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Dal miele e dalla propoli arriva un aiuto contro il Covid: la quercetina. Bufala o speranza?

Miele e propoli sono considerati da sempre degli ottimi ricostituenti naturali, ma ora potrebbero dare una nuova speranza. Ma la quercetina può aiutare contro il Covid?

La campagna di vaccinazione ha dato speranza a quanti non riescono a vedere la luce in fondo al tunnel, ma le ricerche per trovare altri alleati contro il Covid non si sono fermate.

Negli ultimi mesi la molecola quercetina presente in molti alimenti tra cui il miele e la propoli ha fatto ben sperare di aver trovato una speranza contro il nuovo Coronavirus.

L’attenzione verso la quercetina ha fatto nascere due fronti avversi: chi è entusiasta di quanto scoperto e chi è restio a pensare a un rimedio naturale come arma contro questo virus.

Cos’è la quercetina?

Prima di capire se caldeggiare per i sostenitori o schierarsi con i detrattori è necessario capire cos’è la quercetina e quali sono le sue proprietà.

La quercetina è un flavonoide presente come aglicone di vari glicosidi in molti alimenti, primi tra tutti per l’appunto il miele e la propoli (ma anche capperi, pomodori, radicchio, cipolla rossa, broccoli, uva, frutti di bosco, agrumi, mele e olive).

È un composto con proprietà antinfiammatorie e antiossidanti particolarmente sfruttato nelle formulazioni e nei rimedi dall’azione antiage, ma non solo.

  • Invecchiamento – La quercetina contrasta l’attività dei radicali liberi promossa dall’esposizione ai raggi solari o dallo stress e impedisce le alterazioni nella formazione di collagene.
  • Infiammazioni – Il composto ostacola l’avvio delle fasi che liberano i composti pro-infiammatori e giocano un ruolo nella comparsa di malattie come artrite, allergie, psoriasi, lupus e altre.
  • Azione ossidativa – Da un lato combatte l’azione dei radicali liberi mentre dall’altro lato protegge l’attività antiossidante di enzimi prodotti all’organismo (glutatione perossidasi, glutatione reduttasi, catalasi e altri).
  • Problemi cardiovascolari – La capacità della quercetina di agire come antiaggregante piastrinico e antitrombotico limita il rischio di malattie cardiovascolari.
  • Fragilità capillari – Alcuni glucosidi si comportano come antiemorragici e antiedemigeni naturali limitando la comparsa di emorroidi, problemi legati all’insufficienza venosa e vene varicose.
  • Tumore – Secondo alcune ricerche di laboratorio, la quercetina sarebbe in grado di bloccare la crescita e addirittura fare morite le cellule tumorali.

La quercetina può aiutare contro il Covid?

Le proprietà formidabili attribuite alla quercetina provengono da ricerche in vitro o ricerche su modelli animali. Non sono frutto di studi clinici.

Negli ultimi mesi c’è stato un incremento di queste ricerche intorno al flavonoide presente in particolare nel miele e nella propoli per trovare un valido alleato contro il nuovo Coronavirus e la pandemia in atto.

Molti hanno visto nelle virtù antinfiammatorie, antiossidanti e potenzialmente antitumorali della quercetina un aiuto per il sistema immunitario impegnato contro batteri, agenti patogeni e virus (SARS-CoV-2 compreso).

A dare man forte a questa teoria promettente sono arrivate due ricerche condotte sulla quercetina proprio in quest’ottica.

Il primo studio di alcuni ricercatori dell’Università di San Paolo e dell’Università di Miami ha sottolineato la capacità di alcuni componenti della propoli di influenzare l’enzima che facilita la replicazione del virus e apre le porte all’infezione.

Tra l’altro la propoli sarebbe capace di bloccare un enzima che si comporta come trasmettitore cellulare e quindi aumenta la capacità del virus di creare danni.

A finire sotto i riflettori della ricerca pubblicata da Biomedicine & Pharmacotherapy sono stati la galangina, la quercetina e l’acido caffeico già conosciuti per le loro capacità antinfiammatorie.

Il secondo studio internazionale pone l’attenzione proprio sul ruolo che la quercetina potrebbe ricoprire nella guerra al nuovo Coronavirus.

I ricercatori italo-spagnoli hanno rintracciato la capacità della quercetina di destabilizzare la proteina 3CLpro del Sars-CoV-2 e ostacolare lo sviluppo del virus.

La quercetina, secondo i risultati diffusi dal Consiglio nazionale delle ricerche o Cnr, potrebbe diventare la base dalla quale partire per creare una molecola più piccola e più potente da usare per produrre farmaci necessari per curare chi è infetto e non può vaccinarsi.

Bufala o l’inizio della rinascita?

Le ricerche hanno dato risultati promettenti, almeno sul piano teorico, ma non sono state sufficienti a evitare critiche e dubbi.

Alcuni membri della comunità scientifica hanno sottolineato come le evidenze dello studio italo-spagnolo siano frutto di un lavoro in vitro.

Inoltre la quercetina non è l’unica molecola naturale a poter ostacolare la proteasi 3CLpro del Sars-CoV-2 e per qualcuno il flavonoide baicalina sarebbe ancora più promettente.

Di fatto alcuni esperti del settore hanno espresso le loro perplessità riguardanti la validità effettiva di un flavonoide come la quercetina: insolubile, priva di attività specifica comprovata e non assorbibile al 100%.

Purtroppo si tratta di ipotesi che, seppur molto promettenti, non possono assicurare l’inibizione della proteina 3CLpro del virus.

L’unico punto fermo di queste ricerche e ipotesi sembra essere il rafforzamento del sistema immunitario come forma di prevenzione naturale.

Come rinforzare il sistema immunitario? È necessario seguire una dieta sana ed equilibrata, fare attività fisica regolare, gestire le fonti di stress, meditare, mantenere un ottimo ciclo sonno/veglia, assumere qualche integratore per rinforzare il sistema immunitario e sorridere.

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