Apnea notturna: come difendersi

Apnea Notturna

L’apnea notturna è una patologia che colpisce principalmente uomini e bambini. Detta anche apnea ostruttiva notturna, consiste nella interruzione della respirazione per 30 o più volte in una notte, per periodi che possono arrivare ai 10 secondi. Questa difficoltà di respirazione ha delle gravi conseguenze: prima di tutto arriva meno ossigeno al cervello e poi si innalza rapidamente la pressione arteriosa. Solitamente le persone che tendono a russare molto, sarebbe bene che si sottoponessero ad un test di laboratorio sul sonno, per scongiurare il problema della apnea notturna, oppure per diagnosticarne la presenza.  Il problema non è assolutamente da sottovalutare, perché non è escluso che possa portare alla morte.

Le persone che sono più a rischio di apnea notturna sono certamente le persone in grave sovrappeso e quella che hanno problemi anatomici legati al naso o alla respirazione. Ad esempio la presenza di una deviazione del setto nasale potrebbe portare a difficoltà nella respirazione e quindi a fenomeni di apnea notturna. Altri fattori che possono influire sulle apnee notturne sono certamente il consumo di alcool e fumo, ma anche ipotiroidismo e acromegalia.  Nei casi più gravi la mancanza di ossigeno al cervello e l’innalzamento della pressione arteriosa, conseguenze delle apnee, possono portare a infarti e ictus e quindi condurre alla morte.

Apnea notturna: come si fa la diagnosi

La stanchezza e la sonnolenza durante il giorno sono i primi sintomi di fenomeni di apnea notturna. Certo è che molti pazienti non la identificano subito e danno la colpa della sonnolenza a semplice stanchezza. Solitamente è chi dorme di fianco al paziente ad accorgersi del problema. Il russare eccessivo lo può tenere sveglio e si può quindi accorgere facilmente della presenza di apnee. Il medico dovrebbe concentrare le sue ‘indagini’ sui disturbi respiratori, la qualità del sonno e il grado di sonnolenza durante il giorno. Per conoscere il grado di sonnolenza diurno, esiste un apposito test composto da 8 domande che permette al medico di stabilire le prime linee guida della diagnosi. Il test in questione si chiama EES, Epworth Sleepnes Scale.

Dopo aver ottenuto i risultati del test, il medico dovrà accertarsi della presenza di altre problematiche, come la secchezza della bocca al mattino (sintomo di difficoltà respiratoria- abbiamo dormito a bocca aperta) colpi di sonno durante il giorno, incontinenza , iperattività alternata a stanchezza, ritardi nella crescita in caso di bambini. Inoltre si accerterà la presenza di sovrappeso più o meno grave e di problemi tiroidei o anatomici.

In ogni caso sarà opportuno che il paziente si sottoponga ad una test del sonno attraverso un polisonnografo che permette al medico di riconoscere le apnee e riconoscere la fase del sonno entro la quale si verificano più frequentemente. Può essere anche associato un elettrocardiogramma. A seconda dei risyultati il medico sarà capace di classificare la apnea notturna in 3 gradi specifici: lieve, medio e grave.

  • Grado lieve:  la sonnolenza è moderata e non ha effetti sulla vita quotidiana. L’indice di apnea è tra 5 e 14 e la saturazione dell’ossigeno è quasi regolare, non inferiore all’86%.
  • Grado Medio: indice di apnea tra 15 e 30. L’ossigeno è molto meno saturo, tra l’80 e l’85%.  La sonnolenza è più evidente della precedente e si manifesta quando meno ce lo aspettiamo. Si può manifestare anche ad una concerto, ad esempio, luogo nel quale tutto si dovrebbe fare tranne che dormire. Solitamente è associata a una moderata perdita di concentrazione.
  • Grado Grave: indice di apnea superiore a 30. Bassissima saturazione di ossigeno, comunque inferiore al 79%, la sonnolenza è decisamente importante e improvvisa, tanto da interferire con le normali attività quotidiane.

Apnea notturna: terapie

Prima di tutto è bene perdere peso.  Inoltre migliorare lo stile di vita, evitando l’assunzione di alcool e fumo, almeno prima di coricarsi e mangiare leggero, aiutano nello scopo.  Nei casi gravi possiamo avvalerci di un macchinario che ci facilita la respirazione notturna  il CPAP che costringe aria all’interno del naso favorendo l’apertura delle vie aeree. Nel caso che il problema sia legato a ostruzioni anatomiche, l’intervento chirurgico è certamente l’unica soluzione. Anche alcuni farmaci possono venire in soccorso, sempre che siano associati al CPAP. In particolare si tratta di farmaci capaci di stabilizzare la elasticità muscolare.

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