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Mamme a 50 anni? I rischi, i pro e i contro

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Negli ultimi anni sono sempre di più le donne che, anche grazie alla fecondazione assistita, scelgono di diventare madri poco prima della menopausa. Proprio per questo motivo da tempo si discute se sia giusto diventare madre a 50 anni dopo che anche persone celebri del mondo dello spettacolo come Carmen Russo, Gianna Nannini, Alessandra Martines e Heather Parisi hanno scelto di diventare madri grazie all’insegminazione artificiale in avanzata età. Nella maggior parte dei casi queste donne sono rimaste incinta grazie alla scienza utilizzando la fecondazione assistita o quella eterologa, ma anche con donazione degli ovuli.

Viene da chiedersi quali siano i rischi e le difficoltà di diventare madre a 50 anni, le prime difficoltà sono quelle dal punto di vista psicologico sia per le mamme che per i bambini. Da questo punto di vista però le opinioni degli esperti si dividono perchè anche se diventare madre a cavallo della menopausa apporta dei pericoli, secondo molti una donna può essere una buona madre quando è in grado di riconoscere i bisogni del figlio, sia fisici che emotivi, e di rispondere ai suoi segnali con prontezza. Secondo alcuni esperti dunque le competenze materne prescindono dall’età, poichè queste ultime sono collegate alle esperienze avute con le proprie madri e alle situazioni sociali in cui si trovano a vivere.

E’ possibile dunque avere un figlio in un’età avanzata, ma è comunque necessario che la coppia che decide di avere un figlio goda di ottima salute questo perchè cercare di avere un figlio oltre i cinquant’anni, con una situazione di salute molto a rischio, mpotrebbe rivelarsi solo uno sfizio egoistico. Inoltre secondo numerosi psicologi dal punto di vista sistemico familiare esistono delle fasi della vita che devono essere vissute appieno e rispettate cronologicamente.

Tutte queste fasi sono frutto sia della natura dell’essere umano che delle convenzioni sociali che sono state create nel corso dei secoli, proprio per questo motivo l’età fertile coincide con la fase di separazione dalla famiglia di origine e con una certa maturità che viene raggiunta dall’individuo. Nonostante ciò oggigiorno le nuove condizioni sociali hanno portato a ritardare sempre più le fasi della vita di una persona, soprattutto per via della difficoltà di raggiungere una propria indipendenza economica il che porta i figli ad essere dipendenti dai genitori per un lungo periodo posticipando nel tempo tutte le altre fasi della vita.

Un altra discussione riguarda la questione della donazione di l43-pancione-120725172548_mediumovuli poichè per avere un bambino poco prima della menopausa è quasi sempre necessaria un’ovodonazione. Questa particolare pratica è vietata in Italia, ma viene praticata all’estero. Per capire la necessità di questa pratica di donazione degli ovuli vi basti pensare che già all’età di 30 anni l’88% degli ovociti di una donna è esaurito, mentre a 40 anni la diminuzione arriva a quota 97%. Dunque a partire dai 40 anni di età concepire un figlio con le proprie cellule germinali è molto più difficile.

Per quanto riguarda invece la salute della gestante molto spesso si afferma che rimanere incinta a 40 anni o 50 anni può essere molto pericoloso, in realtà però secondo gli esperti vivere una gravidanza a 40 anni o a 20 anni, se si è sempre in buona salute, è praticamente uguale e non comporta gravi rischi.

Viene dunque da chiedersi, visto i presupposti, quale sia l’età giusta per ricorrere alla fecondazione assistita per poter concepire un bambino. Se la donna ha 50 anni infatte le probabilità di successo sono vicine allo zero. Secondo le indicazioni della Società europea di riproduzione umane ed embriologia (Eshre) infatti è consigliabile interrompere i trattamenti per concepire con la fecondazione assistita intorno ai 43-44 anni d’età. Per gli studiosi il pericolo non è tanto quello di un danno fisico, ma soprattutto di un danno psicologico quando le donne in età avanzata continuano a sperare di concepire figli anche se ormai è impossibile.

Quando nasce la voglia di un figlio

La fertilità femminile è ristretta al periodo in cui è presente il ciclo mestruale, dunque dal punto di vista biologico una donna può rimanere incinta dal menarca, cioè la prima mestruazione, fino alla menopausa. Secondo i medici la curva massima della fertilità ha il suo picco intorno ai 25 anni, mentre cala dopo i 35 anni, basti pensare però che il desiderio di maternità è  del tutto indipendente dagli ormoni femminili.

Questo poichè non esiste una vera e propria età giusta per fare un figlio, ma la voglia di una donna di concepire è legata ad altri fattori della sua vita ossia quando essa ha raggiunto i propri obiettivi lavorativi, sociali, economici e di aver costruito una coppia stabile e caratterizzata da una maturità affettiva. La voglia di un figlio scatta quando la donna si rende conto che il suo momento fertile prima o poi finirà e che il periodo per procreare è molto limitato. Il desiderio di un figlio può legarsi alla comparsa di segnali fisici, come mestruazioni irregolari, ma può nascere anche al livello psicologico, quando le amiche rimangono incinte una dopo l’altra.

Per approfondimenti:

Su SaniOggi.it:

L’ovodonazione

Tutte le cose da sapere sulla fecondazione assistita

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