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Flebite superficiale o profonda: cause, sintomi e cure

La flebite è un termine usato per indicare una situazione di infiammazione a carico delle pareti di una vena di un arto inferiore o superiore.

Vene gonfie e dure- foto pkt.pl

La flebite cos’è? Iniziamo col dire che il sistema venoso vanta un sistema superficiale e un sistema profondo messi in comunicazione dalle vene perforanti.

Questa condizione viene ricondotta alla formazione di un trombo, un coagulo di sangue che infiamma le pareti e compromette l’apporto di sangue e ossigeno a tessuti e organi del corpo.

Nessuna vena può dirsi al sicuro, visto che non si può parlare soltanto di tromboflebite superficiale o trombosi venosa superficiale.

È un problema che coinvolge maggiormente le gambe e i piedi, ma può manifestarsi anche nelle braccia a causa di iniezioni o prelievi.

In linea di massima si può parlare di flebite superficiale che colpisce una vena posta appena sotto la cute e flebite profonda che interessa una vena posizionata in aree più profonde della pelle.

Non è tutto, visto che può essere anche asintomatica e non permettere la diagnosi immediata attraverso l’analisi dei suoi sintomi tipici come dolore, gonfiore, calore e intorpidimento.

Flebite: Cause

Vene varicose- foto politispress.gr

La flebite al piede, al braccio o alla gamba può essere causata da diverse situazioni, dalla vita sedentaria al trauma fino ai problemi di coagulazione del sangue.

  • Danni alle pareti venose – Le pareti delle vene possono essere state danneggiate da traumi, infezioni o inserimento di aghi.
  • Vene varicose – Le dilatazione delle vene (vene varicose) possono determinare la tromboflebite superficiale con dolori e problemi nella zona.
  • Problemi di coagulazione – Il sangue può coagularsi in molto alterato a causa di problematiche acquisite o congenite.
  • Gravidanza – I mesi di gestazione potrebbero predisporre alla formazione di trombi a causa dell’aumento di ormoni, la compressione della pancia sulle vene del bacino e il peso.
  • Sedentarietà – La vita sedentaria o l’immobilità prolungata possono rallentare il sistema venoso e danneggiare le pareti delle vene.
  • Obesità – L’obesità favorisce il ristagno di sangue nel sistema venoso e predispone all’infiammazione e quindi alla formazione di coaguli.
  • Esposizione al sole – Il calore dei raggi solari dilata le vene superficiali e promuove il ristagno del sangue, predisponendo ai problemi venosi.
  • Tumore – La presenza di un tumore potrebbe impedire la corretta coagulazione del sangue e favorire la formazione di trombi venosi.
  • Pillola anticoncezionale – La formazione di trombi viene facilitata dall’aumento della coagulazione del sangue provocato dalla pillola contracettiva.

Tipi di flebite

La flebite al braccio, alla gamba o al piede può essere classificata in base ai fattori che hanno dato vita al processo infiammatorio a carico delle vene.

  • Flebite meccanica – Si manifesta a seguito dello sfregamento tra un ago e l’endotelio durante un accesso vascolare.
  • Flebite chimica – A causare l’infiammazione è l’effetto irritante sulle pareti venose di alcuni farmaci o soluzioni di farmaci.
  • Flebite batterica – La causa scatenante della flebite infettiva o settica è l’azione di batteri penetrati attraverso flebo o siringhe in un ambiente non asettico.
  • Falsa flebite – È una condizione di flebite linfatica (vaso linfatico) che può destare parecchia confusione.

Flebite: Sintomi

Dolore alle gambe- foto kenko-pita.com

I sintomi della flebite possono variare ma, essendo causata da un’infiammazione, si manifesta con rossore, gonfiore, senso di calore e dolore.

A questo si aggiungono sintomi correlati come problemi alla zona colpita (flebite sul dorso del piede, alla gamba o alle braccia con prurito e gonfiore).

In caso di flebite al piede, al braccio o alla gamba superficiale è possibile sentire la vena gonfia e dura al tatto, ma non si manifesta la febbre alta.

La situazione diventa più preoccupante in caso di flebite profonda perché spesso è asintomatica in uno stato iniziale e crea problemi evidenti a deambulare, edema e gonfiore soltanto successivamente.

Il problema è che la presenza del trombo alla gamba o al braccio compromette la funzione circolatoria e il normale afflusso di sangue ossigenato a tessuti e organi.

Prognosi e conseguenze

La tromboflebite superficiale come la flebite alla gamba ha sintomi lievi e può rientrare nell’arco di 2-6 settimane senza troppi rischi, salvo veder comparire un cordone fibroso come conseguenza.

Ma con la flebite quando preoccuparsi veramente? Quando si percepisce dolore e gonfiore forti di una vena, si sente un aumento improvviso del dolore e si ha febbre alta.

Tra le complicanze più pericolose ci sono infatti l’embolia polmonare (parti del trombo che ostruiscono una vena arteriosa polmonare), l’infarto (parti del trombo che ostacolano l’afflusso di sangue al cuore) e l’infezione della vena (parti danneggiate sono soggette a infezioni). Quindi con la flebite si muore.

Diagnosi

Analisi- foto pixabay.com

La diagnosi risulta molto importante per trovare la terapia giusta ed evitare complicazioni anche piuttosto pericolose.

Il medico valuta i sintomi del paziente e può richiedere esami clinici più approfonditi per fare un quadro della situazione:

  • Esame del sangue – Un valore elevato di D-dimero indicherebbe un cambiamento nei processi di coagulazione del sangue e quindi una predisposizione.
  • Ecografia – L’esame ha il merito di mostrare la presenza o meno di coaguli di sangue nel sistema venoso.
  • Ecodoppler – Si tratta di un’ecografia bidimensionale che tiene traccia del flusso sanguigno e indica eventuali problematiche.
  • Risonanza magnetica e Tac – Questi esami possono chiarire ulteriormente una situazione poco chiara e mostrare la presenza di eventuali coaguli.
  • Esame a contrasto – L’esame utilizza un mezzo di contrasto per mostrare la zona nella quale si è formato il coagulo.

Flebite: Cura e rimedi

Dolore alla gamba- foto steemkr.com

La cura passa dall’attuazione di rimedi naturali nei casi meno gravi e dall’assunzione di una terapia farmacologica nei casi più gravi.

  • Compressione – Un bendaggio compressivo o una calza elastica a compressione graduata possono essere favorire il normale flusso sanguigno e ridurre rossore, dolore e gonfiore.
  • Attività fisica – Con la flebite è meglio il riposo o il movimento? Dire addio alla vita sedentaria e praticare un po’ di sport può essere utile a stimolare la circolazione sanguigna e sciogliere i coaguli.
  • Alimentazione – I menu devono fare spazio a ingredienti antiossidanti quali frutti rossi, arance e pomodori in modo da rafforzare le pareti delle vene e agire sull’infiammazione in modo naturale.
  • Impacchi – L’applicazione alternata di impacchi caldi e freddi dilata e restringe i vasi sanguigni stimolando la circolazione sanguigna, oltre a ridurre gonfiore e dolore.
  • Crema antinfiammatorie – Le creme antinfiammatorie possono lenire il dolore a livello localizzato.
  • Antidolorifici e antinfiammatori – I farmaci da banco a base di paracetamolo e ibuprofene aiutano a bloccare il dolore.
  • Antibiotici – Gli antibiotici vengono prescritti dal medico in caso di infezioni delle vene, una delle più comuni complicazioni.
  • Anticoagulanti – Il medico può decidere di prescrivere una terapia anticoagulante che fluidifica il sangue.

Intervento chirurgico

L’intervento chirurgico arriva quando i rimedi naturali e la terapia farmacologica non sono stati sufficienti a eliminare il trombo o la presenza di vene varicosa aumenta il pericolo di recidive. Tra i più utilizzati ci sono:

  • Stripping – La tecnica chirurgica in day hospital rimuove le vene gonfie più pericolose, praticando piccole incisioni in caso di vena lunga.
  • Filtro venoso – Il chirurgo inserisce un filtro all’interno di una vena grande con l’obiettivo di ostacolare la formazione di coaguli.
  • Bypass – Il bypass in vena viene impiantato nei casi più gravi per permettere la ripresa della circolazione sanguigna.

Prevenzione: esercizi per flebite e altro

Sollevare le gambe- foto pixabay.com

La prevenzione passa da regole di buon comportamento che tendono ad agire sui fattori di rischio: dimagrire, dedicarsi a un’attività fisica regolare e assumere farmaci con attenzione.

È necessario fare tutto quello che occorre per evitare la formazione di trombi durante i periodi di inattività: alzare le gambe quando si è sdraiati, sgranchirsi o muovere le gambe dopo qualche ore che si sta seduti, bere molta acqua ed evitare indumenti troppo aderenti.

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