Impronte dentali: le diverse tipologie di portaimpronta

Tra gli strumenti fondamentali degli studi dentali vi sono senz’altro gli accessori per la presa delle impronte dentali, passaggio fondamentale e allo stesso tempo delicato. Tale operazione viene eseguita come è noto utilizzando il portaimpronta, ovvero uno speciale contenitore nel quale posizionare il materiale di impronta necessario per creare una copia in negativo della dentatura del paziente. Avendo a che fare con anatomie differenti e con diversi materiali d’impronta, è di volta in volta necessario scegliere il portaimpronta più adatto: vediamo le principali tipologie a disposizione del professionista.

I portaimpronta custom-made

Tutti i portaimpronta presentano in linea di massima una struttura comune, rappresentata dalle flange, dal pavimento e dal manico. Variano però le dimensioni, i materiali utilizzati e la tipologia di sviluppo. Più nello specifico, è possibile suddividere questi accessori per la presa delle impronte dentali in due grandi gruppi: da una parte ci sono i dispositivi individuali, ovvero custom-made; dall’altra ci sono invece i dispositivi ready-made, realizzati a partire da dimensioni e forme d’arcata standardizzate.

I portaimpronte custom-made vengono fatti su misura, per rispecchiare perfettamente l’anatomia del paziente. Esistono peraltro varie tipologie di portaimpronta individuale. I modelli prodotti con tecnica classica, su modello in gesso spaziato, sono realizzati in resina, attraverso un processo di polimerizzazione. Meno utilizzato ma non trascurabile è il processo digitale, con i portaimpronte che vengono creati in CAD/CAM per mezzo di stampa tridimensionale in PLA, ovvero in acido polilattico.

Un limite dei portaimpronte custom-made è quello di non garantire – eccezion fatta per modelli con apposite perforazioni – un’alta ritenzione meccanica nei confronti del materiale da impronta. Per questo motivo il professionista che utilizza tali dispositivi per realizzare le impronte dentali ha la necessità di dotarsi di adesivi specifici da applicare sul portaimpronta per favorire l’adesione del materiale con il pavimento e da scegliere in base al dispositivo e al materiale impiegati. Zhermack, che da 40 anni sviluppa soluzioni per il settore dentale, mette a disposizione adesivi appositamente studiati per diverse tipologie di portaimpronta, così da eliminare il rischio di separazione tra il dispositivo e i polivinilsilossani.

I portaimpronte ready-made

Come visto non esistono solo i dispositivi individuali. Sul mercato è infatti possibile trovare anche dei portaimpronta ready-made, e quindi pronti per l’uso. In generale questi dispositivi per la presa d’impronta sono disponibili in 6 differenti misure; si parla in ogni caso sia di portaimpronte che coprono l’intera arcata dentale, sia di dispositivi pensati per coprire l’emiarcata o una specifica sezione dell’arcata.

Sul mercato è possibile acquistare sia portaimpronta ready-made in metallo, sia modelli in plastica. In quest’ultimo caso si parla di dispositivi usa e getta che possono essere eventualmente forati per offrire una maggiore ritenzione meccanica. Non va dimenticato il fatto che tra i portaimpronte in plastica disponibili in commercio è possibile acquistare anche i modelli dual-arch, i quali permettono di registrare con un solo processo sia l’arcata di proprio interesse che l’arcata antagonista.

Il vantaggio dei portaimpronta in metallo, rispetto ai già visti in plastica, è costituito dalla maggiore rigidità, la quale a sua volta offre la possibilità di ottenere un’impronta più accurata e precisa. Esistono portaimpronte in metallo con o senza fori, così come esistono modelli con o senza bordi ritenitivi. La ritenzione meccanica offerta dai modelli metallici forati e provvisti di bordo è molto alta quindi il materiale subisce minori distorsioni; lo svantaggio però è che il materiale fuoriesca dai fori presenti, compromettendo, almeno in parte, la pressione esercitata al momento della presa d’impronta. Questo non accade nel caso di portaimpronte sprovvisti di fori e di bordi, i quali però necessitano di appositi adesivi.

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Myriam Amato

Informazioni sull'autore
Laureata in Informazione e sistemi editoriali, amante della cultura orientale e appassionata di benessere, salute e fitness.
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