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Alkekengi o alchechengi: proprietà, coltivazione e ricette

L’alkekengi o in italiano alchechengi è un frutto che nasconde proprietà terapeutiche conosciute sin dall’antichità. Scopriamo meglio queste piccole bacche commestibili!

Bacca- foto pixabay.com

Questo frutto nasce da una pianta perenne (Physalis alkekengi) appartenente alla famiglia delle Solanacae, proprio come la patata e il pomodoro.

La bacca alchechengi ha un colore arancio, rossa o gialla simile a una ciliegia (ciliegie invernali), è avvolta in una membrana (calice) color sabbia e assume la forma di una piccola lanterna cinese.

Il frutto con poco succo e poco zucchero riserva una nota acidula che si avvicina a quelli dei frutti di bosco, ma possiede un rizoma e le foglie velenose a causa della percentuale di solanina.

Attenzione a non confondere l’alkekengi pianta con il Physalis peruvianus (pianta con stessa struttura ma di colore beige) e la Physalis ixocarpa (bacca più grossa rivestita da un calice verde).

Alkekengi: proprietà e benefici

Pianta Physalis – foto pixabay.com

A fronte di 53 Kcal su 100 grammi di prodotto si può godere di un mix benefico: minerali (potassio, fosforo, ferro e calcio), vitamine (A, vitamine del gruppo B1, vitamina K e vitamina C), criptoxantina, acido caffeico, acido linoleico, acido oleico, acido citrico, saponine, flavonoidi, carotenoidi, catechine, mucillagini e tannini.

Va da sé che le spiccate proprietà dell’alchechengi vengono sfruttati in erboristeria per assicurare un’attività tonificante, diuretica, depurativa e antireumatica.

  • Antiossidanti – La quota di vitamina C sostiene l’organismo nella sua lotta contro l’azione dei radicali liberi ed evita l’insorgenza di problemi e malattie come la demenza senile o l’Alzheimer.
  • Vista – La percentuale di vitamina A promuove la salute degli occhi e contrasta la comparsa di malattie degenerative legate all’avanzare dell’età.
  • Diuretico – Le proprietà diuretiche puntano a eliminare i liquidi in eccesso e a ridurre la cellulite, oltre che a prevenire l’infiammazione delle vie urinarie e la formazione di calcoli renali.
  • Colesterolo – Il succo in particolare influenza positivamente il sistema cardiovascolare, riducendo i livelli di colesterolo “cattivo” e trigliceridi.
  • Parassiti intestinali – Le sostanze con proprietà antiparassitarie contrastano la proliferazione dei parassiti intestinali.

Physalis alkekengi: coltivazione e tecniche

Coltivazione- foto pixabay.com

La pianta dell’alchechengi cresce spontaneamente in pianura e collina su tutto il territorio italiano, tranne in Puglia e Calabria.

Oltre ad acquistare l’alkekengi a un prezzo accessibile nei supermercati forniti e negli e-commerce, è possibile coltivarlo in vaso o in giardino per usufruire delle sue incredibili proprietà.

Per superare eventuali limiti della vendita di alkekengi, quindi, occorre creare una buca al centro del contenitore, disporre Physalis Alkekengi semi e richiudere con un po’ di terra prima di bagnare.

Il contenitore deve essere sistemato in un ambiente riscaldato per permettere la germinazione e non appena le piante fanno capolino è necessario irrorarle con acqua costantemente ma senza esagerare.

La nascita della quarta foglia richiede l’inserimento di ogni pianta in un vasetto (alkekengi pianta coltivazione in vaso) e pensare di travasare all’aria aperta soltanto dopo metà aprile.

Le tecniche colturali dell’alkekengi richiedono il posizionamento di ogni pianta a una distanza di 100 cm e la fertilizzazione dopo 7 giorni con un concime nutriente e ricco di potassio.

Man mano che cresce, però, occorre eliminare le piante infestanti e continuare ad annaffiare con costanza.

I frutti si raccolgono da agosto/settembre fino a fine autunno eliminando il calice e il peduncolo, salvo poi togliere i rami secchi durante la stagione invernale per permetterne la ricrescita.

Alkekengi: ricette e usi in cucina

Frutti- foto pixabay.com

L’alkekengi bacche possono essere mangiate crudi come frutta o decorazioni per macedonie, dolci e insalati oppure seccate e messe sott’aceto o in salamoia.

Forse qualcuno non lo sa, ma le bacche di Physalis si prestano alla preparazione di marmellate, confetture, gelatine e marinate.

Visto le caratteristiche dell’alkekengi e il prezzo al Kg, poi, è possibile consumarlo sotto forma di succo che, se assunto con regolarità, contrasta il colesterolo cattivo LDL e migliora l’attività del fegato.

Come dimenticare i frutti dell’alchechingi ricoperti di cioccolato o canditi che si vendono nelle pasticcerie e deliziano i menu dei ristoranti?

Non c’è limite all’uso dei frutti alchechengi nelle ricette, ma attenzione che l’alchechengi abbia una provenienza certa e controllata.

Controindicazioni

L’assunzione dei frutti della pianta di Alkekengi risulta priva di particolari controindicazioni o effetti collaterali, fatta eccezione per i casi di ipersensibilità individuale.

Occhio a non consumare le piccole bacche commestibili in concomitanza di farmaci diuretici per evitarne il potenziamento dell’effetto e incorrere in spiacevoli inconvenienti.

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