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Oil pulling: cos’è e come si pratica

Oil pulling: cos’è e come si pratica

L’Ayurveda è una scienza orientale, nata in India ma diffusa in tutto il mondo, che si impegna a curare e prevenire le maggiori patologie e malattie, ricercando uno stato di benessere olistico, ovvero completo e dedicato al corpo così come alla mente. Fa parte dell’Ayurveda la tecnica dell’oil pulling, un rimedio naturale semplice quanto efficace, che si basa su un risciacquo orale praticato con l’olio di girasole o di altri semi speciali. Ma vediamo nel dettaglio cos’è l’oil pulling e quali sono le sue origini e la sua pratica.

Oil pulling: conosciamo la sua storia

L’oil pulling è una delle più antiche tradizioni ayurvediche pensate per il benessere quotidiano. La sua funzione si svolge a livello orale e sistemico, perché la zona interessata dal trattamento è la cavità della bocca. La tecnica è stata menzionata per la prima volta nel testo ayurvedico Charaka Samhita, dove l’oil pulling veniva chiamato Kavala Gandusha o Kavala Graha. Il testo, base della medicina ayurvedica, afferma che la tecnica è in grado di curare attivamente ben trenta malattie sistemiche, che spaziano dall’emicrania al diabete, fino ai problemi di natura respiratoria quali l’asma e l’insufficienza di respiro.

Ma come può un trattamento così semplice rivelarsi così benefico per l’organismo? Si tratta di una cura naturale che tradotta in lingua italiana può suonare come ‘risciacquo con l’olio’ e che si rivela essere molto semplice nella sua pratica, quindi accessibile a tutti, anche come costo richiesto e come tempo che serve per completare il trattamento.

L’azione dell’olio viene eseguita nella cavità orale e si sviluppa con un movimento dai tratti intensi, che unito all’azione della materia prima si impegna a lavorare attivamente sulla prevenzione e sulla cura di molte patologie. Sappiamo che diverse malattie dalla natura cronica sono causate dalle proliferazioni batteriche o dai focolai che danno origine ai foci infiammati, in questo caso quelli dentali, che partono dalla radice dei denti.

I denti e le radici si espandono nelle cavità della mascella e nell’osso, che rappresentano un sistema di difesa del corpo umano. Quando i microbi entrano nel colletto dentale trovano un ambiente a loro favorevole, umido e caldo, ma soprattutto poco vascolarizzato. Si tratta delle condizioni ideali per proliferarsi e quindi moltiplicarsi. Ecco spiegata la base dei foci dentali, che danneggiano il corpo nel suo insieme a causa dei prodotti metabolici che vengono prodotti in questo processo. In condizione di sistema immunitario debole, i foci dentali rappresentano il punto di partenza per il proliferarsi dei batteri e quindi del conseguente attacco a tutto l’organismo.

È importante notare che ogni dente è legato ad un diverso organo interno e la sua lesione si riflette direttamente sul suo stato di salute e di integrità. È quindi importante prendersi cura dei denti e della corretta igiene del cavo orale, per smantellare i microbi che qui trovano terreno fertile, nonché per aiutare l’intero organismo a ritrovare la sua forza e la sua naturale vitalità.

Olio di girasole: come funziona?

L’oil pulling lavora sfruttando la buona azione dell’olio di girasole, che viene sciacquato con forza all’interno del cavo orale. Il risciacquo forte e continuo provoca il mancato irroramento dei tessuti e al contempo le vitamine e i sali minerali che sono contenuti nella sua composizione vengono assorbiti dalle mucose e dalle membrane presenti nel cavo orale. Al contempo, i semi oleosi si impegnano ad assorbire le tossine e i microbi che sono presenti nel colletto e nelle gengive e attraverso il risciacquo le eliminano attivamente. Non solo, perché l’olio di girasole lavora per riequilibrare le cellule e la microflora, rigenerando in poco tempo i tessuti e quindi gli organi che sono direttamente collegati ai denti.

L’oil pulling lavora di riflesso per contrastare attivamente:

  • la debolezza immunitaria e la scarsità di difese immunitarie;
  • la debolezza in generale e tutte le patologie che derivano da questa condizione;
  • il mal di testa, le emicranie e le cefalee;
  • le malattie dell’apparato respiratorio quali le bronchiti, il raffreddore, le sinusiti e le polmoniti;
  • le patologie del sangue come le trombosi e le malattie croniche del sistema ematico;
  • i problemi alle ossa e alla muscolatura quali le artriti e le malattie reumatiche;
  • i problemi cronici e disturbanti della pelle quali l’eczema, le dermatiti e la psoriasi;
  • le malattie croniche intestinali;
  • le patologie cardiache;
  • le problematiche ginecologiche;
  • le problematiche neurologiche;
  • le malattie del fegato e degli organi filtranti.

Come possiamo notare, si tratta di un raggio di azione davvero sorprendente, perché grazie all’oil pulling si possono affrontare e quindi curare tante malattie, nonché prevenirle dando vita ad un processo di benessere naturale e completo, assolutamente olistico nelle sue intenzioni. È importante notare che l’oil pulling viene attuto nelle intenzioni per prevenire la formazione delle sindromi tumorali.

Capire l’Ayurveda per comprendere l’oil pulling

L’Ayurveda è una scienza antichissima, che affonda le sue radici in una storia millenaria. Per comprendere quindi ‘sposare’ la funzione dell’oil pulling è importante attuare un approccio olistico nella ricerca dei rimedi curativi, proprio di questa scienza così speciale. La medicina Ayurvedica ha saputo valicare i suoi confini orientali nel corso dei millenni e si propone come la base di molte altre medicine, quali quella moderna. L’Ayurveda lega la ‘scienza’ con la ‘vita’ e il suo scopo è di assicurare la longevità, raggiunta mantenendo un ottimo stato di salute e di benessere. La meta finale è la vita, ovvero la vitalità che deriva da un corpo sano e da una condizione mentale positiva. Si tratta di una scienza complessa, che però lavora contemporaneamente sullo spirito e sul corpo senza mai scindere queste due nature, al fine di lavorare per bene su un complesso che è la base della vita intera.

È altresì importante sapere che l’Ayurveda divide ogni individuo in base ai tre dosha, secondo le percentuali di Acqua, Fuoco e Aria che sono contenute nel corpo umano. Si tratta di energie biologiche sottili, che regolano il corpo e che sono il Vata, ovvero il movimento e l’aria, il Pitta, il metabolismo e la bile e il Khapha, la coesione e il muco. I dosha vengono formati dall’alimentazione e da molti altri processi biologici e fisiologici. L’Ayurveda punta all’equilibrio dei dosha, quindi alla loro quantità ma anche alla proporzione e alla funzione complementare, perché ogni individuo è formato da una combinazione unica dei tre dosha.

L’oil pulling è quindi letto come una pratica completa, che mira all’equilibrio dei dosha e a generare armonia fra le diverse energie, partendo dall’ambiente orale. È interessante notare che nella sua prima versione conosciuta, l’oil pulling veniva chiamato Roopana Gandoosha ed era indicato come pratica contro l’invecchiamento e anche come uno fra i metodi più efficaci per liberare il corpo dalle tossine, al fine di creare un ambiente puro, sano e pulito dove il corpo può mantenersi forte e ricco di benessere.

Oil pulling, la pratica

Per effettuare l’oil pulling bastano davvero pochi ingredienti, anzi uno, ovvero l’olio, che deve essere biologico, spremuto a freddo e di ottima qualità. L’olio può essere scelto nella variante al girasole, oppure al cocco o al sesamo. Si tratta di oli con effetti diversi ma che si rivelano tutti e tre molto efficaci. Attenzione all’olio di oliva, che non è indicato per questa pratica. Vediamo passo dopo passo come fare la tecnica dell’oil pulling in tutta semplicità:

  1. Mettiamo in bocca due cucchiai di olio e facciamo un risciacquo orale della durata di venti minuti. Dopo alcuni minuti, la soluzione in bocca diventa meno densa e più liquida per opera della saliva, mentre il movimento andrà a trasformare la soluzione in un liquido dal colore biancastro;
  2. Dopo venti minuti di risciacquo dobbiamo sputare l’olio con vigore e l’Ayurveda chiede di eliminarlo subito perché contiene molte tossine e soprattutto energie negative, che devono essere eliminate al più presto dalla stanza e dall’ambiente dove si sosta;
  3. A questo punto bisogna pulire con cura la patina biancastra che si è formata sulla lingua, quindi è importante acquistare un raschietto naturale o impiegare semplicemente il dorso di un cucchiaio. In questo modo andiamo ad eliminare tutte le tossine accumulate che sono state depositate nell’ambiente poroso della lingua;
  4. Per disinfettare e rasserenare le gengive possiamo massaggiarle con le dita velocemente e quindi possiamo attuare un ulteriore risciacquo con acqua e sale o acqua e bicarbonato per disinfettare al meglio l’ambiente orale;
  5. L’oil pulling ha ora fatto aumentare il fuoco gastrico, possiamo tranquillamente bere o mangiare. Per aumentare il processo di disintossicazione, l’oil pulling consiglia di bere un bicchiere di acqua tiepida o ancor meglio calda una volta concluso il trattamento

Quando fare l’oil pulling?

Il momento migliore per praticare questo antico ma efficace trattamento è indubbiamente il mattino appena svegli. Per sua natura l’oil pulling può essere un po’ invasivo, quindi praticarlo a stomaco vuoto è la scelta migliore da seguire, soprattutto per le prime volte. È importante considerare che mentre si pratica l’oil pulling non è indispensabile stare davanti allo specchio del bagno, ma si possono fare tante cose come vestirsi, fare ginnastica, passeggiare o anche leggere il giornale del mattino. Si tratta di un momento prezioso, dedicato al nostro benessere e alla nostra vitalità e la scelta migliore sarebbe di praticare l’oil pulling mentre facciamo qualche esercizio mattutino di yoga come il saluto al sole. In questo modo la giornata può iniziare secondo i migliori auspici, liberando il corpo dal torpore notturno e preparandolo a salutare una giornata positiva e densa di ricca energia.

L’oil pulling chiede quindi un tempo di venti minuti e può essere effettuato ogni giorno della nostra vita. Se non riusciamo a farlo ogni giorno possiamo cercare di creare una ‘scaletta’, ovvero di eseguirlo a giorni alterni, cercando di farlo almeno per tre volte nel corso della settimana per ottenere risultati continui, benefici ed efficaci.

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