Angioma: cause, quando preoccuparsi, sintomi e cure

Si sente parlare spesso di angioma, ma non sempre si hanno le idee chiare su cosa sia realmente e come intervenire. Scopriamo tutto quello che c’è da sapere!

Che cos’è un angioma? È una neoformazione benigna dovuta a uno sviluppo irregolare dei vasi sanguigni e solitamente si manifesta sotto forma di piccole macchie rosse (angioma della pelle).

Il nome medico “neoplasia benigna di origine mesodermica” non deve fare preoccupare perché le voglie tipiche dei neonati (angiomi infantili) e i nevi rossi (angiomi rubino) che compaiono anche in età adulta non sono contagiosi o pericolosi.

Solitamente le voglie tendono a scomparire con la crescita mentre i nevi rossi potrebbero restare tali o diventare più evidenti. Nulla che possa destare ansia.

In realtà l’unica preoccupazione potrebbe essere legata al fatto che si tratta di un fenomeno che non riguarda soltanto la pelle.

Quando un angioma è pericoloso? La proliferazione disordinata dei vasi sanguigni potrebbe coinvolgere anche gli organi, dal cervello (angioma cerebrale) al fegato (angioma epatico) fino ad arrivare alle vertebre (angioma vertebrale).

Può coinvolgere anche le palpebre o altri parti dell’occhio compromettendo la capacità visiva (angioma dell’occhio) o anche le mucose della gola o del naso creando problemi respiratori.

In tutti questi casi è indispensabile tenere sotto controllo la massa tumorale, seppur benigna, perché potrebbe diventare più estesa.

Cause

Ancor oggi, nonostante l’evoluzione della medicina, non esiste una certezza riguardo le cause che possono determinare un angioma.

Alcuni studi sono riusciti a stabilire una correlazione tra alcuni tipi di angiomi e alcune condizioni o patologie. Per esempio la gravidanza e la cirrosi epatica predispongono all’angioma stellare.

Tra le cause che potrebbero causare o promuovere la formazione di angiomi ci sono anche l’esposizione ad agenti chimici, i microtraumiripetuti e la malattia epatica alcolica.

Angioma cutaneo

Si fa presto a dire “angiomi cutanei” senza sapere di che tipo di neoformazione si tratta e la sua evoluzione futura.

Tipologia

La prima cosa da sapere è che esistono diversi tipi di neoformazioni che interessano la pelle.

  • Angioma stellato – Il cosiddetto angioma spider è caratterizzato da un puntino rosso circondato da un eritema che crea una specie di stella o ragnatela. Coinvolge in prevalenza neonati e giovanissimi.
  • Angioma “ciliegia – Anche detto angioma rubino o senile interessa persone che superano la soglia degli anta. È piccolo, liscio e rosso.
  • Emoangiomi infantili – Si tratta di voglie (macchie rosso-bordeaux in rilievo) che compaiono dalla nascita o qualche tempo dopo, ma solitamente tendono a regredire spontaneamente.
  • Angioma serpiginoso di Hutchinson –  È una neoformazione che interessa i più piccoli e si manifesta prima come una piccola macchia in rilievo e dopo diventa più grande assumendo una forma serpiginosa.

Classificazione

I vari tipi di angiomi possono essere classificati in base al loro aspetto strutturale, cioè come si presentano.

  • Angioma piano – L’angioma si estende su viso e collo in modo variabile, ha una superficie liscia ed è di colore rosso scuro. Non scompare, anzi potrebbe estendersi e cambiare aspetto.
  • Angioma tuberoso – Ha una superficie nodulare, appare alla nascita e vanta una colorazione violacea quasi blu. Può scomparire spontaneamente.
  • Angioma cavernoso – Interessa il tessuto sottocutaneo e presenta un colore blu. Col passare del tempo tende a cambiare l’aspetto dell’area in cui si estende e a ricoprirsi di capillari visibili.

Altre classificazioni

L’angioma può essere classificato anche in base allo sviluppo raggiunto nel tempo e quindi al suo aspetto.

  • Angiomi venosi – I vasi sanguigni sono dilatati, si dispongono a raggera e non spariscono spontaneamente.
  • Angiomi artero-venosi – Le neoformazioni raggiungono anche i tessuti molli e possono essere eliminati soltanto con l’intervento chirurgico.
  • Angiomi capillari immaturi – L’angioma capillare immaturo si forma subito dopo la nascita, ma tende a sparire con la crescita.
  • Angiomi capillari maturi – Questi angiomi  interessano i capillari e risultano permanenti: solo la chirurgia può rimuoverli.
  • Angiodisplasie miste – Le formazioni coinvolgono le vene, le arterie e i vasi linfatici, rendendo la situazione più complessa.

Angioma interno

Si può parlare di angiomi interni quando il fenomeno interessa anche gli organi ed, essendo asintomatico, potrebbe non essere mai scoperto.

  • Angioma epaticoCosa sono gli angiomi nel fegato? La neoformazione non cancerosa interessa il fegato, ma non è quasi mai percepita (salvo per le volte in cui fa pressione contro i tessuti epatici). Il problema è che può rompersi e creare un versamento di sangue.
  • Angioma cerebrale – Può essere un emangioblastoma (sviluppo delle cellule epiteliali nei vasi sanguigni nel cervelletto o nel tronco encefalico che crea problemi ad attività automatiche) o un emangiopericitoma (sviluppo anomalo dei vasi sanguigni che confluiscono nelle meningi che può sanguinare o diventare un tumore maligno).
  • Cavernoma – Si tratta di un angioma cerebrospinale caratterizzato dalla formazione di conglomerati di vasi che non trasportano grandi quantità di sangue.

Angioma nel neonato

L’angioma venoso è molto comune nei neonati, ma tende a sparire spontaneamente con la crescita quasi sempre.

Generalmente compare alla nascita o qualche mese dopo tra testa e collo, nell’area del torace o su una gamba.

È possibile distinguere il RICH-emangioma congenito rapidamente involutivo (appare durante il primo anno di vita), il NICH-emangioma congenito non involutivo (non scompare) e il PICH-emangioma congenito parzialmente evolutivo (sparisce ma solo in parte).

La neoformazione infantile può estendere il suo volume e diventare di un rosso più intenso, fino ad assumere i tratti della cosiddetta voglia.

Si chiama “voglia di fragola” e altro non è che un angioma congenito dalla superficie piatta e dal colore intenso. Questo angioma compare su testa, viso e collo e può diventare anche più grande col tempo.

L’angioma infantile profondo non è molto comune e tende a comparire dopo qualche mese di vita come un gonfiore sottocutaneo quasi bluastro.

Esiste anche l’angioma infantile misto, vale a dire una “voglia di fragola” collegata a un rigonfiamento sottocutaneo.

Sintomi

Nella maggior parte dei casi l’angioma non comporta sintomi o problemi particolari, fatta eccezione per la sfera estetica.

È possibile sentire un leggero mal di testa o subire una crisi epilettica se l’angioma interessa la testa o il cervello.

Si può parlare di angioma sanguinante se l’area viene graffiata o lesionata o se dovesse rompersi internamente.

Diagnosi

La diagnosi di un angioma cutaneo passa dall’analisi delle immagini da parte del dermatologo che lo individua, lo classifica e lo rimanda a eventuali interventi.

Ben più complesso è il caso di un angioma interno, un po’ perché non visibile a occhio nudo e un po’ perché asintomatico.

Solitamente l’angioma interno viene rintracciato a seguito di test strumentali consigliati per altri motivi (es. ecografia, radiografia, risonanza magnetica, TAC e altri).

Una volta individuato la neoformazione, quindi, la risonanza magnetica consente di comprenderne la tipologia e lo stadio e l’ecocolordoppler fa il punto sulla profondità.

Se lo specialista sospetta la presenza di un tumore di altra natura allora può consigliare una biopsia della struttura.

Cura

Non si può parlare di una vera e propria cura nel caso dell’angioma in quanto non è qualcosa di pericoloso. Ma cosa succede se si rompe un angioma o la macchia si estende in zone delicate?

In linea di massima lo specialista valuta la situazione e consiglia la tecnica più opportuna per evitare problemi.

  • Laser-terapia – Il Dye laser agisce selettivamente sul rosso della macchina depigmentando l’area.
  • Crioterapia – Questa tecnica utilizza il freddo per causare delle ustioni da congelamento con conseguente comparsa di bolle. Dopo la guarigione, quindi, non resta alcuna traccia.
  • Radioterapia – La radioterapia si utilizza in caso di angiomi posizionati in parti critiche e pericolose per gli organi (es. angioma vertebrale).
  • Embolizzazione – L’angioma viene trombizzato: l’embolo blocca il flusso in un vaso importante o posizionato all’estremità degli arti. Risponde a chi si chiede cosa fare se si ha un angioma vertebrale.
  • Chirurgia – L’intervento chirurgico è una soluzione piuttosto invasiva perché asporta la porzione di tessuto interessato.
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Myriam Amato

Informazioni sull'autore
Laureata in Informazione e sistemi editoriali, amante della cultura orientale e appassionata di benessere, salute e fitness.
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