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Appendicite: cause, sintomi e cure

L’appendicite è il gonfiore dell’appendice, il quale viene provocato da un’infezione. Ma cos’è l’appendice da un punto di vista fisiologico? Quali sono le cause che possono portare all’infezione e i sintomi che ci permettono di riconoscerla?

L’appendice è collocata nella parte inferiore dell’addome, è una parte dell’intestino crasso. E’ grande come un dito e ancora oggi non è poi così chiaro il ruolo che riscopre per il nostro organismo. Alcuni esperti hanno ipotizzato che possa svolgere un ruolo, seppur secondario, nel sistema immunitario. Molti altri invece, ritengono che sia una cosa completamente inutile.

Molte persone sono state infatti sottoposte alla rimozione dell’appendicite e tutto questo sembra non aver influito minimamente sulla salute di una persona.

Cause dell’appendicite, quali sono?

L’appendicite è causa dall’ostruzione del lume, la parte interna dell’appendice. In pratica il muco che viene prodotto retrocede, causando così la moltiplicazione dei batteri che di solito si sviluppano al suo interno. In questi casi l’appendice si gonfia e diventa così infetta.

Sono vari i motivi per cui una persona può soffrire di appendicite. In media comunque il problema interessa le persone fino al raggiungimento dei trent’anni di età.

Circa il 60% dei casi di appendicite è causato da un’infiammazione. Succede infatti che i follicoli linfatici vadano in iperplasia, la quale è data una risposta immunitaria per via di alcune infezioni locali oppure sistemiche, che possono riguardare l’intestino o zone circostanti. Alcune volte l’appendicite può essere causata dalla malattia di Crohn, la mononucleosi, il morbillo, le faringiti, le tonsilliti…

L’ostruzione per iperplasia si verifica nelle persone più giovani perché raggiunta la soglia dei trent’anni vi è una riduzione significativa di tali follicoli e, verso i sessant’anni, questi scompaiono quasi del tutto.

Ciò non vuol dire che un adulto non possa soffrire di appendicite. I processi infiammatori in questi casi sono causati nel 35% dei casi dal ristagno di coproliti. Il 5% dei casi è dato da corpi estranei come alimenti, parassiti o neoplasie.

La complicazione più grave dell’appendicite è la peritonite. Se l’appendice infiammata non viene rimossa, probabilmente prima o poi scoppierà, diffondendo così l’infezione in tutto l’addome.

Appendicite acuta e cronica

L’appendicite può essere acuta o cronica. Partiamo dalla prima. A sua volta si suddivide infatti in diversi tipi di appendicite, questo perché ci sono delle distinzioni in base all’evoluzione dell’infiammazione.

Tipi di appendicite acuta:

  • Catarrale: è molto infiammata, appare rossa e tumefatta. Il lume è pieno di muco e aumenta la pressione sul diverticolo. L’infiammazione è circoscritta e il peritoneo non viene coinvolto. Il processo infiammatorio regredisce oppure può evolversi verso la fase flemmonosa.
  • Purulenta o flemmonosa: è l’evoluzione di quella catarrale che non è stata ben trattata. Nel lume si forma il pus e possono essere trovati alcuni ascessi che possono ulcerarsi e provocare poi peritonite. Durante questa fase l’appendice ha un colore violaceo, la punta è ingrossata. Difficilmente in questo caso l’infiammazione può regredire.
  • Gangerosa: è lo stadio più elevato d’infiammazione. Il colore è grigio verdastro e in alcune zone possono esservi necrosi perforate dove esce del materiale purulento. In questo caso c’è il rischio di peritonite acuta.

Appendicite cronica

L’appendicite cronica ha maggiori difficoltà. I sintomi possono essere per molti aspetti simili a quelli di molte altre patologie, oppure alla forma acuta. Molti esperti dicono che si tratta di un’appendicite acuta che si è risolta spontaneamente.

Sintomi dell’appendicite

I sintomi dell’appendicite sono facili da identificare per tutti i dottori. Il primo sintomo, improvviso, è di solito il dolore addominale. Può portare a risvegli improvvisi. Il dolore inizia vicino all’ombelico e s’irradia verso la parte destra e bassa dell’addome. Viene avvertito come un dolore nuovo, che peggiora nel giro di poco e diventa sempre più intenso quando ci si muove, si tossisce o si fanno respiri profondi.

L’appendicite può portare anche ad altri sintomi come ad esempio l’inappetenza, la nausea, il vomito, incapacità di buttar fuori il gas, alcune volte è accompagnata da stitichezza o diarrea e può esservi anche un aumento della temperatura.

Come avviene la diagnosi di appendicite?

  • Sintomi: la prima cosa valutata è proprio la sintomatologia. Di solito il dottore consiglia la rimozione prima che scoppi. Quando invece non ci sono i classici sintomi, ecco che è possibile ricorrere ad alcune prove di laboratorio o test per confermare o meno la diagnosi. Le domande sui sintomi servono anche ad escludere eventuali altri problemi.
  • Palpazione della zona specifica: quando durante la pressione su delle zone specifiche causa reazioni, ecco che il medico può capire se si tratta o meno di appendicite. Una di queste è la manovra di rovsing, ma anche la manovra di psoas.
  • Esame pelvico: viene richiesto ad alcune donne in età feconda, per capire se i problemi sono di natura ginecologica o meno.
  • Esame del retto: può essere sensibile all’appendicite quindi in alcuni casi può essere richiesto dal medico questo esame.
  • Esami del sangue: più che altro permettono di riconoscere eventuali segni d’infezione.
  • Analisi delle urine: per escludere infezioni del tratto urinario.
  • Tomografia computerizzata: può servire a diagnosticare l’appendicite oppure anche altre cause del dolore addominale.

Qual è la terapia per l’appendicite?

Se sospettate di avere l’appendicite la cosa che dovete fare è andare immediatamente al pronto soccorso. Non è una cosa da sottovalutare, questa è un’emergenza medica e richiede delle cure immediate. Se la diagnosi è tempestiva vi è un rischio ridotto che l’appendice scoppi, permettendo così di guarire molto più in fretta.

La cura più probabile è la rimozione chirurgica perché consente di evitare il suo scoppio. Questo intervento si chiama appendicectomia e può essere eseguita effettuando un’incisione nella parte inferiore destra dell’addome. Oppure attraverso il nuovo metodo, il quale prevede una serie di incisioni piccole. Quest’ultima ha meno complicazioni e permette di riprendersi più in fretta.

Alcune volte può accadere che l’appendice risulti sana ma il chirurgo la rimuove lo stesso per evitare che in futuro il problema si presenti.

L’intervento viene escluso quando la persona, magari per motivi di salute, non può esservi sottoposta. Diverse le ricerche che suggeriscono che l’appendicite in realtà può migliorare anche senza interventi. Possono essere necessari antibiotici, una buona dieta leggera e ricca di liquidi, ma soprattutto povera di fibre.

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ClaudiaL
Appassionata di dieta, alimentazione, benessere e rimedi naturali. Curiosa quanto basta per tenermi sempre aggiornata e creare contenuti che possono rivelarsi utili agli altri!

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