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Disbiosi intestinale: cause, sintomi e cure

Disbiosi intestinale: cause, sintomi e cure

Per disbiosi si intende uno stato di squilibrio microbico delle mucose. L’esempio più comune è quello della disbiosi intestinale ovvero un’alterazione degli enzimi e della flora batterica intestinale. Non si tratta di una vera e propria malattia ma di un problema che affligge molte persone e che può provocare diversi disturbi.

Disbiosi intestinale- foto esterveronesi.it

È necessario conoscere a fondo la funzione e il significato della flora intestinale, un ecosistema costituito da una serie di microrganismi (ceppi di batteri) fondamentali per la salute generale, sin dai primi giorni di vita. La presenza di questi batteri “buoni” crea un ambiente inospitale, modifica il PH e contrasta l’azione degli agenti patogeni.

Le 400-500 specie diverse dei “microbi” della flora intestinale svolgono un ruolo fondamentale all’interno dell’organismo

  • Controllano la proliferazione di batteri patogeni
  • Decompongono le nitrosamine (sostanze potenzialmente cancerogene)
  • Assorbono le sostanze nutritive derivate dagli alimenti come β-alanina, vitamine del gruppo B e vitamina K
  • Controllano il PH intestinale su valori acidi
  • Mantengono il trofismo intestinale
  • Normalizzano la peristalsi dell’intestino (brevi contrazioni della muscolatura liscia)
  • Aumentano la resistenza alle malattie

In funzione del tipo di processo di alterazione della flora batterica dell’intestino si possono verificare due tipi di disbiosi differenti:

  • Putrefattiva – Si sviluppa nel colon e viene prodotta da un’alimentazione a base di carne e grassi.
  • Fermentativa – Trova origine nell’intestino tenue e cieco e viene determinata da una dieta a base di carboidrati.

Disbiosi intestinale: Cause

Cause disbiosi intestinale- foto federconsumatori-fvg.it

Sono davvero molte le cause che possono determinare una disbiosi intestinale ovvero uno squilibrio tra i batteri della flora intestinale:

  • Intolleranze alimentari
  • Malattie (infestazioni parassiti o infezioni intestinali)
  • Alimentazione scorretta (diete povere di fibre, frutta e verdura e ricche di carne)
  • Cibi di qualità scadente (conservanti, fertilizzanti chimici e pesticidi)
  • Terapie antibiotiche eccessivamente lunghe
  • Problemi di stipsi
  • Scarsa attività fisica
  • Stress
  • Abuso di alcool e sigarette

Disbiosi intestinale: Sintomi

Sintomi disbiosi intestinale- foto cicciottelli.it

Ma quali sono i sintomi della disbiosi intestinale?  In caso di alterazione dell’equilibrio della flora intestinale, il corpo inizia a fornire una serie di segnali:

  • Diarrea
  • Gonfiore addominale
  • Nausea
  • Vomito
  • Cattiva digestione
  • Stitichezza
  • Sbalzi di umore
  • Senso di spossatezza
  • Disturbi del sonno
  • Infezioni vaginali di Candida
  • Cistiti
  • Prostatiti

Lo stato di disbiosi intestinale provoca conseguenze molto serie a carico dell’intestino, soprattutto se si tratta di una condizione protratta nel tempo:

  • Colon irritabile
  • Morbo di Crohn
  • Poliposi
  • Neoplasie

Conseguenze

Quando la flora batterica è alterata non riesce a produrre metaboliti capaci di gestire i processi infiammatori, originando formazioni che possono evolvere anche in maniera maligna.  Lo squilibrio provoca un arresto del normale funzionamento del sistema immunitario e indurre lo sviluppo di malattie autoimmuni:

  • Intestino – Morbo di Crohn
  • Fegato – Insufficienza epatica, ipertensione alla vena porta e cirrosi
  • Sistema immunitario – Intolleranze e allergie varie

Diagnosi

Diagnosi disbiosi intestinale- foto centroreem.it

La diagnosi di disbiosi intestinale parte da un’attenta analisi della sintomatologia del paziente per poi affidarsi alla verifica della condizione attraverso test specifici:

  • Disbiosi test – I batteri patogeni della flora batterica nelle urine viene sottolineata dalla presenza di indicano (prodotto di metabolizzazione dei batteri putrefattivi del piccolo intestino) e scatolo (metabolito del triptofano dei batteri dell’intestino crasso).
  • Scansione dei batteri nelle feci – La coltura delle feci permette di quantificare e identificare i batteri presenti come segnale della disbiosi intestinale.

Disbiosi intestinale: Cure e terapie

Probiotici- foto efarma.it

La diminuzione dei batteri salutari (es. Lactobacillus Acidophilus e Biphidus) a favore della proliferazione dei batteri nocivi (es. Bacillus Coli) genera fermentazioni anomale e putrefazioni che mutano la temperatura intestinale, infiammano la mucosa, inquinano l’intestino e riducono le difese immunitarie.

La somministrazione di integratori di microrganismi benefici (Probiotici) è il primo strumento terapico per favorirne la crescita e ripristinare il normale equilibrio della flora intestinale.

I microrganismi vivi, grazie anche ad un processo di micro-incapsulazione che permette loro di superare la barriera gastrica, arrivano ancora vitali nell’ecosistema intestinale, colonizzano l’intestino e si comportano come un disinfettante intestinale in grado di ristabilire l’equilibrio perduto.

È necessario mantenere una corretta alimentazione contro il dismicrobismo intestinale per non affaticare l’intestino: pasti leggeri e frequenti, assunzione di molti liquidi, nessuna associazione di carboidrati e proteine nello stesso pasto, eludere l’assunzione di carne grassa e nessun abuso di sale e salsa.

Terapie mediche

I fermenti lattici vivi e il regime alimentare possono non bastare per riportare la flora batterica intestinale a una condizione di eubiosi. Per ristabilire l’equilibrio è possibile applicare la seguente anche il protocollo di idrocolonterapia, un lavaggio del colon con clisteri di acqua per liberarlo da residui fecali, batteri e funghi.

Laureata in Informazione e sistemi editoriali, amante della cultura orientale e appassionata di benessere, salute e fitness.

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