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Fitness tracker: uno studio inglese mette in dubbio la sua efficacia a lungo termine!

Tutto quello che credevamo di sapere sul fitness tracker potrebbe essere messo in discussione da uno studio britannico. Calorimetro, contapassi, contachilometri e battiti scoraggiano chi non raggiunge i risultati desiderati!

Fitness tracker: uno studio inglese mette in dubbio la sua efficacia a lungo termine!- foto wareable.com

Secondo le ricerche condotte dall’Università di Birmingham e dalla Brunel University di Londra e pubblicate sull’American Journal of Health Education tutte quelle notifiche che dovrebbero spingere a mettere in piedi uno stile di vita sano ed equilibrato fatto di sport conservano un effetto breve.

L’effetto prorompente della novità di un “conta tutto” da polso tende a svanire con il tempo, soprattutto per via dei risultati insoddisfacenti.

Ebbene otto settimane di test sugli adolescenti di età compresa tra i 13 e i 14 anni di due scuole in diverse zone del Paese sarebbero bastate per sottolineare la perdita di appeal del fitness tracker.

I ragazzi hanno indossato un FitBit Charge, modelli diffusi e di tendenza del marchio che produce bracciali per il fitness e lo sport. Lo smartphone veniva usato per sfruttare l’applicazione connessa e partecipare a sondaggi e focus durante tutto il periodo di sottomissione al test.

I risultati iniziali sono stati a dir poco entusiasmanti sia per l’interesse dimostrato dai teenagers che per l’effettiva attività fisica svolta, ma successivamente questo picco si è trasformato in disinteresse verso le attività. Il risultato? Noia, pressione e irritazione.

Probabilmente uno dei fattori responsabili del calo di interesse è il numero di passi imposti dal FitBit come soglia minima giornaliera. Ben 10 mila passi potrebbero aver stancato al solo pensiero.

Non bisogna sottovalutare il fattore psicologico. Chi si è fermato prima della soglia ha percepito un senso di demotivazione e un sentimento di frustrazione nel confronto con chi riesce a reggere il passo.

Nonostante i risultati di questa ricerca, il fitness tracker rimane uno strumento efficace per massimizzare le prestazioni sportive, soprattutto se usato con consapevolezza in base allo stato fisico di partenza e all’obiettivo reale da raggiungere.

Il segreto per non cadere nella “trappola” psicologica è quello di non pensare troppo al traguardo altrui, concentrando le energie sui singoli obiettivi personali e sul risultato finale.

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