Ovaio policistico: perché assumere inositolo

Ovaio policistico: i benefici dell’inositolo

La sindrome dell’ovaio policistico è un disturbo piuttosto diffuso che, ciononostante, non sempre viene compreso nella sua complessità. Oltre a impattare sulla fertilità femminile, infatti, questa sindrome ha numerose altre ricadute sulla salute. A cominciare dai disordini metabolici, strettamente connessi alla PCOS. Trattandosi di una sindrome eterogenea, molto spesso la PCOS resta non diagnosticata. Inoltre, questo problema non è semplice da trattare.

Ad oggi, infatti, non esiste un protocollo di gestione univoco per l’ovaio policistico: l’approccio è basato su un insieme di strategie il cui uso combinato può contribuire a ridurre la sintomatologia e a riattivare l’ovulazione. Fra le strategie adottate c’è l’attenzione posta sulla dieta (privilegiando i regimi a basso indice glicemico) e l’assunzione di integratori mirati, come l’inositolo la cui azione è ben descritta qui: https://www.inositoli.it/ovaio-policistico-inositolo/. Vediamo più nel dettaglio perché il myo-inositolo può essere utile in presenza di PCOS e quali benefici offre.

Terapie tradizionali e inositoli

Il trattamento dell’ovaio policistico non si limita all’assunzione di un farmaco specifico, ma richiede un approccio diversificato. Gli inositoli rientrano in una strategia alternativa rispetto ai farmaci tradizionali, volta ad alleviare segni e sintomi, e a favorire l’equilibrio dell’organismo nel suo complesso. I medicinali normalmente utilizzati contro la PCOS, come i contraccettivi e gli antiandrogeni, possono rivelarsi utili per contrastare i cicli irregolari, l’irsutismo e altri problemi legati all’eccessiva produzione di androgeni. Non sempre, però, sono risolutivi: la sindrome dell’ovaio policistico, infatti, è complicata da gestire e coinvolge meccanismi molto delicati. Molto spesso, come già accennato, le donne PCOS soffrono di disordini metabolici accanto ai problemi strettamente legati all’infertilità e all’ovulazione. Proprio qui intervengono gli inositoli, e più nello specifico il myo-inositolo e il d-chiro inositolo, molecole che all’interno dell’organismo agiscono da mediatori chimici di importanti ormoni. Entrambi, infatti, sono secondi messaggeri dell’insulina, mentre il myo-inositolo è anche mediatore dell’ormone follicolo-stimolante (FSH). Gli integratori in polvere a base di inositolo sembrano offrire benefici nella sindrome dell’ovaio policistico. Vediamo perché.

Vantaggi degli integratori a base di inositoli

Come dicevamo, gli inositoli agiscono come “messaggeri” dell’ormone insulina e dell’FSH, con le differenze sopra descritte. La loro azione, tuttavia, può risultare alterata per diversi motivi, con ricadute sulla fertilità e sulla salute nel suo complesso. Una caratteristica che si osserva spesso nelle donne con ovaio policistico, nello specifico, è una carenza di myo-inositolo a livello ovarico: questa molecola nell’ovaio, in condizioni normali, si ritrova in quantità ben precise rispetto al d-chiro inositolo, sostanza coinvolta nella sintesi degli androgeni e non solo. Gli studi scientifici hanno dimostrato che il rapporto fisiologico plasmatico tra myo e d-chiro inositolo è il 40:1.

L’alterazione di questo rapporto può avere conseguenze negative sulla qualità ovarica, ma anche sulle funzioni metaboliche. Ristabilire l’equilibrio fisiologico è molto importante: alle terapie di tipo tradizionale, non a caso, si affianca sempre più spesso l’assunzione di integratori a base di inositoli. Disponibili in bustine o in capsule soft-gel, sono utili in caso di irregolarità del ciclo mestruale, infertilità e altri squilibri che possono essere una spia della PCOS.

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Luca M.

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