Protrusione discale: significato, cause, sintomi, esercizi e cura

La colonna vertebrale sostiene il corpo e il movimento, ma la sua funzione rischia di subire delle battute d’arresto a causa di alcune patologie, come per esempio la protrusione discale. Scopriamone di più!

I disturbi e le patologie della colonna vertebrale minano la funzione di sostegno dell’organismo, la capacità di movimento e il livello di protezione delle strutture nervose presenti nel canale vertebrale.

Tra i problemi più comuni (ma anche meno conosciuti) della colonna vertebrale c’è la protrusione discale, cioè la fase che precede l’arrivo dell’ernia del disco.

Si tratta di una condizione che provoca dolore e può evolvere in ernia discale in qualunque momento se non viene gestita con un approccio conservativo.

Cos’è la protrusione discale?

Prima di capire cos’è la protrusione discale è necessario fare un passo indietro e rispolverare l’anatomia della colonna vertebrale.

L’asse che sostiene il corpo è composto da 33-34 vertebre (33 se le vertebre coccigee sono fuse tra loro e 34 se una delle vertebre coccigee è separata), suddivise in 5 aree: 7 vertebre cervicali, 12 dorsali o toraciche, 5 lombari, 5 sacrali e 4-5 coccigee.

Ogni vertebra è unita alla successiva da una struttura complessa formata da un corpo vertebrale anteriore, un arco nella zona posteriore e un foro intervertebrale attraverso cui scorre il midollo spinale.

Tuttavia le vertebre non entrano mai in contatto diretto le une con le altre, ma sono collegate da dischi di materiale fibrocartilagineo che si comportano da cuscinetti in grado di ammortizzare i contraccolpi e sostenere le sollecitazioni meccaniche.

Questi particolari cuscinetti, detti anche dischi intervertebrali, sono formati a loro volta da un rivestimento esterno di fibrocartilagine (anello fibroso) e un nucleo interno di natura gelatinosa (nucleo polposo).

Per tornare a “cos’è la protrusione discale”, possiamo dire che si tratta di un ingrossamento dell’anello fibroso che porta lo porta ad abbandonare il suo spazio naturale. Così facendo occupa una sede non sua e interagisce con le radici nervose che escono dal midollo spinale e raggiungono i tessuti periferici.

Si può parlare di minima protrusione discale o protrusione discale ad ampio raggio, declinata in protrusione mediana (disco intervertebrale fuoriesce posteriormente) o protrusione paramediana (disco intervertebrale fuoriesce posteriormente e lateralmente).

Protrusione discale VS ernia del disco

Qual è la differenza tra protrusione discale ed ernia del disco? Spesso vengono confuse e usate come sinonimi, complice la sintomatologia molto simile, ma in realtà si tratta di condizioni differenti.

Da un lato la protrusione discale consiste nello schiacciamento del disco vertebrale e nella sua fuoriuscita dalla sede naturale, portando alla formazione di un rigonfiamento che preme contro le radici nervose (es. protrusione discale ad ampio raggio con impronta sul sacco durale e sul decorso radicolare a tale livello).

Dall’altro lato l’ernia al disco comporta la rottura del disco intervertebrale e la fuoriuscita del nucleo polposo nelle aree circostanti. Il risultato è la compressione delle radici nervose e/o del midollo spinale.

Entrambe le condizioni vengono associate alla discopatia, un termine usato per indicare tutte le patologie caratterizzate da un cambiamento dei dischi vertebrali, dalla riduzione del disco alla protrusione discale fino all’ernia al disco.

Localizzazione

Singola o multipla? Sarebbe più giusto parlare di protrusioni discali, considerando che possono verificarsi contemporaneamente in anche in più punti della colonna vertebrale (protrusioni discali multiple).

Tra le protrusioni discali più comuni, però, c’è quella dell’area cervicale (protrusione discale cervicale C5-C6 e/o C6-C7)  e quella dell’area lombare (protrusione discale L4-L5 e/o L5-S1).

Cause

I dischi intervertebrali hanno il compito di ammortizzare le sollecitazioni e i carici ma, essendo delicati, possono risentirne. Quali sono le cause della protrusione discale?

Ogni stress determinato da una postura scorretta o un peso eccessivo può portare a uno schiacciamento dei dischi vertebrali e causare una protrusione.

Tra le cause più frequenti c’è l’avanzare dell’età, il sollevamento di un carico eccessivo facendo leva sulla colonna, la postura scorretta mantenuta nel tempo e gli incidenti (es. colpo di frusta).

Fattori di rischio

La protrusione discale è molto più frequente di quanto si possa immaginare, soprattutto in concomitanza di alcune condizioni dette fattori di rischio.

Sì, l’invecchiamento fisiologico porta a un assottigliamento e un indebolimento dei dischi intervertebrali, ma tale processo può essere accelerato da obesità, vita sedentaria, posture scorrette, tabagismo e infortuni alla colonna vertebrale (cadute o incidenti d’auto).

È molto probabile ritrovarsi a gestire le protrusioni discali in presenza di alterazione della produzione di collagene di natura genetica, malformazioni a carico della colonna vertebrale, malattie degenerative come l’artrosi.

Protrusione discale: Sintomi

Il sintomo più comune della protrusione discale è quasi sempre il dolore nell’area coinvolta dallo schiacciamento del disco intervertebrale.

Oltre al dolore, considerando il contatto tra il disco e le radici nervose, si può avvertire anche senso di intorpidimento e formicolio a una parte del corpo, debolezza muscolare e irritazione del nervo sciatico.

In alcuni casi la protrusione discale risulta invalidante a tal punto da inficiare la qualità di vita e rendere difficile lavorare. Si può considerare la protrusione discale come una malattia professionale? Sì, ma soltanto se si può accertare che siano causate dal lavoro svolto e non da altre cause.

I più fortunati, pur soffrendo di tale condizioni, non percepiscono dolore e altri sintomi (protrusione discale asintomatica).

Diagnosi

Purtroppo non sempre le protrusioni discali vengono diagnosticate, un po’ per la sintomatologia simile ad altri disturbi e un po’ per l’eventuale assenza di sintomi.

Nel caso di dolore al collo o alla schiena, invece, occorre rivolgersi a uno specialista in grado di valutare l’anamnesi e l’esame obiettivo di un eventuale protrusione discale. A chi rivolgersi? Al neurochirurgo o all’ortopedico.

Lo specialista può prescrivere alcuni esami (radiografia, tomografia computerizzata e risonanza magnetica) per valutare più a fondo la situazione e il grado di protrusione del disco.

Protrusione discale: Cura e cosa non fare

Cosa fare con una protrusione discale? Più che di cura sarebbe meglio parlare di trattamento conservativo e terapia farmacologica.

Nei casi più lievi vengono sfruttati cicli di terapie strumentali e/o farmaci antinfiammatori e ginnastica posturale di rinforzo dei muscoli dell’area e stretching.

Quale attività fisica svolgere in caso di protrusione discale? Quali sport sono consigliati? Esercizi posturali, yoga, pilates e aquagym. Con la protrusione discale va bene anche camminare, purché non si faccia in una fase acuta del dolore.

In caso di protrusione discale ci sono una serie di esercizi da non fare, come per esempio gli addominali crunch con carichi e sit-up.

Per il resto si consiglia la riduzione dei fattori di rischio: cosa non fare con protrusione discale? Non prendere peso, non continuare ad assumere posizioni scorrette e non movimentare carichi pesanti.

Quanto tempo ci vuole per guarire da una protrusione? Solitamente qualche settimana di terapia e fisioterapia è sufficiente a risolvere la sintomatologia, ma non si può guarire dalla protrusione discale. Praticamente resta lì e richiede un trattamento conservativo.

Le protrusioni discali più gravi, invece, vengono gestite con l’intervento chirurgico di discectomia (rimozione frammenti danneggiati del disco e sostituzione con una protesi).

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Myriam Amato

Informazioni sull'autore
Laureata in Informazione e sistemi editoriali, amante della cultura orientale e appassionata di benessere, salute e fitness.
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