Dolori alle gambe e vene varicose : meglio non trascurarli

di Roberta Gammella4 dicembre 2011
dolori alle gambe

Nella maggior parte dei casi tali sintomi vengono interpretati come un semplice segno della stanchezza, una conseguenza inevitabile del tempo trascorso stando troppo ferme o troppo in movimento e, soltanto quando il gonfiore e il dolore si ripresentano con maggiore insistenza e/o diventano insostenibili, ci si decide a sottoporsi ad un controllo medico. Secondo molti esperti, questo atteggiamento non è quello giusto da adottare in questi casi poiché sottovaluta dei sintomi che, spesso, rivestono il ruolo di campanelli d’allarme di importanti patologie di interesse clinico. Sono molteplici, infatti, le cause che tra i loro effetti più comuni hanno le cosiddette “gambe gonfie, doloranti e pesanti”.

Il modo più giusto in cui comportarsi quando e se tali sintomi si presentassero sarebbe dunque quello di consultare immediatamente il medico dal momento che solo un esperto può fare una corretta diagnosi, individuare la vera causa del dolore alle gambe e permettere, semmai fosse necessario, un intervento immediato per favorire la scomparsa dei sintomi. Questo tipo di visite di controllo sono solitamente semplici e tese a valutare alcuni fattori determinanti per la diagnosi come:

  1. la presenza di dolore e gonfiore su una o entrambe le gambe;
  2. la sensazione diffusa di calore;
  3. la localizzazione o meno a livello di giunture articolari quali caviglia e ginocchio;
  4. il momento e le modalità della comparsa dei sintomi;
  5. la possibilità della comparsa dei sintomi dopo un trauma come uno strappo muscolare;
  6. la presenza di dolori e fastidi localizzati in altre parte del corpo come mal di schiena, formicolio alle mani, tensione muscolare etc.;
  7. se si assumono pillola anticoncezionale e altri farmaci cortisonici o calcio antagonisti;
  8. lo stato di salute generale.

Tenendo conto di questi primi parametri il medico formulerà una prima diagnosi che verrà eventualmente confermata da ulteriori esami maggiormente specifici come:

  1. la ricerca di vene varicose;
  2. la valutazione della pressione arteriosa;
  3. la mobilità delle articolazioni;
  4. l’esame posturale;
  5. una biopsia ossea o una risonanza magnetica se si sospetta un tumore.

Cause comuni dei dolori alle gambe: vene varicose e tanto altro

Da come si è potuto già comprendere sono molte e svariate le cause dei dolori alle gambe che, preoccupanti o meno, sono diffuse soprattutto nella popolazione di sesso femminile. Tra le cause più conosciute ci sono sicuramente il rallentamento della circolazione sanguigna e l’ipertensione venosa dovute alle vene varicose. A questo punto sorgeranno spontanee alcune domande come

“Che cosa sono di preciso le vene varicose?”, “Come si manifestano?”, ”Come si curano?” alle quali, qui di seguito potrete trovare una risposta. Cominciamo per stadi.

 Si parla di vene varicose nel caso in cui si manifesta una dilatazione patologica permanente di alcune vene (solitamente quelle più superficiali) causata, per lo più, dall’alterazione della tonicità e dell’elasticità delle pareti venose peggiorate da un malfunzionamento di particolari valvole che, se sane, hanno il compito di indirizzare e spingere il sangue privo di ossigeno al cuore impedendogli di indietreggiare. Quando queste valvole si indeboliscono, infatti, il sangue non riceve una spinta sufficiente e si accumula nelle vene e nei capillari favorendone la dilatazione e facendoli apparire come cordoni bluastri; questa dilatazione venosa si traduce dapprima in una sensazione di pesantezza e di gonfiore e poi in quella di dolore alle gambe.

Semmai si presentassero sintomi del genere, per capire se si tratta di una patologia venosa o meno basta tener conto di poche caratteristiche:

  1. la zona dove compaiono, di solito rappresentata dalla faccia interna del polpaccio risalendo sino alla parte posteriore del ginocchio;
  2. i momenti in cui sopraggiungono (solitamente alla fine della giornata con un progressivo aumento dopo lunghi periodi di stasi in piedi o sedute, dopo la depilazione con cera calda, in estate…);
  3. il presentarsi ricorrente di prurito a livello delle caviglie;

I fattori di rischio più importanti sono, invece:

  1. l’ereditarietà e la presenza di casi in famiglia;
  2. l’avanzare dell’età;
  3. la gravidanza;
  4. l’obesità;
  5. l’assunzione di pillole anticoncezionali o altri medicinali contenenti estrogeni e progesterone;
  6. lo svolgimento di un lavoro che richiede stasi, specialmente se in piedi;
  7. l’esposizione prolungata al sole;

Tra le altre molteplici cause dei dolori alle gambe:

Artrite: il dolore è di tipo trafittivo e compare frequentemente durante i cambiamenti della postura come per esempio quando ci si alza dal letto o da una sedia o quando si riprende a camminare dopo un periodo di stasi (per esempio dopo essere stati a lungo in fila alla posta, al supermercato etc,) interessando più che altro le giunture articolari come il ginocchio o l’anca. Con il movimento le articolazioni sembrano “sciogliersi” e il dolore tende a sparire.

Trombosi: come conseguenza di un anomalo processo di coagulazione del sangue dovuto a un’infiammazione superficiale della vena (flebite si ha la formazione dei cosiddetti trombi (coaguli di sangue) che ne occludono il lume interno. Il dolore in questo caso si manifesta accompagnato da gonfiore ed interessa per lo più un solo arto. Se non curata, la trombosi può condurre a gravi conseguenze come l’embolia polmonare.

Sciatica: il dolore è continuo, persistente e localizzato su una zona estesa; parte dalla fascia bassa della schiena, percorre tutta la coscia colpendo in particolare la parte posteriore ed esterna di questa ed arriva sino alla fascia laterale della gamba e al piede. La causa principale di questa patologia è la compressione o l’infiammazione del nervo sciatico dovuta, nella maggior parte dei casi, a ernia al disco, discopatia, artrosi vertebrale etc. tutte cause diagnosticabili attraverso una TAC.

Crampi muscolari: spasmi, contrazioni involontarie, violente ed improvvise della muscolatura striata dovuti a uno sforzo pesante effettuato e, solitamente, durato troppo a lungo. Anche in questo caso, come nel caso dell’artrite il dolore è trafittivo e si presenta improvvisamente senza preavviso soprattutto durante la notte senza una vera e propria causa identificabile.

Sindrome delle gambe senza riposo (RLS): conosciuta anche come sindrome di Ekbom, è un disturbo nervoso ereditario che si manifesta con il bisogno irrefrenabile di muovere le gambe durante la notte dovuto a formicolii , dolori e crampi alle gambe. I fastidi peggiorano se, alla malattia, si associa una carenza di ferro o di vitamine e se si resta troppo tempo fermi, anche a letto mentre si alleviano durante l’attività motoria.

Arteriopatia periferica: si sviluppa a partire dalla comparsa di alterazioni di tipo occlusivo-trombotico a livello linfatico e venoso ( alterazioni racchiuse nel termine vascolopatia) e spesso in conseguenza a all’aterosclerosi che porta a una riduzione del flusso di sangue e di ossigeno nei muscoli preposti alla locomozione; ecco la spiegazione principale del fatto che, questa patologia al contrario della Sindrome delle gambe senza riposo, peggiora durante i movimenti provocando dolore a tal punto da rendere impossibile l’esecuzione degli stessi e migliora temporaneamente stando a riposo.

Come prevenire i dolori alle gambe?

La prevenzione, si sa, è fondamentale. Non bisogna sottovalutare le sensazioni di dolore e gonfiore alle gambe che, secondo alcune ricerche, più volte si sarebbero mostrate anche come campanelli d’allarme di importanti patologie quali tumori.

Tra i consigli più preziosi per attenuare o/e prevenire i fastidi quello di fare attenzioni ai cosiddetti comportamenti a rischio e dunque:

  1. controllare il peso corporeo conducendo una dieta equilibrata ricca di frutta e verdure e povera di sale (che favorisce la ritensione idrica);
  2. evitare di indossare collant o, in genere, indumenti che possano provocare costrizione così come tacchi alti per periodi prolungati;
  3. evitare di fare abuso di alcol e fumo;
  4. praticare attività fisica (molto indicati la bicicletta, il nuoto, la camminata a ritmo sostenuto o in acqua, la ginnastica dolce);
  5. bere molta acqua;
  6. evitare l’esposizione diretta e/o prolungata al sole o a fonti di calore;

Tra le fonti di calore da evitare a cui ci riferiamo è compresa anche l’acqua calda utilizzata per il bagno o la doccia; è’ infatti consigliato alternare getti d’acqua calda e d’acqua fredda sulle gambe mirati a favorire la circolazione del sangue.

Vi sono, inoltre, molti rimedi naturali da poter utilizzare nel contesto dei dolori alle gambe. Tra le erbe medicinali più conosciute e utilizzate troviamo l’ippocastano utile quando si comincia a sentire la sensazione di pesantezza e gonfiore alle gambe e alle caviglie, il mirtillo che rinforza le pareti dei capillari, la centella asiatica che stimola la produzione del collagene nel connettivo sottocutaneo, il ginko per favorire la fluidità del sangue, la diosmina che riduce la permeabilità di vene e capillari aumentandone la resistenza. Tutti questi rimedi, a seconda dei gusti, sono disponibili in capsule o in creme. Un altro rimedio di cui tener conto sono inoltre i massaggi con un mix di oli essenziali quali rosmarino, ginepro, limone, pompelmo e menta.

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