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Il caso denunciato da Camillo D’Antonio: vanità maschile e palestra, non sempre basta.

Il Dott. Camillo D’Antonio, ospite in Rai ad Uno Mattina, ha denunciato in pubblico un trend che da anni è in crescita nel nostro Paese.

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Palestre, centri di bellezza, spa e non solo. I maschietti hanno decisamente cambiato marcia, e cominciano a frequentare in gran numero anche le cliniche di chirurgia plastica. Un trend importato dagli States qualche anno fa e che si incomincia a vedere anche nel Bel Paese.

Ne parliamo con il Dott. Camillo D’Antonio, specialista di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva, che recentemente, come già anticipato, si è speso personalmente sulla tv nazionale per difendere quelle che sono pratiche diffuse e contestate, pratiche alle quali anche gli uomini avrebbero cominciato a ricorrere e, dice il dottore, che sarebbero necessarie per andare a rimuovere particolari problemi

Il problema di cui vogliamo parlare è il grasso addominale, le maniglie dell’amore che solo fino a qualche hanno fa si portavano anche in spiaggia senza problemi, e che però, come è stato denunciato dalla scienza di recente, potrebbero essere cause principali di problemi di salute molto gravi.

Dott. Camillo D’Antonio, perché ha difeso l’utilizzo della liposuzione? Dov’è che la dieta non può arrivare?

Come vi diranno tutti i professionisti del dimagrimento, allo stato attuale delle cose è impossibile procedere ad un dimagrimento localizzato. Bisogna far scendere la percentuale di grasso corporea, e per farlo mangiare meno e sforzarsi di più in palestra.

Il problema è che la perdita di grasso è uniforme, e spesso ci troviamo davanti a casi in cui la pancia e i fianchi non sono ancora scomparsi, mentre la faccia è ormai emaciata, per un risultato che è forse peggiore del punto di partenza.

Per questo motivo è necessario, quando si vuole intervenire su aree localizzate dove l’adipe si accumula in modo sproporzionato, agire chirurgicamente con una liposuzione.

Quindi parla di interventi necessari, mentre l’opinione pubblica continua a considerare la chirurgia plastica come scorciatoia per la bellezza. A cosa pensa sia dovuta questa discrepanza Dott. D’Antonio?

Denunciato quanto riportato dalla sua analisi, che coglie nel segno la situazione che ci troviamo ad affrontare nel nostro paese, bisogna che gli operatori di questo settore, la stampa specialistica e quella generalista si adoperino per mettere a tacere queste dicerie, che non sono più che pettegolezzi, e fare finalmente luce su quello che la chirurgia plastica significa oggi per la stragrande maggioranza dei pazienti che vi si sottopongono.

Si tratta nella maggioranza dei casi di interventi riparativi, o che comunque come nel caso della liposuzione sono l’unica soluzione per un problema di salute importante.

La bellezza è un diritto di tutti, e non solo di coloro che o hanno ricevuto questo splendido dono da madre natura o che possono permettersi economicamente qualche ritocco.

Purtroppo spesso finiscono nella pagina della cronaca proprio questo tipo di interventi, come veri e propri casi di denuncia sociale. Ci sono ancora problemi di sicurezza nel mondo della chirurgia plastica?

Gli interventi di cui abbiamo parlato nel nostro dialogo sono più che sicuri. Si tratta di interventi che vengono pianificati tenendo ben presente la condizione clinica del paziente, e che vengono effettuati soltanto quando siano rispettate i più alti standard di sicurezza.

E’ importante rivolgersi sempre a specialisti affermati, e non farsi operare nei sottoscala per risparmiare qualche centinaia di euro.

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