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Procreazione medicalmente assistita in Italia

procreazione medicalmente assistita

Lo scopo della procreazione medicalmente assistita (PMA) è quello di consentire alle coppie considerate sterili e non trattabili con altri metodi, di concepire il loro “bambino”. Ciò è possibile grazie all’ausilio di alcune tecniche come la fecondazione in vitro (IVF) e gli approcci terapeutici specifici, relativi, ad esempio, ad una iniezione intracitoplasmatica di sperma (ICSI), e così via.

La fecondazione in vitro è una procedura che ha consentito a molte coppie con una probabilità pari a zero di concepire, tuttavia, la procreazione medicalmente assistita è correlata ad un elevato numero di gravidanze multiple, associate spesso, a problemi sia per il bambino che per la madre. Di fatti, rispetto a delle gravidanze normali o singole, le gravidanze multiple sono più esposte alla probabilità di un parto prematuro e di morire nel periodo perinatale.

Questi rischi non riguardano solo lo stato di salute del  neonato alla nascita, ma possono portare anche ad importanti conseguenze a lungo termine durante l’infanzia e la vita adulta. Il parto pretermine e il ritardo nella crescita intrauterina sono i principali fattori di rischio dei disturbi dello sviluppo neurologico.

Alla luce di queste considerazioni, l’obiettivo principale che cercano di raggiungere i medici mediante la procreazione medicalmente assistita è quella di dar luogo ad una gravidanza singola. Ciò può essere raggiunto solo in vitro, riducendo il numero di embrioni trasferiti nell’utero. La prevenzione delle gravidanze multiple nella procreazione medicalmente assistita può essere raggiunta anche mediante un costante monitoraggio della stimolazione ovarica e della fase follicolare.

La procreazione medicalmente assistita, quando dà luogo a delle gravidanze multiple, aumenta notevolmente il livello di stress e di depressione di una puerpera e della famiglia in generale. Gli effetti, oltre ad esporre maggiormente al rischio di depressione la partoriente, offrono meno possibilità alle madri di dedicarsi alla carriera lavorativa, e aumentano il tasso di divorzi. A questo, può aggiungersi la possibilità di avere uno (o più) figli disabili.

Nel febbraio 2004, mediante una legge è stata approvata in Italia la procreazione medicalmente assistita. Nei suoi 18 articoli, la legge fornisce chiarimenti sui metodi approvati per la procreazione medicalmente assistita e destinati a coppie di adulti di sesso diverso, sposati o conviventi, in età potenzialmente fertile. La legge stabilisce, anche, che alla coppia venga offerta la possibilità di chiedere l’adozione o di promuovere procedure di assistenza ai sensi di legge in vigore.

La legge sulla procreazione medicalmente assistita, contiene numerosi divieti e restrizioni: l’inseminazione eterologa, la clonazione, la crioconservazione degli embrioni e la ricerca sugli embrioni umani sono proibiti. Durante un ciclo di riproduzione assistita, i metodi utilizzati non devono produrre un numero di embrioni superiori a quelli strettamente necessari per un singolo impianto e in ogni caso non più di tre. La legge prevede, anche, che la donna e il marito o il partner siano adeguatamente informati.

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