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Malattie cardiovascolari : Influenzate dalla crisi economica

Malattie cardiovascolari

Il cuore degli italiani è seriamente a rischio a causa della crisi economica, ormai, perdurante e per la quale una via d’uscita è rappresentata, inevitabilmente, da una serie non indifferente di sacrifici.

Questo è un discorso che non interessa solo il nostro Paese, ma si tratta di una condizione ben più generalizzata.

E’ dimostrato che, in periodi di crisi economiche ancorché gravi e difficili, l’incidenza delle patologie cardiovascolari tende ad aumentare sensibilmente. Aritmie, crisi cardiache, palpitazioni e, talvolta, infarto, sono tutte patologie, anche gravi ovviamente, che risentono dello stato di stress cui si è sottoposti.

L’insicurezza del domani, la difficoltà ad arrivare, non tanto a fine mese, quanto addirittura alla quarta settimana, senza ritrovarsi nell’impossibilità di far fronte alle normali spese quotidiane, mette a rischio la salute delle persone, soprattutto poi di quelle che già sono portatrici di patologie cardiovascolari.

A questo si aggiunge il problema della drastica contrazione della spesa sanitaria che ha visto un progressivo innalzamento delle quote a carico dei cittadini che, spesso, si trovano nella triste e difficile condizione di dover scegliere se comprare le medicine o se fare la spesa, piuttosto che pagare la bolletta della luce e così via.

Trovare il giusto equilibrio è difficile. Una persona che soffre di problemi cardiaci ha bisogno, sempre e comunque, di una serie di farmaci che sono indispensabili per mantenere sotto controllo la salute. Basti pensare alla semplice aspirina, il miracoloso acido acetilsalicilico, senza il quale un soggetto interessato da patologie cardiovascolari potrebbe andare in corso a seri rischi di infarto o ictus.

Praticamente si tratta di un salvavita che oggi, in molte regioni d’Italia, si paga per intero, pur essendo prescrivibile, in quanto, assurdo del nostro sistema sanitario nazionale e regionale, costa più il ticket che comprare il farmaco senza usufruire della prescrizione.

Tutte queste condizioni di disagio, tutte più o meno diretta conseguenza delle crisi economica che ormai dura da diversi mesi, si ripercuotono sulla salute dei cittadini. La depressione, così come le crisi di ansia, sono spesso il primo campanello d’allarme di situazioni ben più gravi, che possono portare all’insorgere, anche improvviso, di patologie cardiovascolari. E una volta che si verifica una condizione del genere bisogna, inevitabilmente, conviverci per tutta la vita.

Questo, oltre tutto, capita proprio in un periodo che gode delle tante scoperte medico-scientifiche e delle nuove tecniche interventistiche che hanno consentito alle persone affette da patologie cardiovascolari, di poter contare su di una vita più lunga caratterizzata da una qualità della vita stessa di ottimo livello. Queste conquiste, quindi, si rischia che vadano vanificate dalla condizione economica negativa.
Già di suo, un soggetto sofferente, è di per sé più debole e più esposto alle avversità. Ora, questa condizione che poteva essere tenuta sotto controllo da un corretto approccio terapeutico, rischia nuovamente di precipitare.

Del resto, in questo tipo di situazioni, i primi a risentire delle ristrettezze economiche, dello stress, delle inquietudini, delle ansie generalizzate, della depressione vera e propria, sono le persone che già soffrono di problemi cardiaci. Una maggiore e continua serenità per loro sarebbe un toccasana, ma con questo stato di cose è praticamente impossibile.

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