Il contraccettivo che calcola l’ovulazione: come funziona

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Tra i metodi contraccettivi privi di effetti collaterali uno dei più conosciuti è quello che che calcola il periodo di ovulazione, evitando in questo modo le gravidanze indesiderate. Un’opzione contraccettiva totalmente naturale, che non prevede dunque l’assunzione di farmaci e nemmeno particolari effetti collaterali, cosa che invece spesso possiamo trovare in altri metodi contraccettivi. Vediamo dunque di conoscere questo tipo di contraccettivo, i suoi limiti, il suo funzionamento e i costi.

Il contraccettivo che calcola l’ovulazione: conosciamolo meglio

Questo metodo di contraccezione si basa principalmente sul monitoraggio del livello ormonale in modo da poter indicare i giorni fertili. In questo modo la donna può capire quando ha maggiore rischio di rimanere incinta evitando le gravidanza indesiderate semplicemente avendo rapporti sessuali al di fuori di quel periodo.

Il contraccettivo, il più famoso è Persona, è composto da una serie di stick che servono per effettuare il test sulle urine, che devono essere le prime della mattina, e da un piccolo monitor touch screen interattivo. Grazie agli appositi stick si effettua il test sulla prima urina della mattina, subito dopo i risultati vengono elaborati dallo strumento e sono mostrati immediatamente sul monitor dopo aver elaborato i dati relativi ai livelli ormonali per fornire le informazioni sulla stato di fertilità.

In sostanza dunque questo metodo contraccettivo individua le varie fasi del ciclo ormonale e dell’ovulazione, mettendo in evidenza i giorni che sono considerati a rischio, quelli più vicini all’ovulazione e segnati in rosso, in cui il rischio di avere una gravidanza indesiderata è più elevato. I giorni contrassegnati in verde, invece, sono quelli in cui c’è meno rischio di avere una gravidanza.

Si tratta di un metodo contraccettivo affidabile, ma non al 100%. Prima di tutto è un contraccettivo consigliato soprattutto a chi vive una relazione stabile, ma anche a tutte le donne che soffrono di effetti collaterali legati all’uso di altri metodi contraccettivi e che non percepiscono la gravidanza come qualcosa di totalmente inaccettabile.

Il fattore positivo è che si tratta di un metodo che è privo di effetti collaterali, ma che, nonostante ciò, non è adatto in determinati casi. E’ soprattutto sconsigliato alle donne che hanno dei cicli anomali, che sono più brevi di 23 giorni o più lunghi di 35, oppure che hanno già avuto i primi sintomi della menopausa, ma anche a tutte quelle donne che seguono delle terapie ormonali, assumendo farmaci che possono influire sul ciclo mestruale oppure antibiotici che contengono tetracicline.

 

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