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Parto prematuro: Sintomi e cause

Parto prematuro

Questo articolo serve per chiarire cosa si intende per parto prematuro, quali le cause più comuni, i sintomi e i rimedi possibili.

Il parto prematuro o pretermine si ha quando la gravidanza giunge al travaglio tra la 20esima e la 37esima settimana mentre solitamente il termine dovrebbe essere la 40esima settimana di gestazione.

La nascita prematura è una vera e propria patologia.

Infatti circa il 75% delle morti in epoca neonatale riguarda i bambini pretermine. Le cause più comuni sono lo stress respiratorio (i polmoni non sono ancora del tutto maturi), un’emorragia cerebrale, l’enterocolite necrotizzante e altre complicazioni.

Inoltre, per chi è nato prematuro, con un peso inferiore al chilo e mezzo, le possibilità di sviluppare a medio o lungo termine un ritardo mentale, deficit neurosensoriali (sordità, cecità), paralisi cerebrali, problemi nell’apprendimento sono molto più elevati rispetto ad un bambino nato a termine. Se consideriamo le paralisi cerebrali, il rischio di sviluppare questa patologia è statisticamente maggiore dell’60-80% in un bambino pretermine rispetto ad un bimbo nato a termine.

Anche se oggi le tecniche mediche permettono di salvare bambini nati anche parecchie settimane prima rispetto alla 40esima settimana e molti di loro avranno una vita normale sotto tutti i punti di vista, non bisogna però dimenticarsi che purtroppo per tanti altri le cose non vanno così bene e più il parto è prematuro e maggiori sono i rischi per il bambino.

Le cause del parto prematuro

Parto prematuro, le cause e i disturbi

Gli studi condotti hanno dimostrato come un parto prematuro colpisca con più facilità donne che hanno un’età inferiore ai 18 anni o superiore ai 40. Inoltre, se la gestante fuma, fa uso di droghe o alcol, vive in condizioni socioeconomiche precarie è più soggetta ad avere un parto pre-termine. Ci sono quindi delle categorie più a rischio rispetto ad altre ma questo non significa necessariamente che tutte le ragazze in attesa con età al di sotto dei diciotto anni avranno sicuramente un parto prematuro. Sono solo considerazioni che nascono da statistiche e da studi effettuati anche se questa patologia può colpire anche partorienti che non rientrano in nessuna delle categorie definite “a rischio”.

Le categorie a rischio sono:

  • Donne che hanno già avuto un parto prematuro,
  • Donne in attesa di due o più gemelli,
  • Donne con problemi al collo dell’utero o all’utero,
  • Donne afroamericane,
  • Donne di età inferiore ai 18 anni o superiore ai 40,
  • Donne con reddito familiare basso,
  • Donne che soffrono di stress e hanno un lavoro stressante,
  • Donne che fanno uso di alcol, sostanze stupefacenti, fumo,
  • Donne che sono vittime di violenza domestica,
  • Donne che lavorano a contatto con sostanze inquinanti.
  • Patologie che aumentano il rischio di parto prematuro:
  • Infezioni dell’apparato urinario, infezioni vaginali, infezioni di altro tipo,
  • Diabete,
  • Ipertensione e preeclampsia,
  • Disturbi della coagulazione (trombofilia),
  • Malformazioni del feto,
  • Sovrappeso od obesità prima del concepimento,
  • Minaccia di parto prematuro

Se una partoriente accusa dolori al basso ventre tipo crampi, dolori nella regione lombo-sacrale, un’attività anomala di contrazione uterina che può essere dolorosa ma anche non dolorosa dovrebbe recarsi al Pronto Soccorso ostetrico per accertarsi che non si tratti di un inizio di travaglio pretermine.

Il travaglio di parto pretermine comporta una serie di attività comuni anche al travaglio normale come contrazioni sempre più regolari e dolorose, rottura delle membrane, la cervice uterina che si appiattisce e infine, la nascita del feto.

Per la madre un parto prematuro non comporta particolari rischi mentre per il feto dipende dall’epoca gestazionale. Dopo la 36esima settimana i rischi sono quasi nulli mentre prima della 34esima sono sicuramente maggiori.

Il parto prematuro in genere è molto più veloce di un parto normale ma il secondamento o espulsione della placenta e il post-partum sono del tutto identici ad un parto a termine.

È possibile prevenire il parto prematuro riconoscendo per tempo i sintomi.

Esistono dei farmaci che spesso riescono a rallentare o addirittura fermare le doglie. I corticosteroidi, se vengono somministrati 24 ore prima del parto, aiutano la maturazione di cervello e polmoni del feto in modo da scongiurare le patologie più gravi se il parto dovesse avvenire in anticipo sulla data prevista.

Una terapia basata su un derivato del progesterone può risultare efficace per diminuire il rischio di parto pretermine soprattutto in quelle donne che hanno già avuto un parto prematuro.

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