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Anemia: cause, sintomi e rimedi

Si parla di anemia quando il corpo soffre di una carenza di globuli rossi sani. Viene diagnosticata con le analisi del sangue, quando vi è un livello di emoglobina inferiore al normale.

Tuttavia siamo abituati a collegare l’anemia alla carenza di ferro. L’emoglobina infatti è ricca di ferro. Quando i globuli rossi sono carenti, c’è anche poco ferro in cicolazione. Non solo, gli anemici hanno anche il problema di una scarsa quantità di ossigeno trasportata nelle varie cellule.


Ecco che, in presenza di anemia, una persona può accusare molti sintomi. Primo tra tutti la stanchezza cronica. Nei casi più gravi anemia è molto affaticato anche durante le attività da considerarsi quotidiane.

Non sempre è un problema cronico. Può presentarsi anche in modo temporaneo. Anche la gravità e l’intensità stessa del problema può variare. Le anemie lievi si curano facilmente, quelle più gravi possono addirittura mettere in pericolo la vita se non diagnosticate.

ansia

Sintomi dell’anemia

Sono tanti i sintomi dell’anemia. Come abbiamo visto la stanchezza è il primo e si presenta anche nei casi di anemia lieve. C’è poi l’affaticamento, la debolezza e il fiato corto. Una carenza di emoglobina porta anche all’irritabilità e dei sintomi depressivi.

L’anemia ha anche sintomi fisici. Ad esempio dolore al torace, unghie che si spezzano, pelle pallida, estremità fredde, battito cardiaco irregolare. Alcune volte a indicare la presenza del problema è il tipo di alimentazione di cui si sente il bisogno. Qualcuno infatti, desidera mangiare il ghiaccio. Altri disturbi degli anemici sono lo scarso desiderio sessuale (in rari cari) o la difficoltà a concentrarsi.

Cosa significa aver voglia di mangiare ghiaccio? Non solo ghiaccio in realtà, ma il desiderio di mangiare cose non commestibili (si parla in questo caso di pica). Chi sente il forte desiderio di mangiare ghiaccio, potrebbe avere una carenza di ferro. Altre forme di pica sono il desiderio di mangiare gesso, amido o carta. Non è nota però con esattezza la correlazione tra il sintomo e il problema.

In alcuni casi l’anemia può non presentare sintomi. Solitamente capita nei pazienti con anemia lieve. Altre volte i sintomi sono così lievi, che non vengono percepiti. Più l’anemia è grave, più forti sono i sintomi. Quando la patologia si sviluppa in fretta, anche i sintomi appariranno velocemente.

Molti pazienti invece, notano un manifestarsi dei sintomi graduale. L’organismo adeguandosi alla malattia, si abitua ai sintomi.

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Cause dell’anemia

Le cause dell’anemia possono essere tantissime. Oggi vediamo nel dettaglio quelle che riguardano l’anemia da carenza di ferro, da carenza di vitamine e da patologie croniche. Le principali cause quindi, possono essere:

  • Carenza di ferro
  • Carenza di vitamine
  • Invecchiamento
  • Interventi chirurgici
  • Tumori
  • Diabete
  • Infiammazione cronica intestinale
  • Patologie cardiache
  • Patologie renali
  • AIDS/HIV
  • Epatite C
  • Artire reumatoide

L’anemia può anche essere ereditaria. A far diminuire la produzione dei globuli rossi può essere una delle varie forme di mutazione genetica. Le stesse possono danneggiare le cellule del sangue. Ecco che i globuli rossi non trasportano con efficienza l’ossigeno nelle varie parti del corpo, non vengono prodotti o vivono meno del normale.

Le principali forme di anemia ereditaria sono: talassemia, anemia di Fanconi, anemia falciforme, anemia di Diamond-Blackfan. Possono portare all’anemia anche la sindrome di Schwachman Diamond, la carenza di G6PD, la discheratosi congenita.

ipertiroidismo

Chi è più a rischio?

Particolarmente a rischio i neonati che non ricevono molto ferro nella dieta, i bambini quando hanno una crescita accelerata e la quantità di ferro non è sufficiente a coprire il bisogno dei globuli rossi. Anche le donne fertili necessitano di molto ferro a causa delle perdite abbondanti di sangue durante il periodo mestruale. Infine le donne in dolce attesa, perché il ferro deve essere spartito con il feto.

A rischio le persone che soffrono di insufficienza renale, emorragie intestinali, tumori che richiedono la chemioterapia o la radioterapia, alcuni tipi di farmaci utilizzati per queste malattie.
Anche persone che soffrono di artrite reumatoide e altre infiammazioni croniche sono più predisposti all’anemia.

Sono soprattutto gli anziani a soffrire di anemia a causa del poco ferro e la soppressione del midollo osseo. Quest’ultima è dovuta a un’infiammazione cronica. La cosa interessante è che, se adottata la giusta terapia per l’anemia, la qualità della vita in generale migliora.

Abbiamo visto che anche alcune tipologie di farmaci possono provocare anemia. Primi tra tutti troviamo quelli chemioterapici. Vanno ad alterare il meccanismo secondo cui il midollo osseo produce i globuli rossi.

Altre forme di anemia causate da un farmaco sono solitamente imprevedibili e non sono conosciute esattamente le cause.

palpitazioni prevenire

Diagnosi dell’anemia

I sintomi sopra elencati sono indicativi e spesso possono non essere assolutamente collegati all’anemia. Per capire se lo siete, dovete andare dal vostro medico e sottoporvi all’esame del sangue, l’emocromo completo.

Vediamo adesso quali sono i valori critici dell’emoglobina (ma puramente indicativi visto che alcuni medici valutano soglie maggiori), presi dalla seguente fonte: WHO. Worldwide Prevalence of Anaemia 1993-2005.

Età(anni)/sessoEmoglobina (g/dL)Ematocrito (%)
Bambini (0.5-4)11.033
Bambini (5-12)11.535
Adolescenti (12-15)12.036
Uomini13.039
Donne12.036
Gestanti11.033

Il medico quindi capise se il paziente è anemico attraverso l’esame del sangue. Esso indica qual è il livello di emoglobina e dell’ematocrito. Il valore varia in base al sesso e l’età. Dopo la diagnosi solitamente il medico cercherà di fare ulteriori esami per capire qual è la causa.

Dopo l’analisi il medico classificherà l’anemia come lieva, moderata o grave. Ciò viene deciso dal livello dell’emoglobina. Le forme di anemia che si sviluppano in fretta daranno sintomi molto veloci e numerosi. Quelle che si sviluppano nel giro di mesi o anni, potrebbero avere sintomi lievi e inferiori.

Tabella riassuntiva per la gravità di anemia: (Fonte: Elsevier Oncology. Guide to Oncology Drugs and Regimens 2006)

GravitàEmoglobina (g/dL)SintomiInterventi medici
Lieve9.5-13.0Spesso è asintomaticaSpesso non viene curata
Moderata8.0-9.5Ci possono essere sintomiDeve essere curata per prevenire le complicazioni
Grave8.0Di norma ci sono sintomiPuò mettere in pericolo la vita del paziente e deve essere curata con tempestività

Il medico cercherà di investigare il più possibile sui sintomi. Ad esempio farà delle domande relative al ciclo abbondante (per le donne) o la presenza di sangue nelle feci (entrambi i sessi) che potrebbe indicare un’emorragia interna. Una delle cause frequenti di anemia è proprio quella del sanguinamento occulto e dell’emorragia. Passano inosservati spesso fino a quando non vi sono segni di anemia. Se il medico sospetta la presenza di sanguinamento occulto, il medico avanzerà effettuando esami specifici.


Il medico indagherà sulla possibile carenza di vitamine e di ferro, spesso riconducibili a uno scorretto stile alimentare. La carenza di ferro rimane comunque la causa più frequente dell’anemia, ecco che richiederà esami specifici per valutare il livello di ferro nel sangue.

screening-neonatale

Cura e terapia

L’anemia non guarisce in un tempo prestabilito. Tutto dipende dalla gravita della malattia e di quale terapia si stratta. Alcune possibili terapie sono:

  • Trasfusione di globuli rossi
  • Terapie che sfruttano agenti di stimolazione dell’eritropoiesi, i quali portano l’organismo a produrre nuovi globuli rossi. Solitamente occorrono 5-7 giorni e i primi risultati saranno riscontrabili dopo 2-3 settimane.
  • Integratori di ferro: per alcuni mesi due volte al giorno per bocca.
  • Integratori di vitamine

Chi assume integratori di ferro può soffrire di costipazione e sanusea. Sono tra gli effetti collaterali più comuni. Ecco che molte persone non riescono a mantenere i dosaggi prescritti. Circa il 25% dei pazienti che assumono questi integratori, accusano problemi all’apparato digerente.

gravidanza

Anemia nella donna

La donna è predisposta all’anemia a causa di molti fattori. Ad esempio un ciclo mestruale abbondante. Questo problema, conosciuto come menorragia, colpisce fino al 15% delle donne almeno una volta nella vita. Inizialmente è possibile integrare il ferro grazie a un’alimentazione ricca di ferro, tuttavia potrebbero essere necessari integratori per via orale. Anche i fibromi uteri, tumori benigni, possono causare flusso abbondante. Non si trasformano quasi mai in tumori maligni. Anche in questo caso una dieta sana e integratori di ferro possono essere necessari.

L’anemia può essere collegata anche alla gravidanza. L’organismo della mamma deve pensare anche al feto ed ecco che, deve avere ferro e folati sufficienti per entrambi. Si stima che durante la gravidanza la donna necessita del 50% in più di ferro. Una dieta sana non ricopre questa esigenza, ecco che ci vorrà l’integratore di ferro.

Per quanto riguarda invece l’anemia postpartum, circa il 10% delle donne ne soffre i primi sei mesi e il 4% fino ai 12 mesi. Le donne che ne soffrono di solito hanno perso molto sangue nel parto, hanno messo al mondo due gemelli, erano già anemiche. Dopo il parto il corpo dovrà iniziare a fabbricare di nuovo globuli rossi, ecco che avrà bisogno di molto ferro. Potrebbe essere necessaria una terapia.

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