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Attacchi di panico: Sintomi, come riconoscerli ed affrontarli

attacchi di panico

L’attacco di panico è un disturbo frequente e insidioso, occorre farsi seguire da una persona competente e preparata quando si è afflitti da esso, tuttavia, qualcosa si può fare. Esistono dei piccoli accorgimenti che possono migliorare e soprattutto, aiutare a gestire gli attacchi di panico.

Il primo consiglio è quello di indossare qualche elastico al polso. Cosi facendo avrete modo di rallentare i primi sintomi tirandolo e lasciandolo andare. Tale operazione è utile in quanto dovrebbe distogliere la vostra attenzione dal panico e trasmetterla al leggero dolore fisico che si manifesterà. Se tale mossa non si è dimostrata di grande aiuto, per placare l’attacco di panico in corso non dovete fare altro che respirare ed espirare all’interno dento un sacchetto di carta. Cosi facendo il respiro dovrebbe regolarizzarsi, e di conseguenza, bloccherete l’insorgere della crisi vera e propria.

Il senso di affaticamento, la sudorazione, il tremore, lo stordimento, la sensazione di svenimento o di morte immediata sono tutti i sintomi che si associano ad un episodio di attacco di panico.

Alcune persone capiscono immediatamente di che problema si tratti, altri scambiano i sintomi di un attacco di panico per un malore differente, quale un attacco cardiaco. Oppure, capita spesso che dei pazienti affetti da problemi cardiaci soffrano di attacchi di panico per la paura di avere un infarto imminente. Così scambiano il dolore al torace per un angina pectoris, ad esempio. In questi casi è opportuno trattare il paziente cardiopatico con degli ansiolitici e vedere se i sintomi diminuiscono o meno.

Molto spesso, l’ansia anticipatoria è tipica di chi soffre di attacchi di panico il quale limita la propria quotidianità e i suoi spostamenti per paura di sperimentare un attacco di panico in luoghi poco appropriati, (mentre si è in coda alla cassa, mentre si cammina per strada o mentre si sta mangiando una pizza con gli amici), trovandosi, così, in una situazione di imbarazzo e di paura per la possibilità che non vi sia nessuno capace di prestare aiuto.

Tale paura viene definita “ansia anticipatoria” e può arrivare a far sì che la persona affetta da tale condizione rinunci al proprio lavoro, alle uscite con gli amici, a stare a casa da sola…

In questi casi è opportuno rivolgersi ad uno specialista che potrà riportare la situazione alla normalità.

Di fatti, una volta che qualcuno ha avuto un attacco di panico, ad esempio, durante la guida, lo shopping in un negozio affollato, o mentre era in un ascensore, svilupperà paure irrazionali, chiamate fobie, circa queste situazioni e comincerà ad evitarle. Alla fine, lo schema di evitamento e il livello di ansia riguardo un altro attacco possono raggiungere il punto in cui la sola idea di lasciarsi coinvolgere nelle attività che hanno preceduto il primo attacco di panico provoca lo scatenarsi di un episodio.

I sintomi di un attacco di panico appaiono improvvisamente, senza alcuna causa apparente. Essi possono includere:

  1. palpitazione;
  2. dolori al torace;
  3. mal di stomaco;
  4. capogiri, vertigini, nausea;
  5. senso di soffocamento;
  6. formicolio o intorpidimento delle mani;
  7. vampate di calore o brividi;
  8. tremore e agitazione;
  9. sensazioni oniriche o distorsioni percettive;
  10. il terrore, la sensazione che qualcosa di inimmaginabilmente e orribile stia per accadere e si è impotenti per prevenirlo;
  11. un bisogno di fuggire;
  12. nervosismo sulla possibilità di perdere il controllo e fare qualcosa di imbarazzante;
  13. paura di morire.

Sebbene la durata di un attacco di panico possa variare notevolmente, dura in genere per più di 10 minuti, è una delle condizioni più stressanti che una persona possa mai sperimentare. Talvolta, gli attacchi di panico accompagnano altri disturbi quali il Disturbo Post Traumatico da Stress (PTSD), la Schizofrenia e l’intossicazione o l’astinenza da alcune droghe.

Ma anche alcune condizioni mediche, come alterazioni della tiroide e l’anemia, così come alcuni farmaci stimolanti come il metilfenidato (Ritalin), farmaci per il diabete, come metformina e l’insulina, farmaci antimalarici come la chinina, così come ritiro dai corticosteroidi e dal desametasone (Decadron), possono accompagnarsi a degli attacchi di panico. Inoltre, il loro sviluppo è stato attribuito anche all’impiego di additivi alimentari, come l’aspartame, da soli o in combinazione con coloranti alimentari.

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