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Eufrasia pianta: proprietà, benefici, usi e controindicazioni

L’eufrasia o Euphrasia officinalis è una pianta appartenente alla famiglia delle Scrofulariaceae nota per le sue capacità antinfiammatorie e anticongestionanti solitamente sfruttate per tosse, raffreddore e problemi agli occhi. Scopriamola meglio!

Euphrasia officinalis- foto atlas.roslin.pl

Questa pianta erbacea annuale, originaria delle zone dai climi freddi e temperati di Europa, Asia settentrionale e Nord America, presenta un fusto dritto, cilindrico e ramoso di 25-35 centimetri, delle foglie opposte, ovali e piccoli, dei fiori bianchi con striature viola e dei semi grigiastri.

Il nome eufrasia dato alla pianta deriva dall’unione delle parole greche “eu” (bene) e “phren” (animo), una chiara allusione all’elegante portamento.

La pianta fu citata per la prima volta da Ildegarda di Bingen, una religiosa e naturalista Benedettina che la consiglia nelle ferite e non per la cura degli occhi.

Soltanto successivamente si iniziò a parlare della pianta come rimedio naturale con virtù lenitive e astringenti per le affezioni oculari sarebbe.

L’Euphrasia officinalis, grazie al suo gusto fortemente amaro, veniva impiegata anche per stimolare l’appetito e migliorare i processi digestivi.

Costituenti chimici

La pianta dalla distribuzione cosmopolita presenta un fitocomplesso chimico particolarmente adatto per sviluppare proprietà antinfiammatorie e anticongestionanti:

  • Acidi fenolici (acido caffeico, acido clorogenico e derivati)
  • Flavonoidi
  • Glicosidi
  • Iridoidi
  • Lignani
  • Olio essenziale
  • Polifenoli
  • Tannini

Eufrasia: Proprietà

Erba degli occhi- foto experto.de

L’Euphrasia officinalis è una delle tante specie del genere Scrofulariaceae, quella più sfruttata in omeopatia e nella medicina popolare nota anche con il nome di erba degli occhi:

  • Antinfiammatoria – L’attività antinfiammatoria dell’aucubina sembra particolarmente efficace in caso di affezioni agli occhi, orzaiolo, raffreddore, tosse con catarro, rinite allergica e sinusite.
  • Epatoprotettiva – La molecola aucubina sviluppa un’attività epatoprotettiva in caso di danni dovuti all’avvelenamento da tetracloruro di carbonio e alfa-amanitina o al virus dell’epatite B.
  • Decongestionante – La pianta viene usata soprattutto a livello oculare (impacchi oculari o colliri) per alleviare i sintomi della congiuntivite provocata da allergia, esposizione ad agenti atmosferici o agenti irritanti.

Modalità d’uso

Collirio- foto alestqlal.com

L’Euphrasia officinalis può essere venduta in erboristeria e negli e-commerce specializzati sotto forma di preparati per tisane, gocce orali, granuli e collirio.

La quantità di questo rimedio omeopatico varia da persona a persona e in relazione al tipo di disturbo e al tipo di preparazione impiegata:

  • Decotto – Basta versare un cucchiaio di erba secca in una tazza di acqua, portare a ebollizione per 10-15 minuti, filtrare e lasciare raffreddare prima di realizzare degli impacchi immergendo una garza nella soluzione e applicando l’infuso sugli occhi per 20 minuti o meno tempo per più volte al giorno (2-3 volte).
  • Tintura madre – In questo caso è sufficiente versare 4-5 gocce di tintura madre per 150 ml di acqua tiepida e utilizzare la miscela per realizzare degli impacchi sugli occhi da tenere in posa per 15-20 minuti.
  • Collirio – L’eufrasia collirio viene venduto in erboristeria e in farmacia per far fronte ai disturbi agli occhi più comuni in modo naturale.
  • Compresse – Le compresse a base di Euphrasia officinalis possono essere utilizzate per realizzare suffumigi efficaci in caso di raffreddore, febbre da fieno e tutti i primi disturbi da raffreddamento.
  • Lozione – L’infuso può essere usato come collutorio utile in caso di infiammazioni di gola e bocca e stomatiti oppure come lozione per curare irritazioni della pelle.

Controindicazioni

Preparato di euphrasia- foto terzaluna.com

L’uso dell’eufrasia come rimedio naturale non ha rivelato particolari effetti collaterali o controindicazioni, fatta eccezione per i casi di ipersensibilità a uno o più componenti della pianta.

C’è da segnalare, però, che un eccessivo della tintura madre (quasi 50-60 gocce di eufrasia) potrebbe provocare sintomi lievi riconducibili a un’intossicazione: mal di testa, confusione mentale, innalzamento della pressione oculare, arrossamento, offuscamento della vista, nausea, stitichezza, tosse e insonnia.

Considerando la potenziale insorgenza di questa sintomatologia, l’uso fai da te dell’euphrasia collirio viene sconsigliata in caso di gravidanza.

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