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Fuoco di Sant’Antonio o herpes zoster: cause, sintomi e trattamenti

La pelle può essere soggetta a diversi disturbi o problemi sia nei primi anni di vita che durante l’età adulta. Tra questi c’è il fuoco di Sant’Antonio o herpes zoster. Scopriamo di cosa si tratta!

Rash cutaneo- foto flickr.com

L’herpes zoster, noto come fuoco di Sant’Antonio, è una malattia infettiva dovuta alla presenza del virus della varicella che si prende in età infantile, il zoster virus o VZN.

Il virus VZV fa parte degli herpesvirus di cui fanno parte l’herpes simplex, l’herpes genitale e il virus di Epstein-Barr.

Il virus della varicella si riattiva e la pelle vede la comparsa di un’eruzione cutanea caratterizzata da vescicole rosse e pruriginose.

Questa malattia coinvolge migliaia di persone ogni anno con maggiore incidenza dopo i 50 anni e nelle persone con sistema immunitario compromesso.

Herpes zoster: Cause

Vescicole- foto flickr.com

Tutto parte dalla varicella. In fase di guarigione, il sistema immunitario elimina il virus responsabile da gran parte del corpo, ma non riesce a liberarsene completamente.

Alcune particelle del virus VZV passano ad agglomerati di neuroni detti gangli sensoriali, dove rimangono in forma inattiva.

In pratica il virus resta latente fino a quando non viene riattivato e si manifesta sotto forma di fuoco di Sant’Antonio, vale a dire un’eruzione cutanea diffusa soprattutto nella zona del torace e dell’addome.

Ad oggi le cause di riattivazione del virus herpes-zoster non sono ancora chiare, ma sembra che siano legate a deficit immunitari, farmaci immunosoppressori e malattie gravi.

Nell’interpretazione più popolare, poi, il  fuoco di Sant’Antonio viene associato a cause psicosomatiche, dall’eccessivo coinvolgimento emotivo al senso del dovere alla paura di sbagliare.

In ogni caso il virus si diffonde alla pelle attraverso i tessuti delle cellule nervose e manifesta un rash cutaneo con vescicole piene di linfa e sangue che prudono e tendono a rompersi per formare delle croste nell’arco di 10-15 giorni.

Fuoco di Sant’Antonio: Contagio

Una persona può essere contagiata da chi soffre di fuoco di Sant’Antonio soltanto se non ha mai avuto la varicella e non è stato vaccinato. In realtà quello che si trasmette è la varicella.

Il contagio avviene soltanto se la persona entra in contatto con le lesioni aperte, visto che il virus non coinvolge i polmoni e non può diffondersi per via aerea.

Va da sé che per il fuoco di Sant’Antonio non esiste il contagio con saliva emessa durante una tosse o un discorso come avviene per la varicella.

Fuoco di Sant’Antonio: Sintomi

Sintomi- foto it.wikipedia.org

Quando si parla di fuoco di Sant Antonio i sintomi vanno distinti in segnali prima e dopo la comparsa dell’eruzione cutanea.

Il rash cutaneo si manifesta da 1 a 21 giorni dopo i primi sintomi, tra i quali spiccano mal di testa, malessere, bruciore, pizzicore, ipersensibilità e febbre.

Nella fase acuta dell’herpes zoster c’è la comparsa di piccole vescicole, l’arrossamento della pelle e la sensazione di prurito e formicolio. Ci sono casi in cui il fuoco di Sant’Antonio crea fitte nell’area interessata.

Per completezza aggiungiamo che esiste un fuoco di Sant’Antonio interno, vale a dire un’espressione rara della malattia che non sviluppa l’eruzione cutanea e prende il nome di Zoster sine herpete.

Conseguenze

Il fuoco di Sant’Antonio ha tempi di guarigione variabili dalle 3 alle 5 settimane, ma può comportare anche alcune complicanze serie.

Il virus può attaccare il nervo trigemino e danneggiare irrimediabilmente la vista arrivando a compromettere la capacità visiva.

Se il virus attacca il nervo vestibolo-cocleare dell’orecchio allora si potrebbe andare incontro a vertigini e addirittura alla perdita dell’udito.

In altri casi, invece, il virus può alterare la capacità dei nervi di decifrare gli input esterni e provocare una nevralgia post erpetica (dolore persistente nell’area).

Gravidanza

Gravidanza- foto pixabay.com

Il fuoco di Sant’Antonio può colpire le donne in gravidanza, ma fortunatamente non provoca danni né al nascituri né alle future mamme.

La situazione cambia radicalmente se la donna incinta manifesta le vescicole nella zona intima o contrae la varicella.

Nel primo caso la futura mamma potrebbe andare incontro a qualche disturbo in più durante il parto mentre nel secondo caso potrebbe trasmettere la varicella al neonato.

Diagnosi

La diagnosi del fuoco di Sant’Antonio non è poi scontata come si potrebbe pensare, soprattutto perché i sintomi che precedono lo sfogo cutaneo possono essere confusi con altri tipi di problemi.

L’intuizione del medico, però, può trovare riscontro attraverso la verifica della presenza degli anticorpi Zoster IGM e IGG nel sangue.

In pratica il corpo risponde alla riattivazione del virus ancor prima che arrivi lo sfogo di Sant’Antonio e questo permette di diagnosticarla in tempo.

Fuoco di Sant’Antonio: Cure

Farmaci- foto pixabay.com

Il fuoco di Sant’Antonio si cura essenzialmente riducendo il dolore e accelerando della guarigione con farmaci antivirali.

Per lenire i sintomi dolorosi dell’eruzione cutaneo si può ricorrere a impacchi freddi applicati sull’area e analgesici cremosi o fluidi prescritti dal medico per lenire il dolore nella zona colpita dall’eruzione.

Prevenzione

Gli adulti che hanno contratto il virus della varicella ed entrano a contatto con bambini possono prevenire la comparsa dell’herpes zoster aumentando le difese immunitarie.

Il Servizio Sanitario Nazionale mette a disposizione una vaccinazione antizoster gratuito per tutti gli over 65 da gennaio 2017.

Il vaccino antizoster agisce come prevenzione, rinforza le difese immunitarie e previene la riattivazione del virus VZN.

Fuoco di Sant’Antonio: Cibi da evitare

Mandorle- foto pixabay.com

L’alimentazione può rafforzare il sistema immunitario e quindi fungere da forma di prevenzione per la riattivazione del virus VZN.

Tra i cibi consigliati ci sono quelli ricchi di vitamine e zinco e i probiotici naturali mentre tra i cibi da evitare spiccano quelli con alte percentuale di arginina come arachidi, mandorle, nocciole, fave, ceci, legumi e lenticchie.

Fuoco di Sant’Antoni: Come lavarsi?

In presenza del rash cutaneo è opportuno lavarsi senza sfregare o tamponare in modo da non rompere le vescicole.

Le persone affette da herpes zoster dovrebbero evitare di irritare le vescicole con saponi troppo aggressivi sulla pelle.

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