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Ipertensione arteriosa

Ipertensione arteriosa

Ma cosa si intende esattamente con il termine di ipertensione arteriosa? Quali le cause e i rimedi?

Cos’è la pressione sanguigna?

Quando il ventricolo sinistro (sistole) si contrae per dare pressione al flusso di sangue presente nelle arterie e portarlo così in circolo, si parla di pressione massima o sistolica mentre al rilassamento del ventricolo (diastole), si dà il nome di pressione minima o diastolica. Se il cuore, per varie cause, deve dare più spinta al sangue, si nota un aumento della pressione arteriosa e si inizia a parlare di ipertensione. Essa può essere transitoria se è legata ad un momento particolare (attività fisica, stress, spavento, tensione) ma può diventare una vera patologia se si mantiene nel tempo. Il cuore si affatica cos’ come le arterie, ad iniziare dalle più piccole, subiscono una maggiore pressione e quindi un danno.
A volte si sente anche parlare di ipertensione da camice bianco e cioè il soggetto ha valori sballati solo in circostanze particolari, legate all’ambulatorio dove gli viene misurata la pressione.

I livelli di una buona pressione arteriosa

L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1999 ha messo a punto una tabella dove sono riportati i valori di massima per stabilire se un soggetto rientra nei limiti o soffre di ipertensione.

Questa tabella si è resa necessaria per uniformare, a livello mondiale, i criteri terapeutici e diagnostici.

Pressione arteriosa Sistolica Diastolica
Ottimale < 120 < 80
Normale 120-129 80-84
Normale-Alta 130-139 85-89
Ipertensione grado 1 (lieve) 140-159 90-99
Ipertensione grado 2 (moderata) 160-179 100-109
Ipertensione grado 3 (grave) >180 >110
Ipertensione sistolica isolata >140 >90
Quali sono le cause dell’ipertensione arteriosa?

Stranamente solo nel 5% dei casi si riesce a stabilire il motivo dell’ipertensione arteriosa. La stragrande maggioranza di soggetti che soffrono di questa patologia non conosce la causa primaria del disturbo. Sicuramente studi accurati hanno appurato che le cause sono legate a particolari abitudini di vita come il troppo fumo, una vita sedentaria, l’obesità, lo stress o anche motivi legati alla storia genetica che rendono alcuni individui più esposti al rischio di soffrire di ipertensione.

Molti pazienti scoprono di essere ipertesi in modo casuale e cioè sottoponendosi a controlli di routine. Questo disturbo, infatti, può essere asintomatico e anche in presenza si indizi (cefalea, vertigini, nausea, palpitazioni, nervosismo, insonnia) non sempre si è in grado, da subito, di ricondurre il tutto a questa patologia.

Come si cura?

L’approccio terapeutico varia a seconda della gravità patologica. Se si è in presenza di un leggero disturbo, si inizia a prendere qualche provvedimento modificando lo stile di vita: una dieta più sana ed equilibrata, senza troppo sale (il sodio fa aumentare la pressione), moderando il consumo di alcolici e caffè, facendo una blanda attività fisica come passeggiate e cercando di smettere di fumare se il paziente è un fumatore. Infatti fumare porta alla vasocostrizione delle arterie favorendo l’insorgenza dell’ipertensione.

In linea di massima questi piccoli accorgimenti potrebbero bastare ma se così non fosse, allora il medico inizierà una cura farmacologica calibrata secondo il rischio cardiovascolare in atto e in relazione a eventuali altre patologie presenti nel soggetto.

Misurare la pressione

misurare la pressione

Una volta scoperta la patologia, il paziente dovrebbe misurarsi più volte al giorno la pressione annotando ora e situazione in cui si trova (dopo una corsa, davanti al computer ecc…). Iniziata la terapia, è sufficiente misurarsela due volte al giorno e cioè la mattina appena alzati e la sera prima di coricarsi. Se i livelli sono rientrati nella norma, allora sarà sufficiente farsela misurare una volta a settimana.

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