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Integratori di vitamina E: cosa sono e a cosa servono

Il nome vitamina E indica un gruppo di composti liposolubili che agiscono come antiossidanti per contrastare l’azione dei radicali liberi, un’attività che protegge dall’invecchiamento cellulare e dall’insorgenza di numerose patologie dovute allo stress ossidativo cellulare.

Vitamina E- foto macrolibrarsi.it

In particolare il gruppo delle vitamine E che si sciolgono nei grassi è composta da ben otto forme chimiche (alfa, beta, gamma e delta-tocoferolo e alfa, beta, gamma e delta-tocotrienoli), tra cui l’alfa tocoferolo risulta sicuramente quello più attivo e capace di soddisfare le esigenze dell’organismo.

Le concentrazioni di d-alfa-tocoferolo presenti negli alimenti vengono assorbite dall’intestino tenue e successivamente inglobate in chilomicroni ovvero lipoproteine che passano nel sangue e finiscono per accumularsi nei diversi organi (fegato, polmoni, cuore, muscoli e così via).

Vitamina E: Proprietà

Vasi sanguigni- foto insidescientific.com

Le funzioni bio-meccaniche che la vitamina E svolge all’interno dell’organismo possono essere determinanti per il benessere generale. Ma quali sono le funzioni antiossidanti di questo complesso di composti liposolubili?

  • Acidi grassi – Il gruppo rallenta l’azione di ossidazione degli acidi grassi da parte dei radicali liberi e riesce a rallentare l’invecchiamento cellulare.
  • Sistema immunitario – La vitamina è capace di rinforzare le difese immunitarie e sostenere l’organismo nella sua lotta contro agenti patogeni e virus.
  • Ossigeno – Questa vitamina liposolubile permette ai globuli rossi di trasportare una quantità maggiore di ossigeno ai tessuti e migliorare la funzionalità di muscoli e cuore.
  • Vasi sanguigni – Un adeguato livello di tale vitamina promuove la dilatazione dei vasi sanguigni e il rinforzo delle pareti dei capillari.

Vitamina E: a cosa serve?

Vitamina E e pelle- foto uncome.it

L’azione antiossidante della vitamina E sviluppata su più livelli permette di comprendere i suoi risvolti positivi in termini di prevenzione di alcune patologie:

  • Malattie cardiovascolari – Il tocoferolo inibisce l’ossidazione del colesterolo cattivo, riesce a ridurre la formazione delle placche aterosclerotiche e limitare l’incidenza di infarto e ictus.
  • Diabete – La vitamina liposolubile impedisce ai radicali liberi di generare una insulino-resistenza e un maggior fabbisogno di insulina.
  • Vene varicose – L’azione vasodilatatrice frena la rottura delle pareti capillari ed evita la formazione di trombi.
  • Osteoporosi – La promozione dell’attività degli osteoclasti permette di assorbire meglio il calcio.
  • Tumori – L’azione antiossidante impedisce la sintesi del DNA delle cellule tumorali e più in particolare a livello di polmoni, colon e mammelle.
  • Sterilità – La vitamina regola il ciclo mestruale nelle donne e protegge l’attività degli spermatozoi negli uomini.
  • Pelle e capelli – La relazione tra vitamina E e pelle e capelli sembra data dalla capacità del tocoferolo di proteggere le strutture da stress ossidativo provocato da fumo, inquinamento e raggi solari.

Vitamina E e alimenti

Vitamina E: dove si trova?- foto nonsolobenessere.it

Fondamentalmente esistono due tipi di vitamina E: una prodotta in laboratorio chiamata dl-alfa-tocoferolo e con maggiori forme di tocoferolo e l’altra denominata d-alfa-tocoferolo naturale e contenuta direttamente negli alimenti.

Ma quali sono gli alimenti con vitamina E? Le fonti naturali più ricche sono gli oli vegetali non raffinati, le parti grasse delle carni animali, cereali integrali, noci e molti tipi di frutta e verdura.

Più in particolare è possibile stilare una lista dei cibi con vitamina E che per 100 grammi di prodotto conservano le più alte concentrazioni vitaminiche:

  • Olio di germe di grano – 150 mg
  • Olio di girasole – 40 mg
  • Olio di mais – 35 mg
  • Mandorle – 26 mg
  • Olio di oliva – 15 mg
  • Olio di arachidi – 14 mg
  • Arachidi – 8,5 mg
  • Olive – 3,8 mg
  • Spinaci – 3,5 mg
  • Ceci – 2 mg
  • Broccoli – 1,5 mg
  • Pane integrale – 1,5 mg
  • Pomodoro – 1,4 mg
  • Kiwi – 1,4 mg
  • Mirtilli – 1,2 mg
  • Riso integrale – 1,2 mg

Integratori di vitamina E

Integratori di vitamina E- foto piuvivi.com

Il fabbisogno giornaliero di vitamina E è di circa 30 milligrammi, una condizione che sembra facilmente sostenibile con l’alimentazione.

Non bisogna dimenticare però che questa vitamina liposolubile che viene assorbita in presenza di sali biliari e grassi non preserva una percentuale di assorbimento elevata (20-60%).

È possibile che la capacità di assorbimento della vitamina E diminuisca in presenza di altre sostanze quali cloro dell’acqua potabile, pillola contraccettiva, composti inorganici del ferro e altro.

Nonostante ciò, i casi di carenza da vitamina E restano alquanto rari e rintracciabili nei bambini nati prematuri e sottopeso e soggetti affette da malattie gastrointestinali croniche e infiammazione cronica del pancreas.

Generalmente l’uso preponderante dell’olio di oliva (condimento ricco di vitamina E) nella dieta mediterranea riesce a sostenere l’apporto giornaliero di cui l’organismo necessita.

L’uso di integratori di vitamina E diventa necessario solo in casi di carenze patologiche o ipovitaminosi oppure particolari condizioni:

  • Dieta a basso contenuto di grassi
  • Difetti metabolici (difficoltà ad assorbire i grassi)
  • Neonati (solo una bassa percentuale riesce ad attraversare la placenta)
  • Patologie (Morbo di Chron o fibrosi cistica)

Gli integratori di vitamina E gestiscono i casi di carenza dovuti al malassorbimento dei grassi e riducono i sintomi legati a tale situazione quali deperimento, problemi muscolari, difficoltà motoria, disturbi digestivi, anemia emolitica, sterilità, impotenza e aborti.

In commercio è possibile rintracciare diverse forme farmaceutiche per godere dell’attività antiossidante di questa vitamina e della capacità di gestire il malassorbimento lipidico.

Controindicazioni

Disturbi intestinali- foto pegaso.eu

L’apporto giornaliero naturale o con integratori di vitamina E non deve superare i 10 mg per l’uomo e gli 8 mg per la donna.

Le situazioni di sovra dosaggio potrebbe provocare un complesso di sintomi imprevedibili come disturbi intestinali, sanguinamenti dovuti all’aumento della pressione sanguigna, problemi della pelle, stanchezza generale, mal di testa e debolezza.

Anziché aumentare il dosaggio della somministrazione è preferibile assumere la vitamina E insieme al selenio o altre sostanze per aumentare l’efficacia dei composti liposolubili, un po’ come accade per altre forma integrative (integratori vitamina B12 e acido folico, integratori di calcio e vitamina d, magnesio e vitamina B6 integratori, eccetera).

Resta fondamentale determinare il dosaggio ideale sotto la supervisione medica, specialmente in caso di ipertensione, fase iniziale di reumatismo cardiaco cronico o diabete.

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