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Allergia al lattice: sintomi e cure

Non molti conoscono l’allergia al lattice, ovvero un insieme di reazioni allergiche creato dal contatto o dall’inalazione delle proteine contenute nel lattice di gomma. Viene considerata una risposta immunitaria anomale, esagerata e violenta dell’organismo.

I sintomi principale dell’allergia al lattice sono:

Orticaria

– Angioedema

– Arrossamento

– Vescicole

– Eritemi

Questi sintomi spesso sono associati anche a problemi respiratori come asma, rinite, ipossia e dispnea. Nei casi più pericolosi l’allergia al lattice può portare allo shock anafilattico e alla morte. Per scoprire se siete allergici, dovete sottoporvi ad alcuni test cutanei specifici:

– Prick-Test

– Prick by Prick-Test

– Patch Test

– Finger Test

– Glove Test.

Esistono ovviamente delle cure per risolvere i problemi derivanti dall’allergia al lattice. Ovviamente la cura migliore è quella di evitare ogni genere di contatto con oggetti di lattice, in farmacia sono disponibili dei farmaci antistaminici e corticosteroidi che possono alleviare i sintomi.

Negli ultimi anni le allergia a prodotti in lattice naturale sono aumentate rispetto agli anni scorsi, pensate che secondo le stime effettuate da un recente controllo, le allergie al lattice colpiscono lo 0,8-8,2% della popolazione mondiale.

Bisogna anche ricordare che non tutte le allergie al lattice sono sintomatiche, alcune persone, pur risultando positivi ai test allergologici, non lamentano alcun sintomo allergico. Il paziente che soffre di questa patologia sta male perché il corpo riconosce in maniera errata l’allergene del sistema immunitario che lo identifica come una sostanza dannosa per l’organismo.

Quando avviene un contatto occasionale per via cutaneo o inalatoria, il sistema immunitario del paziente attacca le proteine in esso presenti creando una reazione allergica esagerata. Solitamente l’allergia tende a manifestarsi dopo esposizioni/contatti ripetuti e frequenti con prodotti al lattice naturale.

Le persone maggiormente a rischio sono quelle che lavorano nell’industria della gomma, i bambini affetti da spina bifda, pazienti sottoposti a interventi chirurgici multipli e gli operatori sanitari.

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