Il giusto ritmo per raggiungere un obbiettivo

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Quando vogliamo raggiungere un obbiettivo dobbiamo soppesare diversi aspetti. Tempo da dedicare, disponibilità economiche, potenziali aiuti esterni ecc. La maggior parte delle persone però ha in mente una sola cosa: raggiungere in fretta l’obbiettivo, o almeno con i tempi più veloci possibili per arrivarci senza perdere nella qualità finale.

Leggendo un manuale sul taoismo ho riflettuto sull’importanza di trovare il giusto ritmo, ma soprattutto sulla sacrosanta importanza di poter far marcia indietro. Facciamo un esempio. Posso utilizzare tre mezzi diversi per arrivare alla meta: la macchina, il treno o l’aereo.

Se scelgo la macchina avrò il tempo per godermi il paesaggio, per assaporarmi ogni tappa. Posso fare delle soste in ogni momento e valutare l’andamento del viaggio. Se scelgo il treno andrò ad una velocità superiore, le fermate mi saranno imposte e avranno una durata limitata. Se decido di prendere l’aereo, il mezzo più veloce, arriverò dritto alla meta.

Qualsiasi mezzo decido di usare mi farà raggiungere un obbiettivo preciso, quello che voglio raggiungere. Potrei però ripensarci. Durante la strada però, potrei accorgermi che non ho più alcun interesse per quella cosa, quindi è normale che vorrei far marcia indietro. è un mio diritto. Se ho deciso di utilizzare la macchina, quindi una velocità moderata, potrei tornare indietro in ogni momento e, con molte probabilità, avrei subito il minor numero di danni possibili dalla scelta di non proseguire. Perderei qualche soldo di benzina, avrei perso dei giorni a lavoro. Ma niente di esagerato.

Se scelgo di prendere il treno, la velocità media, posso tornare indietro ad una delle tante fermate. I danni del cambio di regime sarebbero più forti. Ma non sarei ancora così vicina all’obbiettivo da dover pentirmi più di tanto della scelta finale.

Se avessi scelto l’aereo e cambiassi idea i danni potrebbero essere potenzialmente devastanti. Non ho modo di scendere, sono costretta ad andare avanti fino al raggiungimento stesso dell’obbiettivo, probabilmente ho perso tanto a questo punto di non-ritorno. Magari ho lasciato un lavoro, una casa, uno stile di vita. Potrei aver deluso qualcuno. A questo punto potrei sentirmi costretta ad andare avanti malgrado non provassi più gusto nel farlo.

Qualsiasi sia il mezzo di trasporto scelto, qualsiasi sia la velocità che ho deciso di utilizzare per raggiungere un obbiettivo, sarei sempre in possesso della mia libertà di scegliere se proseguire o andare avanti. Sarebbero le conseguenze di un ritiro improvviso a cambiare.

So bene che quando ci prefiggiamo di raggiungere una meta, l’intenzione è quella di raggiungerla. Ma non possiamo ignorare l’imprevisto, l’improvviso desiderio di voler modificare la rotta. Potremo accorgerci che non abbiamo scelto la strada giusta, che non era il nostro reale desiderio.

Per questo ritengo importante valutare la velocità con cui intraprendere il viaggio. è decisivo. è meglio impiegare più tempo, assaporarci ogni passo, riflettere, piuttosto che partire con il pilota automatico e il paraocchi, per poi sbattere duramente contro il muro della consapevolezza di aver sbagliato tutto.

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ClaudiaL

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Appassionata di dieta, alimentazione, benessere e rimedi naturali. Curiosa quanto basta per tenermi sempre aggiornata e creare contenuti che possono rivelarsi utili agli altri!
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