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Depressione post-partum: Come sostenere una neomamma

Depressione post-partum

Il neonato è un esserino apparentemente fragilissimo che dipende totalmente dalle cure della mamma e a volte per una puerpera può risultare difficile affrontare questo momento sia per questioni fisiche che psicologiche. Dopo il parto la donna è molto stanca ma non può concedersi un periodo di grande riposo perché il neonato deve essere accudito, vegliato, allattato. Inoltre, la tempesta ormonale che segue una madre durante la gravidanza non si conclude dopo il parto ma il corpo della donna deve trovare in tal senso un equilibrio.

Risulta quindi facile al pianto, a pensieri negativi, a sentimenti di amore e rabbia nei confronti del proprio figlio che la fanno sentire in colpa. Una madre può anche non sentirsi all’altezza del nuovo ruolo che deve ricoprire e quindi cadere vittima dell’ansia e dell’inquietudine. Ci sono invece madri che pensano di essere le uniche a poter gestire il neonato e si sentono “onnipotenti”. In tal modo non delegano a nessun altro, parente o amico, la cura del neonato ma in questo modo si affaticano oltre misura arrivando allo sfinimento.

Il baby blues

Tutte le emozioni ricordate sopra sono comuni in una puerpera e vanno catalogate sotto il nome di baby blues, un periodo difficile, in cui la neomamma è molto fragile emotivamente e psicologicamente. Ha bisogno di avere attorno parenti, amici e soprattutto il proprio partner per essere aiutata e condividere questo momento. Il baby blues in genere passa spontaneamente, una volta che la giovane madre ritrova un equilibrio nella propria vita, tra lavoro-ruolo di madre e donna.

Depressione post-partum

La depressione post-partum al contrario non sparisce da sola. Dopo 6/7 mesi la neomamma è ancora vittima di questi sentimenti negativi e in modo amplificato. Durante il periodo della gravidanza il corpo ha prodotto notevoli quantità di estrogeni e subito dopo il parto, il loro valore si abbassa notevolmente. Nelle 48 ore sucessive alla nascita, c’è un crollo di estrogeni ma anche di progesterone e cortisolo. Questi abbassamenti improvvisi di ormoni hanno ripercussioni sul tono dell’umore della donna e si avvertono in maniera maggiore in presenza di altri fattori predisponenti.

Questi fattori possono essere:

  1. antecedenti familiari di disturbi depressivi;
  2. storia personale di disturbo depressivo;
  3. esperienze traumatiche infantili;
  4. assenza di sostegno sociale;
  5. eventi stressanti,
  6. difficoltà relazionali;
  7. predisposizione personale al fenomeno.

Come sostenere la nuova mamma

Una delle misure fondamentali per evitare l’insorgere della depressione post-partum è garantire alla neomamma un sostegno affettivo costante.
Nel periodo successivo alla nascita del bambino è importante che la neomamma sia circondata da una rete di supporto che la rassicuri e la incoraggi nelle sue prime interazioni col bebè.

La neomamma dovrebbe ricevere il messaggio che sentirsi disorientata e inadeguata o anche ostile nei confronti del proprio figlio, magari tanto atteso, non è una colpa di cui ci si deve vergognare ma è un fenomeno naturale e transitorio.

Una neomamma dovrebbe sentirsi libera di confidare quello che prova senza timore di essere criticata.

Per questo motivo, in molti ospedali che ospitano reparti di maternità, sono stati messi a punto dei servizi di assistenza alle puerpere. Gli incontri con psicologi continuano anche una volta uscite dall’ospedale con cadenza regolare in modo che la mamma possa sentirsi seguita e aiutata da personale qualificato che non è lì per criticarla ma per darle una mano.

Una neomamma dovrebbe avere la possibilità di delegare quanto più possibile in modo da ritagliarsi degli spazi suoi come andare dall’estetista o dal parrucchiere o al limite per riposarsi.

Chi è single dovrebbe avere attorno a sé una rete di familiari e amiche mentre che ha un partner può delegare una parte di impegni a lui.

Per concludere, la depressione post-partum può essere sconfitta se:

  1. La neomamma può parlare di come si sente e di quello che prova senza vergognarsene.
  2. Confidarsi con il partner
  3. Accettare ogni sentimento ed emozione, anche quelli pioù sgradevoli
  4. Non pretendere troppo da se stessa
  5. Rispettare i propri tempi di adattamento
  6. Delegare quanto possibile
  7. Non cadere nella trappola dell’onnipotenza
  8. Ritagliarsi piccoli spazi.
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