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Dieta Atkins: di cosa si tratta?

Dieta Atkins

Dopo molte critiche e dissensi, la dieta Atkins è stata rivalutata e, negli ultimi anni, è approdata in Europa ( Italia compresa). Inizialmente, la dieta Atkins era stata definita una dieta errata e pericolosa per la salute in quanto ritenuta una potenziale causa di disturbi cardiovascolari, di malattie renali e dell’aumento patologico del colesterolo ma con gli anni è stata rivalutata sino ad essere classificata come una vera e propria dieta dai risultati eccellenti. Basti pensare che il regime alimentare professato dalla dieta Atkins è nato negli anni 70’ da un’idea del cardiologo Americano Robert C. Atkins (da cui la dieta ha preso il nome) allo scopo di tenere sotto controllo il diabete mellito. Recenti studi statunitensi avrebbero inoltre dimostrato che tale dieta apporta all’organismo un più alto livello di HDL, il colesterolo “buono”, che contribuisce alla prevenzione dell’arteriosclerosi.

Sfatate dunque le dicerie e le credenze negative circa questa particolare dieta, procediamo cercando di capire:

  1. Quali sono i principi nutrizionali della dieta Atkins
  2. Perché funziona
  3. Cosa prevede che si mangi

La dieta Atkins ruota tutta attorno a semplici e fondamentali principi mirando alla perdita di peso, al mantenimento di quello raggiunto e della buona salute. Riducendo al massimo la dose di carboidrati l’organismo utilizza come fonte d’energia sia i grassi introdotti con l’alimentazione sia quelli depositati nel tessuto adiposo come riserva energetica e questo conduce a una diminuzione della massa corporea grassa e, in conseguenza, del peso. Esiste infatti una soglia di assunzione minima di carboidrati definita come “livello critico di carboidrati per la perdita”, (in inglese Critical Carbohydrate Level for Loosing, CCLL) al di sotto della quale comincia l’assorbimento dei grassi.

Simile per alcuni versi alla dieta metabolica anche la dieta Atkins quindi punta a mantenere costanti i livelli di insulina bruciando grassi e proteine al posto dei carboidrati il che aumenta il senso di sazietà e la produzione di ormoni anabolici che, abbinati a una corretta attività fisica, favoriscono l’aumento della massa muscolare e del metabolismo basale.

La dieta Atkins si articola in 4 fasi principali:

  1. Fase di induzione
  2. Fase di continuazione della perdita di peso
  3. Fase pre-mantenimento
  4. Fase di mantenimento

Durante la fase di induzione, che è consigliata far durare non più di 2 settimane, l’assunzione di carboidrati dev’essere ridotta al minimo ovvero a circa 20g netti al giorno preferendo il consumo di insalata, frutta e verdura come broccoli zucca, cavolfiore e spinaci e evitando, almeno in queste due settimane, i legumi, ricchi di amido, e gli alimenti ricchi di fibre. Ovviamente la carne (sia bianca che rossa) le uova e il pesce possono essere consumati liberamente ricordando che devono essere assunti, in tutta la giornata, almeno 8 bicchieri di acqua.

Durante la fase di continuazione della perdita di peso la dose di carboidrati assunti quotidianamente deve ugualmente essere limitata seppure aumentandola di 5g ogni settimana e ricominciando ad introdurre nell’alimentazione quei carboidrati ricchi di fibre fino ad individuare il “livello critico di carboidrati per la perdita”. In questa fase è bene tenere sotto controllo attentamente la bilancia e, quando la perdita di peso si ferma, ricominciare a eliminare i carboidrati dalla dieta 5g al giorno fino a giungere a circa 4 chili in più rispetto al peso desiderato. In tutta questa fase, cibi assolutamente vietati sono pane, pasta, cereali e dolci.

Giunti alla fase di pre-mantenimento l’apporto glucidico (di carboidrati) può aumentare di 10g alla settimana badando di non continuare a scendere di peso eccessivamente. 500g sono consentiti ma è consigliabile non andare oltre.

L’ultima fase, quella di mantenimento, prevede che si consumi la quantità giusta (che ovviamente è soggettiva) di carboidrati che renda bene energeticamente ma che non comporti un aumento di peso. In quest’ultima fase è permessa l’integrazione di tutti quegli alimenti dapprima vietati cercando di non esagerare né coi carboidrati né con gli alimenti molto calorici e tenendo a mente che, semmai il peso ricominciasse a salire, si potrà sempre ricominciare dall’inizio.

Anche se a primo impatto può sembrare difficile riuscire a portare avanti una dieta del genere in realtà il segreto sta nel trovare il giusto equilibrio, nell’imparare ad ascoltare il proprio corpo e le sue reazioni.

Pro e contro della dieta Atkins

Oltre ai pregi che parrebbe avere questa dieta, molti sono stati i giudizi negativi a riguardo soprattutto perché un minimo apporto glucidico (e quindi di glucosio, fonte primaria di nutrimento per l’organismo), unito a un elevato apporto proteico può condurre a chetosi una sindrome metabolica a causa della quale si formano delle sostanze chetoniche in eccesso nell’organismo che possono provocare una serie di disturbi tra cui la perdita di calcio che aumenta il rischio di contrarre osteoporosi e calcoli renali. Inoltre, se l’alimentazione consigliata dalla dieta Atkins non viene integrata con un apporto supplementare (integratori multivitaminici, integratori di calcio e/o di ferro etc), il basso contenuto di fibre e vitamine insieme alla grande quantità di grassi saturi che si introducono con la stessa possono anche condurre a:

  1. Disturbi cardiaci
  2. Disfunzioni renali
  3. Complicazione del diabete
  4. Osteoporosi
  5. Cancro colorettale
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