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Carie: Scoperta la molecola che la guarisce!

carieLa carie rappresenta per la maggior parte di noi un fastidioso problema, addirittura un incubo per alcuni. Una scarsa igiene orale, infatti, può favorirla e l’unico drastico rimedio conosciuto fino a poco tempo fa era il tanto temuto trapano del dentista.

Ma arriva dal Cile un’innovativa scoperta che potrebbe rivoluzionare il nostro approccio al problema ed evitare di ricorrere a questa poco gradevole procedura. Due ricercatori sudamericani, infatti, sono riusciti ad elaborare una sostanza che, a quanto pare, eliminerebbe il problema alla base, distruggendo i batteri responsabili della carie.

Stiamo parlando di Josè Còrdova della Yale University e di Erich Astudillo della Università del Cile (è anche Ceo di Top Innovation Tech). I due, in precedenza, avevano elaborato una sorta di vaccino per la carie, che, però, per problemi di protocollo non era mai stato messo in commercio. Diversa apparirebbe, però, la sorte di quest’ultima scoperta. Questi due studiosi, infatti, dopo anni di ricerca sono riusciti ad elaborare una sostanza chiamata Keep 32, in altre parole una molecola capace di eliminare i batteri della carie.

Il nome che hanno dato a questa molecola è estremamente rappresentativo di questa grande innovazione: il termine Keep, infatti, in inglese significa “mantenere” e il numero 32 si riferirebbe al numero dei denti presenti nella bocca di un essere umano (questa molecola dunque, avrebbe la grandissima potenzialità di riuscire a “farci mantenere” tutti i nostri denti).

Questa molecola, in buona sostanza, ha la capacità di annientare lo streptococco mutans, impedendogli di metabolizzare lo zucchero in acido lattico e, di conseguenza, di corrodere lo smalto dei denti. Al contrario della maggior parte dei dentifrici in commercio, che hanno la capacità di rinvigorire lo smalto, Keep 32 riuscirebbe ad eliminare il problema alla base, disintegrando in appena 60 secondi i batteri.

Un altro grandissimo pregio di questa molecola risiederebbe, inoltre, nella sua estrema versatilità, che permetterebbe, dunque, di poterla aggiungere a prodotti per la quotidiana igiene dentale (dentifrici, colluttori, filo interdentale, etc.), ma persino a dolci, caramelle o a gomme da masticare (i maggiori responsabili della carie).

A questo punto una domanda sorge spontanea: “Dove possiamo trovarla?”.

Purtroppo la molecola non è stata ancora messa in commercio (per cui aspettate a buttare dentifrici e spazzolini!), ma la si sta sottoponendo ad un ulteriore periodo di studio ed analisi, come da normale procedura, in molti centri ricerca e studi dentistici, come quello del dott. Vacca.

La sperimentazione iniziale è durata ben sette anni, nei quali la molecola si è rivelata essere estremamente efficace e versatile. Adesso i due scienziati stanno iniziando la sperimentazione sull’uomo e se questa riuscirà ad ottenere i risultati sperati, si pronostica l’arrivo della molecola Keep 32 sul mercato entro un anno.

Possiamo solo augurarci che possa essere effettivamente così, perché in tal caso l’incubo della carie verrebbe facilmente sconfitto e, cosa ancora più importante, potremmo dire addio al tanto temuto trapano del dentista. Nel frattempo possiamo solo consigliarvi di attenervi alle norme della buona igiene orale. Ecco quindi, a seguire, qualche breve consiglio:

  • Spazzolate i denti regolarmente ed utilizzate il filo interdentale. Eliminerete così, i residui di cibo che causano la proliferazione batterica.
  • Effettuate periodicamente visite dal dentista, ricorrendo almeno una volta ogni tre anni alla pulizia dei denti.
  • Evitate di assumere troppi zuccheri, oppure abbiate l’attenzione di spazzolare bene i denti dopo la loro assunzione (gli zuccheri vengono, infatti, trasformati dai batteri responsabili della carie in acido lattico, che corrode lo smalto dei denti).

Attendendo l’arrivo di questa molecola miracolosa sul mercato, speriamo che questi brevi e semplici consigli possano esservi d’aiuto, perlomeno per quanto riguarda la prevenzione della carie.

Possiamo solo augurare tanta fortuna a questi due ricercatori, che potrebbero, dunque, rivoluzionarci la vita.

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