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Sindrome sgombroide: cause, sintomi e terapie

Sindrome sgombroide: cause, sintomi e terapie

La sindrome sgombroide è un’intossicazione alimentare provocata da pesci contenenti elevati livelli di istamina. Si tratta di un disturbo alimentare molto comune per lo più legato al consumo di pesce mal conservato.

Allergia da istamina: cos’è e come evitarla- foto ultimenotizieflash.com

È possibile contrarre la sindrome Histamine Fishing Poisoning o HPF semplicemente mangiando alcuni tipi di pesce e in particolare quello appartenente alla famiglia delle Scombridae (sgombri, tonno, sarde, lampuga e simili).

Un cattivo processo di conservazione e refrigerazione del pesce può portare alla produzione di una tossina che arriva inalterata al consumatore, causando un corredo di sintomi molto simili a quelli dell’allergia.

Cause

Pesce crudo- foto ilfattoalimentare.it

La causa della sindrome sgombroide è ravvisabile nella sgombrotossina, un complesso di istamina che si accumula nelle carni di pesci e in particolare tonno, sgombro o salmone. Non resta che scoprire l’istamina e cos’è la sgombrotossina!

Il processo che porta alla formazione della sgombrotossina si presenta estremamente legato alla tipologia di pesce e al processo di conservazione.

Cosa accade? A seguito dell’esposizione ad aria e temperature superiore ai 16°, l’enzima istidina contenuto nel pesce (1 mg per 100 g di muscolo) viene trasformato in istamina dall’enzima istidina decarbossilasi, una elemento prodotto dal batterio Morganella morganii presente sulla superfice del pesce.

Quando l’istamina si combina con altre sostanze amminiche quali putrescina e cadaverina realizza un composto chiamato per l’appunto sgombrotossina.

Sindrome sgombroide: Sintomi

Quali sono i sintomi dell’allergia da istamina?- foto diariodelweb.it

I primi sintomi della sindrome sgombroide si manifestano quando la tossina supera la concentrazione di 100 mg per 100 g di muscolo, un valore di gran lunga superiore a quello iniziale.

L’intossicazione alimentare si palesa molto rapidamente nell’arco di 10-30 minuti o 1-2 ore massimo, perdurando dalle 4 alle 6 ore circa.

I sintomi di questa condizione possono presentarsi in forma lieve o più grave e includono:

  • Bruciore e prurito agli occhi
  • Difficoltà respiratori
  • Dissenteria
  • Dolori addominali
  • Eritema sulla pelle
  • Gonfiore di viso e lingua
  • Nausea e vomito
  • Palpitazioni e tachicardia
  • Sudorazione
  • Variazione della pressione sanguigna (ipotensione o ipertensione)

Prevenzione

Come prevenire l’intossicazione da pesce avariato- foto responsabilecivile.it

È possibile parlare di prevenzione della sindrome sgombroide nella misura in cui si evita il consumo di pesce crudo o pesce avariato di cui non si conosce la provenienza o il processo di conservazione attuato.

Bisogna tener a mente che la sindrome sgombroide deriva dall’istamina, una sostanza tossica che non può essere distrutta con le temperature di cottura o altre tecniche di conservazione quali congelamento, inscatolamento e affumicatura.

Il pesce deve essere trattato secondo le disposizioni in materia ovvero deve essere conservato a una temperatura di -18° per almeno 96 ore prima di essere consumato senza pericoli per la salute.

Solo la conoscenza approfondita della provenienza e il rispetto della catena del freddo possono evitare l’intossicazione da pesce e la sindrome sgombroide.

Nel 2015, la malattia è balzata agli onori sotto il nome “Mal di sushi”: il consumo di sushi a Milano collegato alla formula “all you can eat” determinò un anno da record con ben 47 persone colpite dalla sindrome sgombroide.

Sindrome sgombroide: Diagnosi e terapia

Antistaminici- foto tantasalute.it

La prima cosa da fare è quella di rivolgersi al Pronto Soccorso per ricevere una terapia d’urgenza appropriata.

L’osservazione dei sintomi e lo studio della storia clinica poi permettono di effettuare una corretta diagnosi della sindrome sgombroide.

Molto spesso la sintomatologia dell’intossicazione da pesce viene confusa con quella di una vera e propria reazione allergica. L’allergia al pesce, contrariamente all’allergia da istamina, è una reazione del sistema immunitario che riconosce nel pesce un allergene da combattere con la produzione di anticorpi di tipo lgE.

La sindrome sgombroide si cura con terapie di natura farmacologica e generalmente si basano sulla somministrazione di:

  • Antistaminici come difenidramina e cimetidina per via orale o sotto forma di aerosol (utili per bloccare le reazioni dovute all’eccesso di istamina nel corpo)
  • Broncodilatatori per via spray o aerosol (necessari in caso di broncospasmo)

Fortunatamente è una condizione reversibile che regredisce spontaneamente nell’arco di 4-6 ore oppure un paio di giorni, senza provocare particolari conseguenze.

I sintomi da intossicazione alimentare non sono molto gravi, salvo per quei casi in cui instaurano conseguenze a livello respiratorio e cardiocircolatorio che potrebbero mettere in pericolo il benessere generale.

Di fatto non bisogna dimenticare che l’istamina è una sostanza responsabile dei processi infiammatori dell’organismo. E’ un mediatore chimico capace di mettere in comunicazione le cellule coinvolte nelle risposte allergiche del corpo.

Laureata in Informazione e sistemi editoriali, amante della cultura orientale e appassionata di benessere, salute e fitness.

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