Metodo Butterfly: sentire il muscolo è più importante del peso

Il mondo del fitness si arricchisce di volta in volta di novità, nuovi metodi di allenamento e sessioni personalizzate per rispondere a ogni tipo di esigenza. Il personal trainer Luca Grisendi ha elaborato il Metodo Butterfly, un tipo di allenamento che permette di sentire i gruppi muscolari con un allenamento che sfrutta pochissimi attrezzi.

Allenamento Butterfly- foto ptonline.it

L’attrezzatura minimale necessaria per mettere appunto il Metodo Butterfly rende questo tipo di sessione adatta a un tipo di allenamento casalingo, purché l’esecuzione risulti impeccabile con massima focalizzazione sulla consapevolezza muscolare.

In effetti, il Metodo Butterfly si basa sull’auto-consapevolezza ossia sullo sviluppo cosciente di se in un allenamento divertente, efficace e sicuro. Proprio mentre i muscoli lavorano al meglio con carichi inferiori la mente si alleggerisce e può concentrarsi sulla percezione del lavoro sul muscolo.

Principi base

Il Metodo Butterfly funziona su una serie di principi base molto semplici ed efficaci che permetteranno di migliorare i workout in palestra e raggiungere i risultati sperati.

Ebbene il carico da sollevare diventa la principale variabile in gioco per un tipo di allenamento diretto allo sviluppo della massa muscolare e così tutto il resto perde di importanza. Ma domanda da porsi è: il muscolo sta lavorando al meglio? La consapevolezza di questo fattore permette di mettere in luce anche altre variabili:

  • tecnica di esecuzione
  • intensità di allenamento
  • sentire il muscolo che lavora

Questo metodo di allenamento considera il peso come un mezzo per raggiungere l’obiettivo e se si prospetta la possibilità di raggiungerlo usando la metà del peso in ogni esercizio allora vale la pena provare.

Quali sono i principi base del Metodo Butterfly?

  • Avere un obiettivo chiaro, specifico e misurabile di miglioramento della forma fisica
  • Tener presente che l’obiettivo è far lavorare efficacemente e in sicurezza i muscoli
  • Effettuare sessioni da non più di 60 minuti, 2-3 volte a settimana
  • Esercizi iniziali multi-articolari (squat, trazioni e panca piana)
  • Respirazione (espirare quando si contrae in muscolo e inspirare mentre si rilassa)
  • Carichi relativamente leggeri, tecnica impeccabile, pause brevi e ripetizioni medio-alte (10-12).

Sostanzialmente se durante la sessione di allenamento il muscolo che si sta allenando sta rispondendo bene allora si può continuare e nel corso del tempo aumentare il numero di serie o il carico di peso, altrimenti è preferibile controllare la tecnica e ridurre il peso. O ancora, se durante l’esercizio non si percepisce nulla allora è il caso di cambiare esercizio, evitando di compiere meccanicamente dei movimenti senza consapevolezza di fondo.

Vantaggi Metodo Butterfly

Il Metodo Butterfly si sviluppa con una scheda di esercizi che conserva vantaggi notevoli. Quali?

  • Massima sicurezza
  • Estrema efficacia (l’attenzione si sposta dal peso al lavoro del muscolo)

Questo tipo di allenamento non focalizza l’attenzione su numero di serie, ripetizioni e carico di peso, ma sulla percezione del muscolo specifico che sta lavorando. Il rischio è quello di lavorare male e vanificare l’efficacia del singolo esercizio!

Cosa prevede una scheda Metodo Butterfly?

L’allenamento si divide in tre sessioni per allenare muscoli agonisti e antagonisti contemporaneamente e suddividere il carico di lavoro in modo efficace:

  • Gambe e addominali
  • Petto, schiena e polpacci
  • Bicipiti, tricipiti e spalle
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Myriam Amato

Informazioni sull'autore
Laureata in Informazione e sistemi editoriali, amante della cultura orientale e appassionata di benessere, salute e fitness.
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