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Mangiare crudo a inizio pasto: Benefici

Mangiare crudo a inizio pasto secondo molti studi è un comportamento benefico per l’intero organismo. Questo perché i cibi cotti aumentano a dismisura i leucociti, ovvero i globuli bianchi.

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I leucociti si occuppano di aumentare le difese immunitarie dell’organismo, ma chiaramente un loro sovrannumero non comporta efftti utili per la saute, anzi lo si può considerare come un dispendio di energie! Ciò è vero soprattutto quando l‘aumento di leucociti è legato alla pratica digestiva. Un inutile aumento di globuli bianchi perché, nel reale momento del bisogno, potrebbero aver perso le loro “energia nella lotta”.

Questa scoperta risale agli anni 30 circa e chiaramente a scatenato parecchio interesse.

Mangiare crudo prima del pasto, prepara l’organismo a una buona digestione grazie a un ambiente gastrico favorevole. Mentre consumando solo alimenti cotti (oppure in gran parte), il corpo consuma molte energie. Potranno dunque nascere complicazioni che andranno a intaccare le funzionalità del sistema immunitario.

Quindi per evitare che il proprio metabolismo cominci ad essere stressato, seguire queste regole alimentari potrà rivelarsi più che indicato. L’organismo potrà essere più in salute semplicemente e i motivi sono più di uno, per esempio i principi nutritivi presenti nei cibi verranno assimilati maggiormente. Il corpo sarà sazio in minor tempo e così via..

A seguire sono stati effettuati molti altri studi. La percentuale di crudo che una persona deve consumare in un pasto, è del 60-70% del pasto totale. Quindi, a rigor di logica, rimane un 30-40% di cibo cotto da consumare.

Negli ultimi decenni si è perso il senso del cibo crudo e si è consolidata invece l’abitudine di cuocere praticamente tutto, anche le verdure che possono essere consumate per la maggior parte, crude.

Tipologie di cibo crudo

Gli alimenti che possono essere consumati crudi sono moltissimi, possono essere assunti quotidianamente e consentono una grande scelta in ambito di alimentazione. Adesso verranno suddivisi in piccoli gruppi:

  • Ortaggi. Quali pomodori, cetrioli, zucchine, caroselli etc.
  • Radici. Ravanelli, carote, barbabietole etc.
  • Verdure a foglia. Rucola, radicchio, spinaci, insalata, cicoria, rape, bietole etc.
  • Famiglia dei cavoli. Verza, cavolo nero, cavolfiore, cavoletto di Bruxelles, cavolo cinese etc.

Non deve essere dimenticata la frutta, la quale a sua volta viene suddivisa in due macrocategorie ovvero frutta dolce e frutta acida. Il melone e l’anguria non sono da contare in queste 2 categorie appena menzionate (per quanto riguarda quest’ultimi l’organismo impiega molto tempo ad assimilarli).

Molti nutrizionisti consigliano di non combinare, durante i pasti, la frutta acida e quella dolce. Ovvero dovranno essere consumate separatamente! La frutta quando viene consumata non impiega molto a essere digerita, per cui la si potrebbe consumare prima di un bel piatto di verdure crude. Ecco un esempio molto semplice suddiviso in 3 passaggi:

  1. Frutta (una porzione)
  2. Verdure crude (un porzione)
  3. Cibo cotto (per concludere)
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