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Aminoacidi ramificati: potenza per i muscoli

Aminoacidi ramificati

Gli aminoacidi ramificati hanno una lunga storia tra gli atleti italiani e non. Inizialmente, negli anni 50, venivano utilizzati dai fondisti per migliorare le prestazioni e rallentare l’affaticamento. Adesso sono soprattutto i ciclisti e gli appassionati di body building. Gli aminoacidi ramificati hanno un doppio scopo. Se assunti prima di un allenamento riescono a fornire energia ai muscoli. Assunti dopo invece, favoriscono sia il recupero muscolare che la sintesi proteica.

Aminoacidi ramificati: cosa sono

Gli aminoacidi ramificati possono tranquillamente essere paragonati ai mattoni che compongono i muscoli. Molti cibi altamente proteici, come ad esempio il pollo, contengono alte dosi di aminoacidi. Gli atleti professionisti però potrebbero aver bisogno di una dose ulteriore di queste sostanze, non solo nella quantità ma anche nella qualità. Infatti gli atleti hanno bisogno in particolare degli aminoacidi ramificati cioè la leucina, isoleucina e la valina. Questi particolari aminoacidi vengono detti ramificati a causa della loro particolare conformazione chimica a catena, appunto, ramificata.  Molti studi scientifici hanno asserito che l’uso di queste sostanze deve essere preferito esclusivamente se l’attività atletica supera i 50 minuti. Molto spesso però gli atleti più o meno professionisti, utilizzano queste sostanze anche per attività inferiori. Pur non presentando grandi controindicazioni, sarebbe meglio evitare questo tipo di assunzione. Vedremo poi il perché.

Aminoacidi ramificati: dosaggio

Gli aminoacidi ramificati dovrebbero essere assunti in dosi di 1 grammo ogni 10 kg di peso. Sarebbe bene assumerli in due volte, non in una unica soluzione. In particolare per gli appassionati di body building molti sono i personal trainer che suggeriscono di dividere la dose in tre assunzioni. La prima andrebbe assunta a digiuno, appena alzati prima o dopo la prima colazione, quando i muscoli sono in uno stato, diciamo, catabolico. Le altre dosi andrebbero assunte una 60 minuti prima dell’allenamento e l’altra subito dopo.

Utilizzare gli aminoacidi dopo l’allenamento, come abbiamo visto, aiuta il recupero. Questo ha una doppia funzione. Da un lato si aiuta la ricostruzione muscolare, ma dall’altro si hanno grossi benefici anche per l’energia. Questo permette agli atleti di poter fare un numero maggiore di allenamenti, anche consecutivi, e decisamente ‘sostenuti’. L’atleta potrà così effettuare moli di lavoro molto più alte. Solitamente questo tipo di somministrazione viene dedicata alla preparazione atletica, nel momento in cui lo sportivo prepara il fisico alla gara.  Molto importante è bere tantissima acqua durante l’assunzione degli aminoacidi così che fegato e reni ne traggano beneficio.

Aminoacidi ramificati: controindicazioni

Secondo il Ministero della Sanità, gli aminoacidi ramificati dovrebbero essere assunti per periodi non superiori alle 6 o 8 settimane. E comunque sempre sotto controllo medico. La loro funzione può portare a un aumento della azotemia e quindi a un sovraccarico dei reni. Per questo l’uso degli aminoacidi è sconsigliato ai bambini e alle donne in gravidanza, oltre, naturalmente, a tutti i soggetti che hanno patologie particolari a carico dei reni o del fegato. In generale dovrebbero essere assunti in concomitanza con una alimentazione più sana possibile, povera di grassi e ricca di proteine. Inoltre molti medici sportivi consigliano di assumere integratori di vitamina B ( in particolare B1 e B6). Possiamo comunque concludere dicendo che gli aminoacidi ramificati sono un bel sostegno per gli atleti e gli sportivi, purché presi sotto controllo medico.

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