Piastrinopenia o piastrine basse: quando preoccuparsi? Cause, sintomi e cure

La piastrinopenia o trombocitopenia è una condizione caratterizzata da un basso livello di piastrine nel sangue che può favorire sanguinamenti ed ematomi continui, anche senza lesioni evidenti. Quando preoccuparsi per le piastrine basse?

Piastrine basse- foto forumsalute.it

Le piastrine o trombociti sono piccole cellule del sangue che nascono dalla frammentazione di cellule sanguigne (megacariociti) prodotte nel midollo spinale per differenziazione delle cellule staminali.

Il compito principale delle cellule enucleate di forma discoidale e diametro compreso tra i 2 ed i 3 µm è mediare il processo di coagulazione del sangue.

Qual è il valore normale delle piastrine? Quando il livello normale delle piastrine si aggira intorno alle 150.000-300.000 unità per milionesimo di litro allora le cellule si agglomerano nella zona in cui c’è un sanguinamento per formare una specie di tappo che ostruisce la lesione e rilascia sostanze che agevolano la coagulazione.

La piastrinopenia cos’è? Un cambiamento di questa funzione vitale dell’organismo.

Nel caso della piastrinopenia, invece, i valori di riferimento scendono al di sotto delle 150.000 unità per milionesimo di litro e il sistema non riesce a tenere a basa sanguinamenti ed ematomi.

In base a quanto detto fin ora, quando scendono le piastrine, si può distinguere la piastrinopenia in gradi diversi: piastrinopenia lieve (tra 100.000 e 150.000), piastrinopenia media (tra 50.000 e 100.000), piastrinopenia grave (tra 10.000 e 50.000) e piastrinopenia urgente da trasfusione (inferiore a 10.000).

Piastrinopenia: Cause

Carenza vitamina B12- foto myhandbook.com

A cosa è dovuto l’abbassamento delle piastrine? Le piastrine basse nascondo cause innumerevoli, anche se è possibile distinguerle in base al tipo di trombocitopenia che sviluppano.

Piastrine basse per scarsa produzione megacariociti

La scarsa produzione delle cellule sanguigne prodotte nel midollo spinale può essere associata a piastrinopenia, anemia o leucocitosi:

  • Piastrine basse e tumori midollo osseo
  • Infiltrazioni tumorali del midollo (linfomi o carcinomi)
  • Aplasia del midollo (cellule staminali compromesse e midollo incapace di produrre cellule ematiche)

Piastrine basse per scarsa piastinopoiesi

È possibile che il midollo produca la giusta quantità di megacariociti ma che queste cellule siano incapaci di produrre un numero sufficiente di piastrine:

  • Carenza vitamina B12 e acido folico (sintesi alterata del DNA dei tessuti ad alto tasso di proliferazione)
  • Trombocitopenia ereditaria (mutazioni genetiche congenite)

Piastrine basse per distruzione delle piastrine

La conta dei megacariociti, la vita ridotta delle piastrine e l’aumento del ricambio dei trombociti favorisce la distruzione delle piastrine stesse:

  • Porpora trombocitopenica autoimmune (malattia autoimmune che distrugge le piastrine)
  • Sindrome di Bernard-Soulier (malattie genetiche del ricettore del fattore di von Willebrand delle piastrine che consente la loro adesione alla membrana dei vasi danneggiati)

Piastrine basse per eccessivo uso di piastrine

In questo caso il sistema usa un numero eccessivo di piastrine che, in realtà, conservano una vita media inferiore ai 10 giorni canonici:

  • Porpora trombotica trombocitopenica (formazione coaguli nei vasi sanguigni)
  • Coagulazione intravasale disseminata (nascita di un gran numero di trombi nei vasi)
  • Sindrome emolitico- uremica (sintomi che coinvolgono sangue e reni causati da infezioni di batteri, chemioterapia e uso di mitomicina)

Piastrine basse per sequestro dei trombociti

In questo caso i megacariociti sono normali, così come la vita media delle piastrine e il ricambio, ma i trombociti vengono sequestrati durante il circolo sanguigno:

  • Splenomegalia (ingrossamento milza)

Piastrinopenia nei bambini

Questa condizione può colpire anche i bambini, specie nella sua forma più comune di piastrinopenia autoimmune.

In questo caso, però, la piastrinopenia non sembra prediligere un sesso in particolare e tende a regredire entro 6 mesi nella maggior parte dei casi.

Dalla piastrinopenia autoimmune si guarisce, ma può diventare una piastrinopenia cronica se si rivela resistente al trattamento.

In caso di forma cronica, comunque, ci sono buone possibilità di guarigione da piastrinopenia entro qualche anno dalla diagnosi.

Ancora oggi le cause della piastrinopenia autoimmune sono poco chiare: il corpo inizia a distruggere le piastrine.

Tra i sintomi più frequenti troviamo le petecchie tipiche della piastrinopenia, gli ematomi e gli episodi emorragici.

Piastrinopenia: Sintomi

Sangue dal naso- foto alsat-m.tv

Il corpo affetto da piastrinopenia non sempre segnala il basso livello di piastrine, specialmente se si tratta di una forma lieve o media. Ma quali sono i sintomi da piastrine basse?

  • Porpora (chiazze variabili color vermiglio sparse sulla cute)
  • Sanguinamento dal naso
  • Ematomi
  • Emorragia (localizzate in varie parti del corpo)
  • Versamento ematico a livello articolare

Diagnosi della piastrinopenia e quando preoccuparsi

Analisi del sangue- foto emicenter.it

Le persone che soffrono di sanguinamenti ed ecchimosi anomale dovrebbero procedere con un prelievo del sangue e un esame emocromocitometrico per conoscere la conta delle piastrine.

La quasi assenza di sintomi, infatti, rende del tutto impossibile diagnosticare con precisione la piastrinopenia, se non dopo aver effettuato le anali del sangue per altri motivi.

La presenza di febbre (infezione in atto), l’aumento delle dimensioni della milza o la ridotta funzionalità renale per esempio possono spingere a indagare in maniera più approfondita con test ematici completi, biopsia del midollo osseo ed ecografia della milza. Solo in questo modo è possibile rintracciare la causa delle piastrine basse e i sintomi correlati.

Piastrinopenia: Cure e trattamenti

Cure piastrinopenia- foto docplayer.it

Come si cura la carenza di piastrine? Il trattamento dipende dalla causa che ha scatenato la piastrinopenia, anche se il fatto che possa essere scatenata da un elevato numero di patologie rende impossibile tracciare tutte le terapie possibili.

In questo caso è inevitabile rivolgersi agli specialisti per ottenere una terapia farmacologica a base per lo più di cortisonici e immunosoppressori e risolvere la situazione.

Se però non è possibile eliminare la patologia che determina la piastrine basse ci si limita a tenere la situazione sotto controllo e a limitare i sintomi.

Piastrine basse in gravidanza

Trombocitopenia in gravidanza- foto mammenellarete.nostrofiglio.it

La piastrinopenia in gravidanza che si associa alla gestosi o preeclampsia (ipertensione, ritenzione di liquidi e proteine nelle urine) prende il nome di sindrome di Hellp (Hemolysis elevated liver enzimes low platelets), una condizione caratterizzata da emolisi, elevati valori degli enzimi epatici e basso numero di piastrine.

Il trattamento terapeutico in caso di piastrine basse in gravidanza resta lo stesso ma deve essere valutato da un team ematologo, ginecologico e immunologo.

Piastrine basse: Alimentazione

Carne bianca- foto animalia-life.club

È possibile tentare di gestire la conta delle piastrine mettendo a punto un piano alimentare basato sulle cause scatenanti. Quindi in caso di piastrine basse cosa si può mangiare?

Il consiglio generico riguardo la piastrinopenia e l’alimentazione è seguire una dieta sana e varia che privilegia gli zuccheri complessi (cereali integrali, legumi, carni bianche, pesce e vegetali polinsaturi) e scongiura alcol e sostanze eccitanti.

Come aumentare le piastrine basse

Analisi del sangue- foto gentside.it

L’alimentazione, come già accennato, svolge un ruolo fondamentale per sollecitare la produzione delle piastrine.

Come trattare le piastrine basse diventa una questione di alimentazione (mangiare cibi sani e vari e ridurre sostanze eccitanti e alcol) e una routine di piccole buone abitudini.

Acqua di cocco

L’acqua di cocco, grazie al pool di minerali (potassio, calcio, magnesio, fosforo e ferro), vitamina A, vitamine del gruppo B e vitamina C, risulta un buon rimedio alle piastrine basse.

Tutto quello che bisogna fare è prendere un cocco ed estrarne l’acqua, magari raffreddandola qualche ora in frigo prima di berla.

In questo senso è preferibile evitare un prodotto confezionato e imbottigliato, considerando che contiene necessariamente conservanti e additivi diretti a prolungare la durata.

Succo di guava e peperone rosso

La guava o guaiava è un frutto spagnolo che contiene elevate quantità di vitamina A, vitamina C e acido folico mentre il peperone rosso, così come il peperoncino, riserva grandi percentuali di vitamina C, potassio, acido folico, ferro e altri nutrienti destinati a innalzare il valore delle piastrine.

È sufficiente tagliare la guava a pezzi, eliminare i semi del peperone e tagliare a pezzi anche la verdura e frullare gli ingredienti prima di aggiungere un cucchiaio di zucchero e 3 tazze di acqua.

Il succo benefico va bevuto almeno tre volte al giorno per iniziare a notare i primi risultati e a sentirsi meglio.

Succo di lenticchie, more e latte

Il succo di lenticchie, more e latte si rivela un ottimo aiuto per innalzare il livello delle piastrine: ferro, acido folico e vitamine provenienti dalle lenticchie; ferro, vitamina C e vitamina K contenuti nelle more; calcio e fosforo forniti dal latte.

È sufficiente mettere a scaldare dell’acqua in una casseruola, aggiungere 200 grammi di lenticchie e lasciarle cuocere finché non appaiono ammorbidite.

In un secondo momento occorre versare le lenticchie cotte, una quantità a piacere di more, 45 ml di latte e 750 ml di acqua in un frullatore e azionare il dispositivo per ottenere un frullato da bere tre volte al giorno, magari zuccherato con miele o zucchero.

Decotto con foglie di papaya

Le foglie di papaya che si acquistano in erboristeria si presentano come coadiuvanti per il sistema immunitario e per il numero di piastrine presenti.

Non bisogna far altro che versare le foglie di papaya in un pentolino con acqua calda, lasciare bollire a fuoco medio finché non si sarà ridotto il volume del liquido, aggiungere miele o zucchero a piacere, lasciare riposare e assumere un paio di cucchiai al giorno.

In alternativa è possibile schiacciare le foglie fresche di papaya in un mortaio, mescolare la pasta all’acqua, filtrare e consumare nella stessa modalità.

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Myriam Amato

Informazioni sull'autore
Laureata in Informazione e sistemi editoriali, amante della cultura orientale e appassionata di benessere, salute e fitness.
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