre sono le forme di stomatite aftosa: minor, major e erpetiforme, ciascuna con le proprie caratteristiche.
La stomatite aftosa minor, quella che crea meno disagi, guarisce in genere nel giro di 7-14 giorni. La stomatite aftosa major è decisamente più impegnativa ed è caratterizzata da ulcere, anche una decina, del diametro superiore al centimetro e che richiede un periodo di guarigione di circa un mese, a volte determinando delle cicatrici. La stomatite aftosa erpetiforme, è caratterizzata da ulcere molto numerose, anche (fino a 100, di piccole dimensioni di circa 1-2 mm che in genere regrediscono in 7-14 giorni.

L’esordio della malattia, che ha una netta prevalenza femminile, è in genere entro i 30 anni di età ed è caratterizzata, generalmente, da lesioni assolutamente benigne che non causano altri problemi al paziente se non quelli strettamente legati all’infiammazione, tranne nei casi di ulcerazioni di natura neoplastica.

Per la cura della stomatite aftosa è necessario rivolgersi allo specialista stomatologo, il quale effettuerà la diagnosi in base ad una accurata anamnesi del paziente, alla visita oggettiva, ai risultati di test ematici e, eventualmente, ricorrendo anche ad una biopsia, esame che può essere determinante per individuare la tipologia della stomatite.

L’approccio terapeutico si basa sulla sintomatologia per cui il primo obiettivo da raggiungere è in assoluto il controllo dell’infiammazione, in modo da ridurre la sintomatologia dolorosa. I farmaci di riferimento sono i corticosteroidi che, sia per via topica che per via sistemica, sono in grado di ridurre i disagi del paziente senza tuttavia avere effetti sul decorso della patologia. Sarà inoltre necessario ricorrere a collutori e disinfettanti a base di antibatterici e antibiotici per evitare che si possano instaurare altre infiammazioni del cavo orale.

Negli ultimi anni si è fatto più frequentemente ricorso all’acido ialuronico, che svolge un ruolo importante nel costituire una sorta di barriera protettiva e quindi di favorire il normale processo di rigenerazione dei tessuti che, come detto, si ripete regolarmente e fisiologicamente nel giro di un paio di settimane.

Inoltre, l’azione dell’acido ialuronico, come dimostrato da diversi studi, si espleta in una riduzione praticamente immediata della sintomatologia dolorosa e nel controllo delle ulcere e delle recidive.

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