Cosa sono le protesi dentarie

protesi dentarie

Se la protesi è fissa il dentista la cementifica ed è impossibile rimuoverla da soli. Se la radice del dente malato risulta sano, la corona può essere cementificata per sostituire il dente mancante così come il ponte (per un massimo di tre denti artificiali) può appoggiarsi sui pilastri laterali dei denti sani per sostituire un intero dente o anche tre.

La protesi dentaria può essere anche mobile. Se è parzialmente mobile consiste in una struttura di metallo il cui ingombro è ridotto al minimo e che anche sorridendo, non è visibile. L’altra parte è costruita da materiale resinoso su cui sono impiantati i denti artificiali. L’apparecchio viene agganciato ai denti sani e in parte alla gengiva.

La protesi dentaria mobile, o dentiera, è sfruttata soprattutto dagli anziani che hanno ormai pochi denti e quelli che hanno sono malati. In tal caso la sostituzione risulta totale.

Viene applicata una struttura di resina acrilica con al massimo 14 denti artificiali e il tutto è applicato con colle speciali per dentiere. Il paziente può togliersi da solo la protesi e procedere con la pulizia quotidiana e durante la notte può e dovrebbe dormire senza per maggior prudenza, non essendo questa una protesi fissa ma che potrebbe anche involontariamente staccarsi causando asfissia.

Realizzare una protesi mobile richiede tempo e grande abilità. Scegliete quindi con molta attenzione lo specialista da cui andare.

Per iniziare, il dentista prenderà l’impronta dei vostri denti (arcata inferiore e superiore se si tratta di una dentiera completa) e quindi studierà l’articolazione tra le due arcate in modo che l’odontoiatra possa ricostruire un modellino come prova prima di procedere alla costruzione della protesi definitiva. Non è facile abituarsi da subito alla nuova protesi soprattutto per l’arcata inferiore che risulta meno stabile ed in più la lingua può avvertire una specie di impedimento. Non spaventatevi quindi se all’inizio sentirete come un corpo estraneo all’interno della vostra bocca. Questa sensazione è destinata a scomparire del tutto, se ovviamente il lavoro è stato fatto in modo accurato.

L’igiene orale

igiene orale

Anche in caso di protesi dentarie mobili l’igiene orale è importantissima come per i denti naturali. La dentiera va spazzolata con cura con il dentifricio e uno spazzolino apposito e la bocca risciacquata abbondantemente con il colluttorio. Di solito, anche se tenuta con la massima cura, una dentiera va cambiata con una nuova ogni 5 anni poiché le gengive tendono a ritirarsi e anche l’arcata dentaria si modifica provocando problemi alla masticazione.

Se la sostituzione non avviene nei tempi giusti, si può andare incontro ad una serie di disturbi come mal di testa o male di orecchie. La digestione può risultare difficoltosa in quanto la masticazione non viene fatta in modo corretto e le gengive sono più sensibili e dolenti.

Ultimamente, le protesi dentarie mobili stanno lasciando il campo a quelle fisse perché più stabili e alla lunga più vantaggiose.

L’Italia, secondo statistiche effettuate per conto della SIO (Società Italiana di Implantologia Osteointegrata) sarebbe tra i paesi in cui è molto diffusa la pratica dell’impianto.

Impianto con viti di titanio

Normalmente, una volta estratto il dente, viene inserita una vite in titanio direttamente nell’alveolo del dente in modo che su questo perno possa poi essere fissato il dente artificiale. Procedendo così, il paziente avrà la sensazione di avere in bocca ancora un dente “suo” e non un corpo estraneo. Appena viene estratto il dente sarebbe meglio procedere subito con l’inserimento della vite in modo da non far ridurre l’osso, posticipando l’operazione.

E se l’osso risulta non idoneo per l’impianto?

Anche se l’osso non è adatto perché vuoto o troppo sottile e quindi debole, si può procedere ugualmente con un impianto detto iuxtaendosseo, cioè esterno all’osso. Tale nuova tecnica viene dagli Stati Uniti.

La procedura è abbastanza semplice. In anestesia locale viene presa l’impronta dell’osso mediante una TAC. Quindi, sul calco viene progettato l’impianto che prima di essere inserito, viene ricoperto con una sostanza biologica che induce la formazione di nuovo osso. Nel giro di 3-4 mesi si consolida questo processo di ossificazione e l’impianto, precedentemente inserito, diventa endo-osseo e cioè una cosa sola con l’osso che si è nel frattempo ispessito.

Ti è piaciuto l'articolo? Dai un voto!
[Totale: 0 Media: 0]